CEPAGATTI: L’ULTIMO SCRITTO SU LACERBA DI MARIO NARDICCHIA
Ciao Prof, da tutta la redazione ed i tuoi lettori

 Inferno- La metafora della notte Letture parallele: Dante-Scarano

di Mario Nardicchia

Jorge Luis Borges (1899-1986), scrittore argentino del quale ricorre quest’anno il 35ennale della morte, da giovane aveva mandato a memoria il Don Chisciotte di Cervantes e l’intera Commedia di Dante Alighieri, ciò che gli tornò utilissimo in tarda età, quando perdette la vista ma certamente non il gusto della vita, anzi: «La cecità può essere una clausura, ma anche una liberazione.Una chiave e un’algebra, una solitudine propizia –dirà nel corso di una intervista, aggiungendo addirittura- Grazie a lei ho scritto di più». Con questa premessa affrontiamo ora la tematica della “notte” quale metafora -unitamente  agli aggettivi ad essa confacenti- che il sommo poeta delinea nella prima cantica della sua  formidabile Commedia. Proviamo ad accostare ai versi del Sommo Poeta la loro “traduzione” in dialetto abruzzese, opera del cittadino di Cepagatti Angelo Umberto Scarano (1880-1970), di professione Cancelliere negli Uffici Giudiziari, poi Segretario della Procura della Repubblica e,in fin di carriera Segretario di Corte d’Appello. Scarano riuscì a pubblicare solo l’Inferno per la Tipografia Taranto -Pescara- 1961.Il Purgatorio e il Paradiso sono in brogliaccio depositati nell’Archivio di Stato di Pescara.

[1] l’Alighieri proietta «la notte» piena di tormenti della sua vita in quel «lago del cor», ovvero in quella cavità cardiaca sempre abbondante di sangue che, secondo la tradizione riportata anche da Boccaccio, «è ricettacolo di ogni nostra passione». Da notare l’erudizione di Dante –ma in genere di ogni scrittore di successo- in fatto di conoscenze mediche cardiologiche  così come, ad esempio, il nostro vate D’Annunzio ne “La fiaccola sotto il moggio”, centoventi anni dal suo concepimento: Atto Primo, scena terza, Bertrando: «Ho un rancore mortale contro le tue mani flosce che mostrano l’enfiore del mal cardiaco»; e Tibaldo: «Ohimè! È vero, è vero. E’ l’edema (…). Il mio cuore è ammalato. Morirò di subito (…) ». Scarano glissa sul “lago del cor” con un semplice «chi nna lu core» e non coglie la parte medica del verso…

[2] Dante dipinge con sublime maestria la luce crepuscolare accorciando e la notte e il giorno.Anche qui Scarano ha difficoltà a cogliere la finezza del crepuscolo tramite l’accorciamento del giorno e della notte, non già “tra” il giorno e la notte.

[3] quando essa si viene a trovare a confine tra l’emisfero nostro (quello di Gerusalemme) dall’altro tuffandosi poi nel mare presso Siviglia.

[4] il Sommo Poeta offre una chiara lezione di astronomia, ove la tenebra  si contrappone all’alba: la notte già mostrava le stelle del polo antartico, mentre quelle del polo artico erano ormai così basse che non emergevano sulla linea dell’orizzonte, sopra la superficie del mare.Qui Scarano si scosta  dal testo dantesco, trattandosi di una “traduzione” in dialetto;tra lìaltro senza obbligo di rima, come si diceva una volta: tradurre è anche, inevitabilmente, un po’ tradire…

[5] l’Alighieri utilizza la notte –preceduta da tutto il giorno- per mostrare un conte Ugolino piuttosto cinico che passa le ore in carcere, unitamente ai suoi figli, senza che gli cada una lagrima e senza rispondere alle pressanti domande del piccolo Anselmuccio rotto dal pianto.

Orbene, la metafora dell’oscurità nella Commedia, ovvero la notte tout court come abbiamo visto, è una divagazione dantesca di tutto rispetto che evoca la cecità della condizione umana spiegando ed accentuando ancor più certe situazioni critiche della nostra specie dalla quale non è affatto possibile separarsi.

[1Già nel canto 1° dell’Inferno, vv. 19-27,

«Allor fu la paura un poco queta«Allore si calmì chi lu spavente,

che nel lago del cuor m’era duratachi nna lu core m’aveve durate ,

la notte ch’io passai con tanta pièta.lu tempe chi passive nna lu bosche.

E come quei che con lena affannataE gna quille ch’ha scite assà ‘ffannate

uscito fuor del pelago alla rivada lu mare cattive nna la rive

si volge all’acqua perigliosa e guata,e s’arivotea l’acque timpestose,

così l’animo mio, ch’ancor fuggiva,ccuscì, l’anime mie ancore trimenne,

si volse a retro a rimirar lo passoa riguardive chi l’infame bosche,

che non lasciò già mai persona viva»chi nna lassate vive mai nisciune»

[2Nel XXXI° canto, v. 10-15 :

«Quiv’era men che notte e men che giorno,«Ecche luce ci stè tra notte e jurne,

sì che ‘l viso m’andava innanzi poco;sicchè nnanze de me poche videve,

ma  io sentì sonare un  alto corno,ma sintive sunà nu grosse corne,

tanto ch’avrebbe ogne tuon fatto fioco,chi nu rumore chi suprè lu tone;

che,contra sé la sua via seguitando,e, da dove minè, i mi rivutive,

drizzò li occhi miei tutti ad un loco»fissanne l’ucchie mì nna chi lu poste»

[3] La descrizione della luna piena (plenilunio) era già passata nel canto XX, v. 124-127:

«Ma vienne omai; che già tiene ‘l confine«Ma vi’ mo, ca la lune sta al tramonte

d’amendue li emisperi e tocca l’ondae tocche l’onne de lu mare sotte

sotto Sobilia Caino e le spine;Sivije, a la mità del nostre globbe.

e già iernotte fu la luna tonda»,Già la lune ere piene l’atre notte».

[4] Il canto XXVI° è quello del famoso viaggio di Ulisse, vv. 118-120, che ammonisce:

«Considerate la vostra semenza:«Considirate come Ddie va fatte:

fatti non foste a viver come bruti,nate nin fuste a vive gna li brute,

ma per seguire virtute e canoscenza».Ma pi virtù siguire e cunuscenze»

Poco dopo, vv.127-129: «Tutte le stelle già dell’altro polo«Già l’atre pole mustre li sue stelle

vedea la notte e ‘l nostro tanto basso,mentre lu nostre ere già ultrapassate

che non surgea fuor del marin suolo»,e ‘n zi videvene cchiù quelle sue»

[5Il XXXIII° e penultimo canto dell’Inferno, quello che descrive con orrore e drammaticità le gesta di Ugolino di Guelfo della Gherardesca, conte di Donoratico, ai vv.52-54:

«Perciò non lacrimai né rispuos’io«Pirciò nin lacrimai, né rispunnive

tutto quel giorno né la notte appresso,tutte lu jurne, né la notte appresse

infin che l’altro sol nel mondo uscìo»,fine a che ‘n zi facì di nove jurne»

 

CIAO PROF, DA TUTTA LA REDAZIONE

LACERBA

ADDIO E GRAZIE, PRESIDE
La lezione indimenticabile di Mario Nardicchia

Non un preside ma il “Preside” ci ha lasciato. Un’intera provincia ne piange la scomparsa, il suo paese resterà orfano della sua autorevole figura ma a lui eternamente grato, per gli insegnamenti, professionali e umani, dispensati nelle scuole dove ha lavorato così come nelle piazze che ha frequentato. La sua figura, la sua “eleganza” intellettuale, imponente come quella fisica, ha costituito un solido e puntuale modello di riferimento per studenti, collaboratori, amministratori locali e gente comune.

Ha saputo infatti farsi apprezzare come illuminato dirigente scolastico (praticamente è stato in decine di istituti in provincia di Pescara); come indefesso e fine promotore culturale nel/del suo paese, incentivando e partecipando ad ogni forma di iniziativa associazionistica, aderendo senza esitazioni e presunzioni a qualsiasi evento che avesse bisogno del suo erudito e disponibile sapere enciclopedico. Ha saputo farsi ammirare anche come maestro della comunicazione e come ispirato cronista, con i suoi aneddoti di viaggio e di divulgazione antropologica (era molto legato alle espressioni del territorio portoghese, dalla musica al calcio) ma non per questo disdegnava di essere un affabile intrattenitore e critico del panorama culturale locale e nazionale, con le sue particolareggiate e dotte narrazioni storiche e letterarie.

La sua alta statura (in tutti i sensi) non poteva che riscuotere grande considerazione e consultazione nella politica locale, unanime nel chiedergli pareri e consigli e manifestargli quindi apprezzamento e riverenza. Mario Nardicchia è stato tutto questo e anche di più, un educatore a 360 gradi che ha saputo anticipare i nuovi orientamenti pedagogici con la sua dinamicità, la sua saggezza e la sua spontaneità. La sua lunga “lezione” è destinata ad essere rimpianta e costantemente ricordata per tutto quello che ha insegnato non solo al suo paese, Cepagatti, ma ai tanti paesi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, nella sua cordiale, ostinata e poliedrica missione culturale. In questa sua opera complessa e felice sembra non lasciare eredi, anche per questo il Preside mancherà tanto. Il suo paese lo saluterà, con i conforti religiosi, domani mattina, dalle ore 10, nella chiesa di Santa Lucia, al centro di Cepagatti.

Peppe De Micheli

ROSCIANO: VACCINATI TUTTI, ULTRAOTTANTENNI E FRAGILI
Grande soddisfazione del Sindaco Palozzo

Si è conclusa sabato 14 maggio la giornata per la vaccinazione di tutti i fragili e gli ultraottantenni nel centro vaccinale aperto meno di un mese fa nella città di Rosciano. Circa 500 fragili hanno ricevuto la prima dose e tutti gli over ottanta la seconda dose.

Un risultato importante per il nostro paese perché siamo stati i primi ad aver concluso il ciclo di vaccinazione per gli ultraottantenni e il primo per tutti fragili iscritti sul portale della regione Abruzzo – così il Sindaco Simone Palozzooggi contiamo circa 700 utenti vaccinati presso il nostro centro”.

Importante l’iniziativa dell’amministrazione comunale di Rosciano di istituire, in collaborazione con i medici di base del territorio e della Protezione Civile, un centro vaccinale, così da evitare ogni spostamento alla popolazione anziana e fragile. “Un ringraziamento particolare va ai Dottori Bonafede e D’Astolto che si sono messi a disposizione della nostra cittadinanza, il Dottor Di Luzio, le infermiere Laura Casula e Ilaria Di Profio, nonché alla grande macchina amministrativa del nostro paese, l’Assessore Blasioli e Umberto Chiavaroli per la gestione impeccabile del nostro servizio”. Una prova che ha evidenziato la capacità organizzativa dell’amministrazione comunale di Rosciano con il coordinamento efficiente del primo cittadino che aveva lo scopo di ridurre qualsiasi disservizio. E pare proprio esserci riuscito.

William Grandonico

LORETO APRUTINO: IN MEMORIA DI MAURO SANTEDICOLA, PONTE DI UMANITÀ TRA DOCENTI, ALUNNI E GENITORI

Martedi 18 Maggio alle ore 10.30, presso il giardino della scuola secondaria “G.Rasetti”, all’iingresso dell’edificio, una piccola cerimonia accompagnerà la messa a dimora di un albero in  memoria di Mauro Santedicola, il collaboratore scolastico scomparso dopo aver contratto il Covid in quel maledetto marzo del 2020 che portò via anche sua moglie Laura. Un destino d’amore oltre la morte, scrivemmo nell’intervistare sua figlia Lorena.

Mauro era amatissimo in paese: aveva sempre svolto il suo lavoro con estrema professionalità, rispettoso delle regole, discreto e capace di essere un ponte di umanità tra docenti, alunni e genitori. E proprio perché nessuno della comunità lo ha dimenticato, la giornata in suo onore è stata da tutti accolta con entusiasmo, ancor di più che a ricordarlo siano degli alberi, che lui amava tanto.

La cerimonia sarà introdotta dal saluto da parte delle dirigenti scolastiche che si sono succedute all’Istituto Comprensivo di Loreto Aprutino, seguiranno poesie, parole e versi in musica da parte degli alunni. Sarà presente anche la figlia Lorena che concluderà la giornata con un ringraziamento ed un ricordo dei genitori.

Gli spazi ridotti e la necessità di mantenere le distanze di sicurezza consentiranno la partecipazione all’evento solamente su Invito da parte della Dirigenza Scolastica, ma basterà chiudere gli occhi nel giorno e nell’ora stabilita, un pensiero per Mauro si poggerà sulle acerbe foglie come linfa eterna.

CULTURA, GRAMMATICA PER LA RIPARTENZA
Abruzzo: incontro sulle strategie regionali con Carlo Tereo De Landerset

Il problema non è solo italiano. Esiste una generale difficoltà nell’inquadrare la Cultura all’interno del funzionamento delle società e ovviamente anche delle economie contemporanee. Le ragioni sono a volte difficili da comprendere. In generale potremmo dire che abbiamo una visione della Cultura da un lato riduttiva, dall’altro schizofrenica. Esiste una riprova storica di questa difficoltà: siamo passati dal Ministero del Turismo e dello Spettacolo, creato dal Governo Segni II nel 1959, al Ministero della Cultura dal primo marzo 2021. Quando dobbiamo raccontare chi siamo, partiamo dalla Cultura in modo naturale, spontaneo ma quando, invece, dobbiamo andare a comprendere il funzionamento della nostra società, quali sono i suoi elementi critici, la Cultura diventa irrilevante. Ciò deriva dal fatto che c’è stato un confinamento della Cultura nell’ambito dell’intrattenimento e del turismo. È anche questo, ma tali aspetti sono in realtà molto limitativi. In questa crisi pandemica abbiamo visto come la Cultura si lega profondamente alla salute mentale delle persone, una colonna della coesione sociale e della costruzione delle comunità. È inutile dire quanto radicalmente la Cultura entri in tutta l’ideazione del nuovo, dell’innovazione.

La riflessione sulla natura, sulle forme e sulle finalità della cultura è molto intensa e sono diverse le interpretazioni sul ruolo che può rivestire, non solo come dimensione fondamentale dell’agire umano, ma anche in relazione alla cittadinanza, alle trasformazioni economiche e sociali, all’inclusione sociale. Il sistema culturale assume anche, in relazione a un Paese o a un territorio, un rilevante aspetto economico e chiama in causa scelte di fondo da parte delle istituzioni.

È in servizio presso la Regione Abruzzo da diversi anni, attualmente di uffici ne dirige ben due strategici. Carlo Tereo De Landerset, classe 1975, con un importante curriculum tra l’esperienza di 9 anni presso l’Azienda di Promozione Turistica Regionale – APTR e quella di 7 anni nel mondo della cultura e del turismo presso la Regione Abruzzo, con parentesi importanti come i due anni di lavoro svolti presso il Consiglio Regionale e le collaborazioni giornalistiche con la testata “Il Centro”, ricopre attualmente le cariche di Dirigente del Servizio Servizio Politiche Turistiche e Sportive e del Servizio Beni e Attività Culturali della Regione Abruzzo.

In quest’ultima tappa nel viaggio verso le istituzioni Lacerba lo ha incontrato.

Di cosa si occupano il Servizio Politiche Turistiche e Sportive ed il Servizio Beni e Attività Culturali diretti da lei? 

Il Servizio Politiche Turistiche e Sportive si occupa: di sostenere le imprese turistiche attraverso i fondi della LR n.77/2000, per lavori di ammodernamento e miglioramento/adeguamento sismico, abbattimento delle barriere architettoniche, dotazione di attrezzature nuove di fabbrica; dell’informazione ed accoglienza turistica, delle professioni turistiche e della normativa sul turismo in termini di ricettività; dei lavori pubblici che afferiscono al settore del turismo, ivi inclusi quelli individuati e finanziati dal Masterplan, in particolare la parte che riguarda la ciclovia turistica; di tutto ciò che riguarda lo sport, l’impiantistica sportiva, i contributi per le ASD e SSD per attività e manifestazioni, fino ai contributi ai Comuni per i grandi eventi. Il Servizio Beni e Attività Culturali, invece, cura: la gestione delle biblioteche e dei centri culturali sparsi in tutto il territorio regionale; le risorse, afferenti alla L.R. n.55/2013, relative all’organizzazione diretta di eventi  e ad enti pubblici e privati per l’organizzazione di convegni, congressi ed altre manifestazioni; i fondi afferenti alla LR n. 46/2014, relativi alla concessione di contributi in favore dei soggetti beneficiari dei fondi ministeriali FUS -Fondo unico per lo spettacolo dal vivo- ed in favore degli interventi di qualità proposti dai soggetti non beneficiari dei fondi FUS; negli ultimi anni sono stati finanziati in particolare cori, bande ed attività teatrali; fondi relativi ad altre leggi regionali. Il servizio ultimamente si è occupato anche della stesura dei due bandi “SPORT IN ABRUZZO” e “CULTURA IN ABRUZZO”, destinati all’erogazione dei ristori, sotto forma di contributi a fondo perduto, per sostenere il mondo associazionistico dello sport e della cultura con ristori, in cui c’è stata grande partecipazione l’erogazione sta avvenendo in tempi abbastanza rapidi. In definitiva, quindi, la Regione Abruzzo sta riservando grande attenzione allo sport ed alla cultura.

Qual è il contesto attuale dell’Abruzzo nei settori della cultura e del turismo? 

Il sistema turistico abruzzese conta quasi 18 mila imprese, pari all’11% del sistema imprenditoriale regionale, e poco più di 55 mila addetti, pari al 14% dell’occupazione abruzzese. L’incidenza della filiera turistica sull’economia locale è perfettamente in linea con quella media nazionale. L’Abruzzo dispone di circa 3.000 strutture ricettive, di cui 774 alberghiere, che offrono un totale di oltre 112 mila posti letto, di cui 50 mila circa collocato all’interno di strutture alberghiere. Le indagini regionali di tipo qualitativo condotte dall’Isnart mostrano, soprattutto rispetto alla media del paese, la propensione “naturalistica” del sistema dell’ospitalità abruzzese. Oltre la metà delle strutture ricettive regionali (sono il 30% in media in Italia) orienta la propria offerta su una domanda connessa all’ecoturismo ed a tutte le tipologie di vacanza che consentono uno stretto contatto con la natura. Il turismo balneare vede una specializzazione del  20% delle imprese regionali, in linea con il dato nazionale mentre si osserva una certa distanza rispetto a due altri importanti segmenti di domanda che hanno larga rilevanza nel resto del paese: il turismo culturale e quello enogastronomico; il che rappresenta il segnale che, pur disponendo di destinazioni con, da un lato, un rilevante patrimonio storico-culturale e, dall’altro, realtà emergenti nell’ambito del panorama enogastronomico nazionale, queste non siano ancora debitamente valorizzate e dovrebbero divenire oggetto di una riflessione e di un intervento specifici.

Quali sono i punti di forza dell’offerta turistica abruzzese e su quali si deve concentrare la riorganizzazione della offerta turistica e la conseguente attività promozionale?

Schematicamente possiamo così:

  • un mare indimenticabile; la Regione Abruzzo può contare su 133 chilometri di costa, lungo la quale si alternano arenili di sabbia, pinete, scogliere, promontori e calette di ciottoli, ampie spiagge, lidi solitari, le suggestive Riserve Marine di Cerrano e Punta Aderci, le numerose località premiate con la prestigiosa “Bandiera Blu”;
  • Parchi spettacolari che la contraddistinguono come il cuore verde d’Europa, con circa un terzo del proprio territorio sottoposto a vincolo, in cui spiccano l’habitat e la biodiversità. Sono presenti tre Parchi nazionali: lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e quelli del Gran Sasso-Laga e della Majella; inoltre oltre trenta sono riserve e oasi
  • un’Area marina e costiera protetta, la Torre di Cerrano e di un Parco Regionale, il Sirente Velino;
  • Le Faggete Vetuste del Parco nazionale d’Abruzzo sono Patrimonio dell’UNESCO ed in Abruzzo è presente circa l’80 % della Biodiversità del continente Europeo;
  • numerosi sentieri nei due massicci montani più importanti della catena appenninica, la Majella ed il Gran Sasso. Quest’ultimo presenta vette che sfiorano i tremila metri e il Ghiacciaio perenne più a sud del continente Europeo, il Calderone.

L’Abruzzo si configura come un grande museo all’aperto e l’incanto viene anche dai piccoli borghi, la forza architettonica di chiese, castelli, palazzi, la suggestione straordinaria dei suoi eremi isolati e come sospesi nella natura intatta che li incornicia e custodisce, la preziosità delle opere d’arte, le molteplici espressioni dell’artigianato artistico e le millenarie tradizioni contadine e pastorali, nonché storiche, valorizzate dal riconoscimento della “Perdonanza” e della “Transumanza” tra i Beni immateriali del Patrimonio UNESCO. Le tracce importanti del passato provengono dai siti archeologici e dalle necropoli, attraverso monumenti funerari, tombe, mosaici, teatri e anfiteatri.  Il turismo rurale e sostenibile rappresenta la risposta più vicina alle esigenze della nuova domanda di turismo, più attenta alla ricerca di offerte personalizzate ed innovative, che comprendano prodotti autentici e rappresentativi delle culture locali. L’Abruzzo offre la scoperta di luoghi vicini, ricchi di tradizione, in cui i ritmi procedono a stretto contatto con quelli della natura, in cui si possa trovare il valore della vita di un tempo. E’ possibile praticare turismo attivo. La Regione Abruzzo si propone come destinazione che coniuga sport, natura, scoperta e divertimento: in bicicletta, in mountain- bike, a piedi con zaino in spalla, a cavallo, con gli sci, in parapendio, in aereo ultraleggero, in barca, in moto, in fuoristrada, in canoa, con i pattini. Per quanto attiene la cultura, infine, devo essere sincero, ho da poco avuto l’incarico ad interim ma la struttura sta già lavorando tanto e con grande attenzione. Sono state rifinanziate e fatte ripartire, dopo uno stop prolungato, le Residenze artistiche; è stato assegnato tramite bando un sostegno alla realizzazione di film ed audiovisivi, afferente alla LR 98/1999, con un budget di € 300.000. Sono stati finanziati, inoltre, i bandi per il sostegno agli eventi culturali di cui alla LR 55/2013 e sono stati elargiti i contributi per il bando “Abruzzo dal Vivo” riservato ai territori ricadenti nel cratere Teramano del 2016.

Qual è la strategia che la Regione Abruzzo sta attuando per il rilancio del turismo e della cultura nella programmazione, in corso, dei fondi europei? 

I punti di forza della destinazione Abruzzo e le caratteristiche della nuova domanda turistica inducono ad immaginare un turismo green e slow. I borghi, i piccoli centri e la vacanza attiva – ad esempio, cicloturismo, trekking, arrampicata, birdwatching, orientering esperienziali, vacanze natura, plein air, etc. – rappresentano le proposte più coerenti rispetto alle nuove caratteristiche della domanda. La strategia su cui puntare è quella di trasformare il turismo esperienziale da una forma di fruizione turistica di estrema nicchia a modello vincente di questa fase storica, in quanto può aprire spazi sinora non sfruttati, poiché erroneamente ritenuti a minore redditività.Nell’ambito della strategia regionale le azioni di qualificazione dell’offerta cicloturistica sono legate alla rete “Abruzzo bike friendly”, lanciata nella scorsa estate, e che rappresenta una proposta coerente con gli  scenari futuri.

Quali sono le azioni rilevanti condotte dalla Regione Abruzzo (e con quale budget)? Può farci degli esempi, progetti speciali, misure, azioni a regia diretta? 

I progetti in cantiere sono molti anche se adesso si è in un anno di transizione, fra la fine della programmazione 2014-2020 e l’avvio della nuova programmazione, attualmente in fase di scrittura per il settennio 2021-2027, in più in mezzo ad una pandemia mondiale che ha sospeso i viaggi, le vacanze, le fiere turistiche, praticamente bloccando il mondo e spostando l’attenzione ed i fondi agli aiuti che si sono resi indispensabili.Un progetto su tutti però voglio illustralo: la costituzione della Rete Abruzzo bike friendly, a sostegno del cicloturismo, rappresenta senza dubbio la prima concreta sperimentazione diretta a sostenere il turismo attivo e sostenibile. Accanto alla rete si sono sviluppati un sito web tematico dedicato al cicloturismo ed un’app dedicata sia agli operatori sia ai turisti per consentire la massima fruizione dei percorsi mappati e dei servizi disponibili, nonché per poter fruire delle principali emergenze culturali. Sulla scia di tale esperienza a breve sarà approvato un disciplinare sul trekking friendly. Il cicloturismo risponde perfettamente al contingente bisogno di stare all’aria aperta dopo mesi di restrizioni. È ideale per muoversi ed esplorare territori vicini. Chi non si è ancora avvicinato a questa modalità si sentirà rassicurato dalla possibilità di attraversare territori incontaminati e poco affollata, in quanto si tratta di una modalità di fruizione accessibile a tutti. Anche la Film commission è un progetto a cui stiamo lavorando ma il momento pandemico ha di fatto rallentato tutte le attività.

L’attuale amministrazione regionale ha scelto di inserire il turismo all’interno dello Sviluppo Economico destinando risorse aggiuntive rispetto a quelle dei fondi nazionali del FSC. La programmazione di tali fondi quali azioni rilevanti prevede? E quali sono le opportunità che si intravedono all’interno del Next Generation EU? 

La Regione per sostenere la filiera turistica ha destinato ingenti risorse per contrastare gli effetti della grave crisi economica derivante dall’emergenza epidemiologica, tra le quali i contributi a fondo perduto in favore anche della filiera turistica, i contributi a fondo perduto alle Associazioni e alle Società sportive dilettantistiche – “SPORT IN ABRUZZO, i contributi a fondo perduto in favore dei soggetti gestori delle aree sciabili attrezzate presenti sul territorio regionale – “Interventi urgenti a sostegno del comparto sciistico regionale”, i  contributi in favore di enti e associazioni culturali – “CULTURA IN ABRUZZO”. Il Next Generation EU è un punto di partenza che ha un duplice obiettivo: da un lato rendere competitive le nostre imprese, incentivando l’introduzione di innovazioni e nuove tecnologie, dall’altra preparare i territori e le aree interne all’accoglienza dei flussi turistici, in modo che si possa raggiungere la coesione territoriale e sociale, mediante la diffusione del turismo. Offrirà grandi opportunità che dovranno essere colte e che dovranno essere declinate promuovendo il territorio in coerenza con la vocazione naturale della destinazione Abruzzo: il turismo del benessere, il turismo termale, il turismo sportivo ed il turismo inclusivo o accessibile; il turismo culturale, al quale poi si possono associare il turismo degli eventi, il turismo dei musei, il turismo delle città d’arte, il turismo delle ville d’epoca o dimore storiche, il turismo dei borghi, declinandoli anche in termini di accessibilità e inclusione; il turismo naturalistico al quale possono essere uniti il turismo all’aria aperta, il turismo nelle aree protette, il turismo balneare, il turismo eno-gastronomico, il turismo giovanile e così via. L’Abruzzo per il turismo e la cultura ha molte sfide da affrontare e molti risultati da cogliere.

Non commettiamo l’errore di pensare a questa crisi solo come un’emergenza da risolvere. Questo è il momento di affrontare alla radice le contraddizioni che affliggono la cultura in Italia da decenni, e con tutta probabilità non avremo un’altra occasione come questa per qualche generazione a venire. Soprattutto, non avremo una seconda possibilità. Non dobbiamo farci trovare impreparati, e soprattutto disuniti. In momenti come questi, i settori culturali sanno essere i peggiori nemici di se stessi, facendo prevalere le logiche della competizione interna e quelle dell’auto-rappresentazione su quelle degli evidenti interessi comuni. Non è più il tempo. Noi che invitiamo sempre gli altri a uscire dalla propria comfort zone, per una volta dovremo dare l’esempio: forniamo una visione della Cultura come componente essenziale dello sviluppo sostenibile e filo conduttore del rilancio economico, la cosiddetta purple economy.

di Aldo Di Fabrizio

 

MARCO MARSILIO, LE INFRASTRUTTURE PRIORITÀ DEL MIO MANDATO
Intervista Lacerba al Presidente della Regione Abruzzo

Nel corso di questa intervista de Lacerba, il Presidente della Regione Abruzzo Marsilio traccia una linea della situazione in Abruzzo.

Presidente, grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande in un momento di forte impegno politico legato alle tante problematiche causate dal Covid-19. Qual è al momento il quadro pandemico in Abruzzo? È un quadro in costante miglioramento, questa è la quarta settimana che la nostra Regione avrebbe registrato dati da zona gialla, abolita con decreto-legge.  Domani, come ogni venerdì, l’unità di crisi valuterà i dati epidemiologici e l’auspicio è che i dati della provincia aquilana, di cui molti Comuni sono in zona rossa da lunedì scorso, siano buoni e che l’indice Rt torni a scendere senza influenzare il dato regionale, che è sensibilmente migliorato. Del resto non potevamo vanificare due mesi di sacrifici e sofferenze, abbiamo dovuto assumere misure restrittive, come facemmo per Chieti e Pescara, per arrivare al giorno delle riaperture in condizioni di poterlo fare.

Quali sono stati i settori critici più colpiti della nostra economia e le conseguenze sui posti di lavoro e i lavoratori ? La ristorazione è stata senz’altro uno dei settori più penalizzati in assoluto, anche perché molti imprenditori avevano investito sulle loro attività per renderle più sicure attraverso la riduzione dei coperti e prevedendo il necessario distanziamento tra i clienti. Una cosa è certa: il contagio si sviluppa in particolar modo negli assembramenti incontrollati, chiudere tutte le attività non è una risposta risolutiva. A questo punto, essendo la nostra una regione che vive anche e soprattutto di turismo, il Governo dovrebbe indicare una data per le riaperture delle attività, così da consentire alle strutture di organizzarsi per tempo e fare un minimo di attività promozionale perché la stagione turistica si organizza adesso. Paradossale che si possa andare all’estero ma non in Abruzzo. È arrivato l’ok del governo alla Figc per la disputa delle gare a Roma degli Europei di calcio in programma a giugno con la presenza di una quota di spettatori pari ad almeno il 25% della capienza dello Stadio Olimpico. Capisco che il calcio muova interessi economici importanti, ma se vale per il calcio evidentemente si può, anzi di deve ipotizzare una data anche per le altre attività.

Quali sono i provvedimenti intrapresi a sostegno dei ristoratori? Come dicevo prima, si è fatto troppo poco e nella vecchia prassi dei DPCM non si teneva neanche conto della necessità degli imprenditori di approvvigionarsi tempestivamente presso i fornitori. Si viveva alla giornata. Quanto ai ristori, o sostegni che dir si voglia, mi unisco alla richiesta di famiglie e imprese affinché arrivino dal Governo maggiori e più eque risorse. L’annuncio di un nuovo scostamento di bilancio va in questa direzione. Nel frattempo, la maggioranza di centrodestra in Consiglio Regionale è pronta a depositare un nuovo disegno di legge per autorizzare la finanziaria regionale a erogare altri 10 milioni di euro per le aziende in difficoltà.

Le infrastrutture rappresentano una priorità per l’utilizzo dei fondi del Recovery fund. La regione Abruzzo come si sta preparando? L’Abruzzo già lo scorso 15 ottobre, come da nostro cronoprogramma, ha inviato la sua proposta-contributo al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), per il tramite del Presidente del Consiglio e dei Ministri agli Affari europei e agli Affari regionali. L’Abruzzo è stata tra le prime cinque Regioni italiane ad inviare al Governo un documento compiuto, contenente 74 progetti. Il momento legato alla nuova programmazione e agli strumenti del dispositivo Next generation Eu è troppo importante per non cogliere tutti insieme la prospettiva di far emergere le esigenze del territorio, dal basso, per la costituzione di una “Banca dei progetti” e a tal proposito ricordo che abbiamo avviato l’ascolto partenariale economico-sociale ed istituzionale già a dicembre del 2019 sino alla presentazione, lo scorso 7 aprile, del documento “Abruzzo Prossimo”. L’Abruzzo soffre una carenza di infrastrutture da Est a Ovest e tra Nord e Sud. È il motivo per cui ho posto la questione delle infrastrutture come priorità del mio mandato e, in particolare per i collegamenti trasversali, siamo già al lavoro con le altre Regioni, RFI e MIT. Il potenziamento della ferrovia Roma-Pescara significa anche collegare Civitavecchia a Ortona per dare sostanza a un corridoio mediterraneo da riconoscere anche a livello comunitario, progetto che viene finanziato in parte nel Recovery Plan. Ho chiesto al Ministro Giovannini garanzie sulla copertura dell’intero intervento, inserendolo nel contratto di programma con RFI e sono certo che l’impegno verrà onorato. Nei prossimi giorni presenteremo il progetto di Anas per il raddoppio della Avezzano-Sora, altra importante arteria che collega Lazio, Abruzzo e Campania tramite Cassino. Ho sollevato con forza il tema della realizzazione della terza corsia dell’A14, quando tutti credevano fosse irrealizzabile, del potenziamento dei porti e dell’alta velocità ferroviaria. Con l’Umbria e il Lazio abbiamo chiesto di finanziare la trasformazione a idrogeno della linea ferroviaria che da Sansepolcro giunge a Sulmona via Terni, Rieti e L’Aquila, oltre a condividere un’avanzata progettazione europea sulle Hydrogen Valley che mette insieme il Porto di Civitavecchia, le acciaierie di Terni e il bacino sciistico-montano dell’Altopiano delle Rocche, progetto di cui la Regione Abruzzo è coordinatrice.

Rispetto al governo precedente, quali cambiamenti si attende dal nuovo governo a guida Draghi?Sinora, dispiace dirlo, non ho notato grandi cambiamenti tra il Conte 2 e il governo Draghi, a cominciare dalla conferma di alcuni ministri in ruoli chiave come la Salute. Se penso, poi, alla decisione presa dal governo Draghi di eliminare le zone gialle, la trovo peggiorativa: io avevo chiesto di rispettare le fasce di colore esistenti. Se non ci fosse stato il decreto legge con cui le fasce sono state divise in bianche, arancioni e rosse, per noi questa sarebbe la quarta settimana consecutiva in zona gialla e non arancione. È un modo di gestire la pandemia schizofrenico. Ci ritroviamo a vivere in una condizione di quarantena forzata, con le attività economiche chiuse da troppo tempo, molte delle quali purtroppo non riusciranno ad aprire. Manca chiarezza anche su questo: credo sia arrivato il momento di stabilire un calendario di riaperture con date certe. Rimandare in base ai dati sta diventando un alibi, specialmente in Regioni dove i dati epidemiologici si sono ormai stabilizzati.

Il nostro è un giornale diffuso principalmente nell’area vestina.  Il ventennale progetto della realizzazione della Mare Monti, più volte archiviato nel corso degli anni accompagnato da diatribe politiche e giudiziarie, potrà trovare pace affinché questa strada si realizzi? Me lo auguro, perché è un’arteria importante. Purtroppo durante la realizzazione del primo lotto si è aperto un contenzioso civile tra Anas e la ditta appaltatrice, che è tutt’ora in corso. In ogni caso, Anas ha recentemente ribadito di voler procedere con il completamento dell’opera e ha affidato la progettazione esecutiva per il secondo lotto. L’auspicio è che si chiuda presto il contenzioso e si possano iniziare i lavori in tempi brevi.

Se dovesse tracciare brevemente un bilancio del suo mandato in questi primi due anni, quali sono le cose che rifarebbe e quali no? Con i se e con i ma non si fa la storia e, più modestamente, non si amministra una Regione. Una cosa è certa: l’emergenza sanitaria ci ha colto di sorpresa. Ha colto di sorpresa tutto il mondo, direi. E inevitabilmente ha assorbito buona parte delle nostre energie e risorse, diventando la priorità delle priorità. Questo non ci ha impedito, tuttavia, di mantenere fede agli impegni presi con gli elettori.  Certo, molto è ancora da migliorare, ma ci stiamo attrezzando per cogliere nella seconda metà del mandato gli ambiziosi obiettivi che ci siamo dati e uno su tutti: non più una regione a due velocità, ma una regione più solidale sul piano sociale e forte su quello economico, in grado di valorizzare le proprie immense potenzialità, svolgere un ruolo strategico nello sviluppo dell’Italia centrale e avere una voce autorevole anche in Europa.

Lei è un esponente di Fratelli d’Italia, oggi all’opposizione rispetto ai Suoi alleati Lega e Forza Italia. Come sono oggi i rapporti all’interno del suo governo regionale con queste forze politiche? I nostri rapporti sono buoni, come sempre, non sono cambiati con la scelta che Forza Italia e Lega hanno fatto di entrare nel Governo. A Roma ho trovato grande disponibilità a collaborare nell’interesse dei territori e nel rispetto dei ruoli istituzionali. Ci tengo a sottolineare, peraltro, che ho la fortuna di avere una Giunta regionale e una maggioranza consiliare composta da persone di qualità e dotate di varie competenze. Come in tutte le famiglie, possono verificarsi incomprensioni e discussioni, anche accese nei toni, ma se ne esce ogni volta più uniti e determinati a fare meglio.

Guardando al suo futuro politico, pensa di continuare questa sua esperienza in Abruzzo o intravede un ritorno a Roma? Non può esserci maggiore soddisfazione che governare la propria regione, la terra dei tuoi genitori, una terra cui sento di appartenere. Anche se sono nato e vissuto a Roma il legame con le mie radici non si è mai spezzato. Avverto molto questa responsabilità, l’ho assunta in piena consapevolezza e con amore per l’Abruzzo. Credo che i sindaci, più di altri, possano capire quella miscela di orgoglio e impegno necessaria ad accendere il motore ogni mattina di noi amministratori, dimenticandoci feste e vacanze. Non vedo l’ora in cui sconfiggeremo questa pandemia, perché mi manca molto la possibilità di incontrare le persone, visitare i luoghi. Certo, i moderni mezzi di comunicazione ci sono stati molto utili e lo saranno anche in futuro, ma niente dà più forza di una stretta di mano, di un abbraccio, di una chiacchierata davanti al fuoco.

Ringrazio ancora per il tempo che ci ha dedicato e l’attenzione che ci ha riservato.

di Remo Di Leonardo

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