Venerdì 18 settembre alle ore 9.00, presso la Sala Trecentesca in Piazza Grande a Gubbio (PG) verrà presentata la Collezione Internazionale dal nome Domus Olear∑. Non parliamo di abiti. né di manufatti né di oggetti artistici bensì di veri e propri organismi viventi quali sono le piante di Ulivi, guardiani del futuro degli ecosistemi. Un evento mondiale che rivendica la qualità dello studio genetico del CNR-IBBR condotta da ricercatori e tecnici sotto la responsabilità scientifica della Dott.ssa Soraya Mousavi e quella tecnica di Roberto Mariotti. Proprio loro che, al Convegno di Moscufo dell’aprile 2026, ci presero per mano rendendo agevole il viaggio nel mondo del germoplasma olivicolo e delle scoperte genetiche intorno ad ulivi e, di conseguenza, dell’olio extravergine di oliva. LEGGI ARTICOLO
Proprio quando Silvano Ferri, ci annuncia una nuova intesa con Giano dell’Umbria e la “sorella” Dritta San Felice (insieme a Dritta delle Terre Pescaresi e Minucciola di Capri), ecco che proprio dall’Umbria ci arriva la notizia dell’inaugurazione di questa collezione che poggia su una banca dati internazionale, unica nel suo genere, costituita da oltre 10.000 genotipi di olivo provenienti da tutti i Paesi olivicoli. E ci parla di alleanza tra ricerca e agricoltori, di strategie future, ci parla di scegliere come educare le future generazioni.
RICERCA ED ANALISI
Dopo la costituzione di una banca dati di 10.000 genotipi, un lavoro di validazione di ciascuna pianta è stato condotto nell’ambito del progetto OMIBREED attraverso il quale i ricercatori e i tecnici del CNR-IBBR hanno analizzato il patrimonio genetico presente nelle collezioni e nei campi sperimentali del CNR, in particolare della collezione ubicata presso l’Azienda Sperimentale Santa Paolina presso Follonica (GR), le ulteriori analisi hanno riguardato centinaia di accessioni provenienti dal settore vivaistico, giungendo a identificare e isolare oltre 3.000 genotipi unici provenienti da 32 Paesi. Questi genotipi sono stati moltiplicati tramite innesto per costituire il nucleo della nuova collezione che è stata messa a dimora nel 2026 presso l’Azienda Agricola Di Murro in Loc. Montelovesco, Gubbio. A questo patrimonio di cultivar è stato affiancato un altrettanto vasto gruppo di oltre 400 genotipi di olivo selvatico e sottospecie, recuperando il materiale da altre collezioni già costituite e da materiale conservato nelle serre e come seme nei depositi del CNR, portando la consistenza totale della banca ad oltre 800 accessioni geneticamente uniche. Altra peculiarità della stessa Collezione è aver ricevuto un codice identificativo ufficiale dalla FAO e conseguentemente anche una matricola per ogni singola accessione implementando la collaborazione internazionale basata su tale risorsa. La costituzione di una collezione consente il confronto varietale attraverso la rilevazione dei tratti genetici ma anche la resilienza dei diversi genotipi di olivo a condizioni climatiche estreme, la loro resistenza a parassiti e malattie.

ULIVO STRATEGICO NELL’ASSET COMMERCIALE, GEOPOLITICO E DELL’EDUCAZIONE
Il materiale genetico presente nella collezione Domus Olear∑ potrà essere messo in condivisione con le più grandi collezioni mondiali in Italia e all’estero: gestite dal CNR-IBE presso Follonica, CNR-IBBR e CNR-ISAFOM presso Lugnano in Teverina (TR) ed Assisi (PG); quelle del CREA-OFA; Banche Mondiali del Germoplasma (WOGB) situate a Cordoba (Spagna), Marrakech (Marocco) e Izmir (Turchia), insieme alle altre gestite dal Consiglio Olivicolo Internazionale (COI). Cosa produce concretamente questo?
Si traduce direttamente in un impatto economico tangibile: la selezione di genotipi resistenti e adattabili garantisce la sostenibilità della filiera e la sicurezza del reddito dei produttori di fronte alle sfide climatiche, mentre lo studio dei metaboliti secondari permetterà di sviluppare olive e oli di qualità superiore ad alto valore commerciale. Sul piano geopolitico, la collezione
rappresenta un asset strategico che posiziona l’Umbria e l’Italia come leader nella cooperazione internazionale e nella tutela della sicurezza alimentare, custodendo in un unico sito la biodiversità di oltre 30 nazioni. Infine, la banca possiede un inestimabile potenziale turistico e culturale: essa si offre come un “archivio vivente” e un museo della biodiversità, ideale per favorire percorsi educativi a tutti i livelli (dalle scuole per l’infanzia a prestigiose Università e Centri di Ricerca nazionali ed internazionali) e visite tecniche (olivicoltori, agronomi e cultori della materia in genere) valorizzando così la storia millenaria dell’olivo.

AZIENDA AGRICOLA DI MURRO, CUSTODE DELLA VITA
L’Azienda Agricola Di Murro diventa custode della collezione a Gubbio, mettendo a disposizione oltre dieci ettari di terreno a vocazione olivicola d’eccellenza. Montelovesco, infatti, a 470 metri di altezza, si presenta sito ideale ideale per la coltivazione biologica dell’olivo. Fortemente allineata con la visione scientificadel CNR, l’Azienda si farà carico della gestione operativa a titolo non oneroso, garantendo il rigoroso rispetto dei protocolli CNR-IBBR e trasformando il sito in un polo attivo di divulgazione. La Domus Olear∑ intende essere il punto di partenza di un lavoro organico e multidisciplinare nel quale la ricerca pubblica, le esigenze delle aziende e la specializzazione nei differenti campi convergono in un progetto comune, attivo e proficuo, volto alla salvaguardia della biodiversità e di supporto al contesto socioeconomico locale, nazionale ed internazionale.


















