NEL CENTRO STORICO DI CITTA’ SANT’ANGELO SI PAGA MENO LA TARI

Nuove modalità per la TARI a Città Sant’Angelo, scontistiche e agevolazioni previste per tutti. I termini di scadenza sono tre e sono fissati nei mesi di luglio, settembre e novembre. Nonostante l’avvio del porta a porta e lo stravolgimento dovuto al riassetto nel periodo di chiusura forzato dovuto alla pandemia, le aliquote non sono state toccate. È stato possibile rimanere sulla stesso piano, grazie al raggiungimento del 70% di raccolta differenziata. Le novità sostanziali, volute dall’Amministrazione comunale che ha accolto i solleciti e le richieste di cittadini e attività, sono:

– Scontistica dei due mesi per le attività che sono rimaste chiuse durante il periodo di chiusura forzata a causa della pandemia di covid (compilando il modulo di autocertificazione incluso nelle bollette).

– Scontistica per chi ha un disabile a casa.

– Scontistica per chi ha un figlio all’università fuori sede.

– Scontistica per due anni per chi apre attività sia nel Centro Storico sia in zona Villa Cipressi.

-Scontistica per due anni per nuove residenze nel Centro Storico e in zona Villa Cipressi.

-Scontistica per due anni per laboratori d’arte ed esposizione d’arte nel Centro Storico e in zona Villa Cipressi.

Una scelta fortemente voluta dalla Giunta Comunale che ha lavora costantemente per ottenere questi ribassi, in modo da essere concretamente al fianco dei cittadini e di chi sceglie Città Sant’Angelo. Nelle nuove agevolazioni per la TARI il Sindaco, Matteo Perazzetti, ha voluto tendere una mano anche a laboratori e esposizioni d’arte perché:”Ritengo – dice il primo cittadino angolano – che sia un volano per la nostra economia e per il nostro turismo. Avere attività come musei e laboratori, ci permette di impreziosire, ancora di più, un borgo straordinariamente pieno di arte come quello di Città Sant’Angelo. Per noi, è di grandissima importanza.”

PIANELLA, DI TONTO: MARINELLI COME IL MARCHESE DEL GRILLO LUI E LUI E NOI NON SIAMO UN …
Il sindaco vuole sudditi al posto di cittadini e dipendenti al posto dei Consiglieri Comunali

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Ringrazio la maggioranza della coalizione civica Progetto Futuro per l’opportunità che mi ha concesso di svolgere il ruolo di Assessore nel Paese che amo e che insieme alla mia famiglia ho scelto per abitare. Ho servito i cittadini con giustizia ed onore, con impegno e forza, anche durante questa pandemia. Continuerò a servire i Pianellesi da Consigliere Comunale perché la carica di Consigliere mi è stata data dal popolo. La carica di Assessore, invece, è stata una scelta sulla quale, la maggioranza,ha deciso di compiere dei ripensamenti. Auguro ogni bene a chi mi dovesse sostituire.

Tuttavia, la mia coscienza non mi permette di trastullarmi nell’irresolutezza e mi impone di parlare senza pusillanimità. E pertanto risultano importanti talune precisazioni.

Troppo facile da parte di alcuni imbonire i cittadini con chiacchiere roboanti alludendo a complottismi inesistenti e infarcendo le proprie analisi di mistificazioni. Dalle descrizioni fatte,sembra che a Pianella si viva in uno stato di paura e di persecuzioni,ma tali foschi quadri risultano poco probabili e reali.

Invero, dopo circa sei mesi dall’inizio della legislatura, ben 2 Consiglieri di maggioranza sono stati espulsi. Così, per circa 18 mesi, la maggioranza di Progetto Futuro ha proceduto con un numero ridotto di Consiglieri senza pubblicizzare più di tanto la situazione e,convocando l’assise pubblica solo a seguito di numerose rassicurazioni da parte dei Consiglieri circa la loro presenza, per paura di scivoloni durante il Consiglio Comunale.

Lavorare in questo modo non è stato facile e non ha consentito riflessioni pienamente collegiali, che richiedono tempo, ed ogni scostamento dal pensiero unico è stato scoraggiato, poiché poteva apparire all’esterno una spaccatura piuttosto che la manifestazione di una sana dialettica interna.

Pertanto è accaduto che tutti i membri della maggioranza siano rimasti per lo più silenti, non volendo lasciar intendere che ci fossero distanze o visioni differenti rispetto al vertice.

Ma neppure questo sacrifico della Democrazia interna è stato sufficiente!

Capita così che il 29 giugno 2020 si sia svolto un Consiglio Comunale al quale io non abbia potuto partecipare per motivi di salute certificati. D’altro canto le altissime percentuali della mia presenza in Consiglio e in Giunta sono facilmente verificabili da parte dei cittadini che volessero controllare la qualità e quantità del mio lavoro.

Mettiamo le cose in chiaro: non vi è stata nessuna sfiducia in Consiglio. E non sta arrivando il Commissario Prefettizio.

Perché si sciolga il Consiglio Comunale non è sufficiente che qualcuno si assenti, come impropriamente affermato, ma è necessario che ben 7 Consiglieri di maggioranza e minoranza di Pianella si dimettano. E se ciò accadesse – non mi sembra nell’aria – significherebbe che i consiglieri rappresentanti la maggioranza eletta con i voti dei cittadini di Pianella, avrebbero assunto una grave decisione, ritenuta l’unica via per la salvaguardia delle prerogative democratiche della cittadinanza.

Dunque, la mia assenza in Consiglio è stata manipolata e spacciata per qualcosa che non era, arrivando a scomodare paragoni con la vecchia politica. Per me la vecchia politica si identifica, invece,  con chi vive di politica e occupala politica, utilizzando il potere familiare, anziché andare a lavorare quotidianamente. Una politica agnatizia riconducibile a epoche remote, una visione padronale che vuole sudditi al posto di cittadini e dipendenti al posto dei Consiglieri Comunali.

Ma se la lettura “ufficiale” di quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale viene propagandata,anche dagli stakeholdrs, come una crisi, allora la soluzione non può essere l’ennesima espulsione con la revoca della nomina ad Assessore,ma nel caso ci dovrebbero essere le dimissioni del Sindaco, ai sensi dell’art. 53 secondo comma del Testo Unico Enti Locali. E ciò perché mancherebbero all’appello, ben 3 consiglieri di maggioranza che rappresentano oltre 1000 voti di questo paese. La maggioranza della coalizione civica Progetto futuro in concreto allora non esisterebbe più.  Pertanto, come avviene in tutti i Comuni italiani, ci dovrebbero essere i canonici 20 giorni prima che le dimissioni divengano irrevocabili. Tali giorni sono pensati per discutere e parlare in modo che o si trovino soluzioni e, all’esito, si ritirino le dimissioni (anche con aggiustamenti di Giunta se necessari), ovvero le dimissioni diventino irrevocabili, in assenza di determinazioni praticabili e conciliate.

In questo paese, all’opposto non si pratica la politica della discussione libera. Si vive il Comune come fosse la propria dimora privata e non come la casa di tutti e, le decisioni, prive di concreta collegialità, sono solo comunicate per presa d’atto. Capisco che decidere comunitariamente costa fatica. Capisco che non tutti siano abituati per carattere ed esperienza. Capisco che c’è chi non distingue tra un provvedimento assunto in modo comunitario e la mera comunicazione di decisioni già prese. Ma decidere insieme è Democrazia. E in spregio a quest’ultima, ci si trincera dietro risibili giustificazioni prive di senso collettivo.

Concludo dicendo che allargare ad altri consiglieri di buona volontà, eletti nelle file della minoranza ovvero recuperare ex consiglieri di maggioranza, per meglio sopportare il peso del lavoro amministrativo, facendolo rimanere nell’alveo del servizio, senza che questo diventi solo un “pericoloso” lavoro, è un fatto lecito ed è una circostanza che a Pianella è stata praticata sin dal principio della legislatura. Sinora però non vi sono stati risultati;e nessuna di queste interlocuzioni è stata comunicata ufficialmente in maggioranza. Anche tali conversazioni sono state svolte privatamente. Tutti i contattati, però, ovviamente, hanno avuto paura di essere sedotti ed abbandonati dal Marchese del Grillo!

Ricordate la mitica frase pronunciata da Alberto Sordi nel famoso film di Mario Monicelli? –“Perché io sono io e voi non siete un ….”.   Non ci rimane che attendere serenamente il prosieguo.

Il consigliere Massimo Di Tonto

SANITA’: SEMPRONI INCONTRA I SINDACI DELL’AREA VESTINA, SALVAGUARDARE IL SAN MASSIMO

Si è svolta questa mattina, a Penne, nella sala consiliare del Municipio, una riunione dei sindaci dell’Area Vestina, organizzata per costruire un percorso istituzionale mirato a salvaguardare e tutelare il presidio ospedaliero “San Massimo” dopo gli ultimi tagli effettuati a servizi e reparti.

I sindaci vestini hanno espresso la volontà di sostenere l’Amministrazione comunale di Penne, dandole un ruolo di guida, in questa “battaglia”. Nei prossimi giorni, il sindaco Mario Semproni incontrerà anche il nuovo manager della Asl di Pescara, Dario Ciampone, al quale consegnerà una relazione tecnica redatta e condivisa oggi con i sindaci che hanno partecipato alla riunione. «Il presidio ospedaliero “San Massimo” ha perso nel corso degli anni reparti, posti letto e personale nonostante le proteste di cittadini e amministratori locali – ha osservato il sindaco Mario Semproni, ex medico ospedaliero del San Massimo -.

Abbiamo organizzato tante riunioni, approvato delibere consiliari e ordini del giorno, ma la situazione, purtroppo, è gradualmente peggiorata, oggi abbiamo toccato il fondo. Certo – incalza il sindaco – finalmente, e grazie all’attuale amministrazione regionale, abbiamo sbloccato i fondi (12 milioni di euro) per ristrutturare e ammodernare l’ospedale, ora, però, dobbiamo riempire la struttura di contenuti. Intanto, chiediamo con forza la deroga al DM 70 per ottenere l’ospedale di base con sede di pronto soccorso. Non c’è altra strada per avere una struttura sanitaria funzionante e operativa.

E il governo nazionale e regionale devono ascoltarci: l’entroterra vestino senza i servizi, a partire dall’ospedale, e senza infrastrutture rischia di morire». I sindaci (presenti Collecorvino, Castiglione Messer Raimondo, Elice, Loreto Aprutino, Carpineto della Nora, Civitella Casanova, Montebello di Bertona, Farindola, Villa Celiera, Picciano e Città Sant’Angelo), hanno concordato di incontrarsi nuovamente tra 15 giorni e nell’occasione sarà redatto un documento politico nel quale sarà richiesta «una riorganizzazione ospedaliera confacenti a un territorio, come quello vestino, già penalizzato e abbandonato», ha concluso Mario Semproni. All’incontro hanno partecipato anche le associazioni di cittadini impegnate nella difesa dell’ospedale San Massimo di Penne

PIANELLA: DA VENERDI’ TORNA L’ISOLA PEDONALE

Riparte la tradizionale isola pedonale che rivitalizza in estate il centro storico pianellese rendendolo meta di tanti visitatori.
“Abbiamo voluto incontrare già a giugno i commercianti del centro storico – spiega il Sindaco Sandro Marinelli– nella consapevolezza delle criticità che le prescrizioni per il covid-19, avrebbero creato loro problemi gravosi, soprattutto in considerazione degli spazi necessari per le attività di somministrazione.”

“La richiesta degli operatori è stata proprio quella di anticipare l’inizio dell’isola pedonale e, pertanto, da venerdì 10 luglio sarà attivata la tradizionale zona a traffico limitato, mentre sono stati programmati interventi di restyling del viale con la collocazione di fioriere automatizzate che, una volta in funzione, consentiranno di aumentare anche la durata della stessa prolungandola oltre la mezzanotte, il che darà maggiori possibilità di apertura notturna anche alle attività commerciali ed artigianali.”

Un altro aspetto che l’amministrazione ha dovuto affrontare è quello relativo al tradizionale calendario estivo che, grazie alla proficua collaborazione con le associazioni, ha sempre consentito una interrotta attività di intrattenimento in grado di soddisfare ogni tipo di pubblico.
“Abbiamo coinvolto le associazioni – conclude il primo cittadino – per elaborare un programma compatibile con le difficoltà del momento e confidiamo di riuscire ad animare comunque l’estate proponendo, come di consueto, progetti artistici e culturali innovativi e di qualità.”

PIANELLA: AL VIA I CENTRI ESTIVI E LA PIANIFICAZIONE DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO

“Siamo particolarmente soddisfatti per l’offerta estiva che la proficua collaborazione pubblico-privato ha generato sul nostro territorio – afferma il vice sindaco con delega alle politiche giovanili Antonella di Massimo- poiché, oltre ad avere garantito l’immediata ripresa del nido comunale, in gestione al Grillo Parlante, la stessa associazione ha ampliato l’offerta estendendola alla fascia 3-10 anni con l’organizzazione di un centro estivo già in piena attività; altre due associazioni hanno avviato progetti estivi per i giovani con al centro il mondo animale ed equestre in particolare, si tratta della ASD Arcobaleno e della Cooperativa sociale RE.SA.BE.; mentre il 13 luglio, dalle ore 8 alle 13, partirà il centro estivo comunale, affidato alla cooperativa New Aid, che ospiterà nell’area scolastica del plesso di Via Villa de Felici una serie di attività che vanno dalla parte artistica a quella ludica, con l’inserimento, fortemente voluto dall’amministrazione, di una serie di attività motorie per cercare di colmare il grave vuoto che il lockdown ha generato nei ragazzi, di fatto privati per mesi delle essenziali attività necessarie al loro equilibrato sviluppo psico-motorio.”

Altra questione di grande attualità per tutte le amministrazioni comunali è quella relativa alla riapertura delle scuole che vedono enti locali ed istituzioni scolastiche impegnate nel difficile compito di adeguare gli ambienti alle prescrizioni in tema di prevenzione anti covid-19 emanate dal Ministero per l’Istruzione.

“Nella conferenza dei servizi indetta dal Sindaco con la dirigenza scolastica – spiega l’assessore all’istruzione Sabrina Di Clemente – sono emerse tutta una serie di prevedibili criticità, legate soprattutto agli spazi ampi che vengono richiesti per il distanziamento. Sicuramente non ci saranno problemi per le due scuole materne, per le quali gli spazi consentono di rispettare le indicazioni ministeriali, magari adottando qualche accorgimento su arredi e dpi, mentre più gravosi si rivelano gli interventi ipotizzati sulle scuole primarie, sia di primo che di secondo grado. A tale proposito i tecnici del comune sono già al lavoro per individuare la tipologia degli interventi da eseguire e le tempistiche, sulle quali, tuttavia, pesa il ritardo con il quale il ministero ha attivato le piattaforme per le richieste di finanziamento.”

“In ogni caso – conclude l’assessore – la collaborazione costante tra istituzione scolastica e comunale ci consente di guardare con ottimismo alla riapertura dell’anno scolastico, poiché gli interventi sono stati già stati per gran parte individuati e potranno partire non appena il ministero confermerà l’erogazione dei fondi necessari. Probabilmente sconteremo qualche piccolo disagio legato al trasporto scolastico per la necessità di scaglionare gli orari di ingresso, ma siamo certi di poter garantire la piena attività in presenza a tutti gli alunni che finalmente potranno tornare alla normalità.”

PIANELLA: IL SINDACO REVOCA LE DELEGHE A DI TONTO E APRE A NUOVI SCENARI

Nei giorni scorsi era intervenuto il Presidente del Consiglio comunale Francesco Chiarieri, per stigmatizzare la singolare coincidenza che ha visto a poche ore dall’inizio della seduta l’assessore Di Tonto (nella foto) ed altri 5 consiglieri di minoranza disertare, con giustificazioni varie, il consiglio comunale.
“Quanto accaduto – afferma il Sindaco Sandro Marinelli – rappresenta il sintomo di una patologia ricorrente nella politica pianellese, nella quale, purtroppo, si tende a perdere la consapevolezza dei ruoli e degli obiettivi che ciascun consigliere comunale deve perseguire, per far prevalere strani giochi sotterranei, che nulla hanno a che vedere con il bene della cittadinanza.

L’emergenza Covid-19 – aggiunge il primo cittadino – imporrebbe a ciascun eletto nelle istituzioni un surplus di impegno e consapevolezza poiché, mai come in questo momento, la cittadinanza si aspetta dalla politica azioni immediate, concrete e responsabili, mentre in queste ultime settimane abbiamo visto l’esatto contrario.
La riflessione mi ha indotto, pertanto, di concerto con tutti i componenti della maggioranza, ad assumere decisioni difficili, ma inevitabili, in quanto nella seconda parte della consiliatura o saremo in grado di agire con forza, lungimiranza e impegno costante, oppure non riusciremo a portare la nostra comunità fuori dalla grave crisi che ci si presenta dinanzi, visto che tutti gli indicatori segnalano per settembre, insieme alla difficoltà di riaprire le scuole e garantire i servizi pubblici, un crollo del PIL e la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro che di certo non risparmierà la nostra comunità.”

“ Ho assunto la decisione di revocare le deleghe all’assessore Di Tonto – spiega il sindaco – proprio perché, da diverso tempo, non ho visto lo spirito di abnegazione e di leale collaborazione che questo difficile momento richiede, consapevole che questa decisione apre una fase di confronto politico che potrebbe anche non approdare a nuovi scenari, ma ci siamo candidati per servire la comunità e non per servirci di essa per occupare poltrone, per cui intendo rimanere al mio posto, ma solo se ci saranno le condizioni per portare avanti l’enorme lavoro che ci attende: tirare a campare non è una prospettiva che prendo in considerazione, soprattutto perché non sarebbe di aiuto alla collettività.

In queste settimane, tuttavia – conclude il primo cittadino – insieme alle cose negative, ho avuto modo di verificare come in consiglio comunale ci siano figure serie, capaci e dotate di sufficiente autonomia che potrebbero assumere la responsabilità di affrontare questa difficile sfida: riapertura delle scuole, sostegno del commercio, riduzione della pressione fiscale, completamento del P.R.G., nuove infrastrutture, lavoro, turismo, sostegno sociale alle fasce deboli sono le priorità che la politica locale è chiamata ad affrontare e risolvere, mentre sarebbe folle ed irresponsabile, per meschini interessi personali, gettare nella paralisi di un commissariamento l’intera popolazione nel momento più complicato degli ultimi 50 anni.

Ho già aperto una riflessione con alcuni consiglieri su questi temi, la maggioranza è pronta e disponibile ad un confronto serio e leale con chiunque sia animato dalla sincera volontà di rimboccarsi le maniche e lavorare a testa bassa per la collettività, altrimenti dovremmo tutti assumere la responsabilità di non essere all’altezza del ruolo che i cittadini ci hanno assegnato, spiegando per quali ragioni sono stati abbandonati al loro destino nel momento in cui avevano più bisogno dei loro rappresentanti.”

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