IL NEVEMOTO DI RIGOPIANO, ECCO PERCHÈ
Lacerba intervista il geologo Graziosi

Perché sin da subito ha sostenuto che la concausa determinante per la valanga di Rigopiano del 18 gennaio 2017 è stato il terremoto di quel giorno, contraddicendo in tal modo  le conclusioni dei periti nominati all’epoca dal Tribunale di Pescara ?

Perché se così non fosse stato avremmo dovuto avere memoria storica di numerose altre valanghe del genere; almeno tante, quante sono state negli ultimi cento anni  le nevicate simili a quelle di gennaio 2017, se non addirittura più importanti per la quantità di neve cumulata in zona di distacco.

Pertanto  ribadisco ancora una volta, confortato anche dal parere del compianto prof. Enzo Boschi, la mia convinta avversione alla tesi sostenuta dai periti sulla mancata correlazione tra sismicità e valanga, specie quando affermano che la stessa ci sarebbe stata comunque anche senza terremoto; caso mai è l’esatto contrario: senza il terremoto una valanga di quelle proporzioni non ci sarebbe mai stata.

Perché sostiene che una valanga normale, cioè in assenza di terremoto, dalla potenziale zona di distacco alle falde di Monte Siella non avrebbe mai raggiunto in fase di arresto-accumulo la zona di Rigopiano?  

Nel nostro caso, pur ipotizzando alle falde del Siella il cumulo di un manto nevoso superiore ai tre metri, avviene che, ove si tenga anche conto che il pendio in questa potenziale zona di distacco presenta una pendenza di soltanto 32°, a mettersi spontaneamente in movimento può essere soltanto la parte superficiale del manto nevoso caratterizzata da strati con basso grado di coesione e quindi con scarsa resistenza all’azione dinamica della gravità.

 Passando invece agli strati inferiori avviene che la componente attiva del carico gravitativo non riesce più a rompere l’equilibrio presente all’interno di questi; ciò perché detti strati sono caratterizzati da un crescente ed apprezzabile grado di coesione che raggiunge il suo massimo in corrispondenza  dello strato di fondo ghiacciato e ben ancorato al terreno.

Risulta pertanto evidente il perché, in assenza di terremoti, non esista memoria storica di valanghe di grandi proporzioni pervenute a Rigopiano; infatti le uniche possibili sono rappresentate soltanto da slavine superficiali che arrestano sempre il loro percorso lungo il Grave (brecciaio) di Valle Bruciata.

Impressionante traccia della valanga  (foto di Marta Viola)

Dal momento che più fonti citano la presenza in zona Rigopiano dei resti di un antico monastero benedettino, perché sostiene  che lo stesso abbia potuto subire in passato la stessa sorte dell’albergo-resort?

 Perché se così non fosse stato ne dovrebbe risultare ancora la presenza di  ruderi come ad esempio accade per un analogo antico monastero della vicina Villa Celiera.

Comunque, spinto dalla curiosità, una volta provato che sul territorio preso in esame valanghe come quella del 18 gennaio ’17 sono possibili soltanto con l’azione combinata di terremoto e presenza in quota di uno spesso manto nevoso, ho effettuato una rapida ricerca onde accertare quando in passato si sia potuta verificare una simile situazione.

Il risultato è stato  che quasi certamente fu la sequenza sismica  di gennaio-febbraio del 1703, meglio conosciuta come il “Grande Terremoto”, ad innescare sullo stesso versante orientale di Monte Siella una valanga di notevoli proporzioni che al termine del suo percorso ha raggiunto Rigopiano ed impattato sul Monastero distruggendolo.

Non teme che l’acclarata imprevedibilità di un qualsiasi terremoto possa essere riconosciuta anche per la valanga di Rigopiano dal momento che per il suo innesco è stato determinante l’evento sismico?

Effetto della valanga sull’albergo

Ove si tenga ben presente la particolarità di come si è evoluta, ritengo del tutto errato riconoscere alla valanga in questione lo stesso carattere di imprevedibilità di un terremoto.

Procedendo all’esame del caso specifico infatti, perché alle ore 16:48 del 17 gennaio2017 si sia potuta verificare una valanga dalle notevoli proporzioni come quella di Rigopiano, è stato accertato dagli stessi ricercatori internazionali che ne hanno ricostruito la dinamica che il peso della massa nevosa mobilizzata in fase di distacco è stato di ben 50.000 tonnellate coinvolgendo il manto nevoso in tutto il suo spessore.

É noto altresì che è stato l’evento tellurico a provocare la destabilizzazione di tale  massa dal momento che soltanto a seguito dei forti scuotimenti indotti sugli strati del manto nevoso dalle cinque scosse della sequenza sismica di quel giorno si è potuta produrre una progressiva riduzione della resistenza degli stessi all’azione dinamica del carico gravitativo.

Accade pertanto che con l’ultima scossa delle ore 16:16 lo spesso e pesante manto nevoso presente in zona di distacco raggiunge il massimo grado di instabilità su pendio a tal punto che, nell’immediato a seguire, è stato sufficiente l’aggravio di carico gravitativo dovuto alla nevicata in corso, perché appena 32 minuti dopo, alle ore 16:48 è avvenuta la rottura dell’equilibrio e si è scatenato il cataclisma.

In definitiva quel giorno l’imprevedibilità è da ascrivere soltanto alla prima scossa della sequenza sismica, quella delle ore 10:25, che comunque avrebbe dovuto allertare.

Zona di distacco della valanga

Se, come sostiene nei suoi studi il rischio valanga poteva, e doveva, essere previsto, perché non è stato fatto nulla a livello di prevenzione per salvare la vita di 29 persone?

Nel ripercorrere con la memoria l’intera giornata di quel 18 gennaio ’17 ricordo bene il grande sconcerto provato nel constatare la totale assenza delle Istituzioni a tutti i livelli, da comunale a provinciale, da regionale a nazionale.

In particolare rimasi sorpreso dal non intervento di quelle Istituzioni che per definizione avrebbero dovuto  provvedere alla previsione e prevenzione dei rischi connessi ad eventi naturali avversi.

Mi  riferisco alla Commissione Nazionale Grandi Rischi per la mancata attivazione dei suoi due settori riguardanti rispettivamente il rischio sismico ed il rischio meteo-idrogeologico, e al comparto regionale della Protezione Civile per l’inadeguatezza mostrata nel suo servizio di previsione e prevenzione dei rischi come pure nel suo servizio di emergenza.

È infatti mia opinione che subito dopo la prima scossa chiunque in possesso delle dovute competenze si sarebbe dovuto allertare per l’incombenza di altre eventuali scosse e conseguentemente avrebbe dovuto prevedere l’elevata esposizione al rischio valanga; rischio peraltro già annunciato dal bollettino del servizio Meteomont, oltre che avallato dall’ assetto geomorfologico del territorio montano coinvolto che ne indica una sicura vocazione alla localizzazione di valanghe.                                                                                                                    

Resto infatti dell’opinione che, se le giuste competenze fossero state attivate nelle oltre sei ore successive all’allerta lanciata dalla prima scossa delle ore 10:25, ci sarebbe stato tutto il tempo per provvedere allo sgombero precauzionale dell’albergo o quantomeno per impugnare un cellulare e contattare gli ospiti  invitandoli ad uscire e mettersi in sicurezza.

Quali sono le sue aspettative riguardo le risultanze della super-perizia commissionata ultimamente dal Tribunale di Pescara?

 Sono molto fiducioso che questa volta la particolare complessità dell’evento valanghivo che il 18 gennaio del 2017 provocò la morte di ben 29 persone verrà affrontato dai periti del Politecnico di Milano con estrema oggettività e seria scientificità. 

Allo stato attuale,  da geologo del posto profondo conoscitore del territorio montano coinvolto oltre che da attento osservatore che ha vissuto da vicino la tragedia di quel giorno, sono ansioso di conoscere quanti e quali aspetti della mia teoria riguardo l’innesco e la prevedibilità della valanga troveranno conferma.

In ogni caso resto fermamente convinto che la nuova perizia, contrariamente alle contradizioni che hanno caratterizzato le precedenti perizie e  studi di parte,  fornirà finalmente agli organismi giudicanti del processo in corso tutti quegli elementi di certezza indispensabili per la formulazione di una serena e giusta sentenza.

PESCARA: REVENGE PORN, IL CASO DI DIANA DI MEO “IL MALE SI ANNIDA ANCHE IN CHI GUARDA E CONDIVIDE. DENUNCIATE SEMPRE””

“Le previsioni dicevano che nel 2022 le auto avrebbero volato, ma si sbagliavano di grosso. Infatti, ad oggi, non solo non siamo arrivati a tale innovazione, ma ci troviamo anche di fronte ad atti da paleolitico, con presunti “uomini” che si vendicano nei confronti di donne, la maggior parte delle volte a causa di una relazione finita male, diffondendo in rete foto o video intimi e privati con la speranza di metterle in ridicolo e rovinare loro la reputazione, anche se questa non verrà mai rovinata, dato che si tratta di comportamenti che qualunque essere umano è libero di avere con la propria metà ed in privato. Per fortuna, dal 2019, l’atto di diffondere in Internet video intimi è reato da “Codice Rosso”.

Questo è quanto è accaduto a Diana Di Meo, 22 anni, di Pescara, che ha avuto la spiacevole sorpresa di trovare pubblicati, su gruppi Telegram e Whatsapp, video intimi mai condivisi con qualcuno, conservati nella memoria del suo telefono e, alcuni di essi, fatti senza il suo consenso. Ho avuto modo di vivere la vicenda dato il legame con la vittima e solo chi lo prova sulla propria pelle può capire quanto sia distruttiva e straziante una simile violazione della sfera privata. I social sono innovativi, ma possono essere anche fatali e pericolosi. Infatti, neanche il tempo di capire cosa stesse accadendo che cominciarono ad arrivarle i primi messaggi: “Ho visto i tuoi video, sei bravissima e bellissima” oppure “mandali anche a me, ti prego”; messaggi che rimbombavano nella sua testa, che la facevano sprofondare nella vergogna e per colpa dei quali non riusciva a dormire la notte e ad uscire di casa di giorno. Diana, grazie alla sua forza e a quella di chi le è stata accanto, ha denunciato l’accaduto  alle autorità e ha diffuso un video sulla sua pagina Instagram, molto seguita, con lo scopo di far capire a tutti come si trattasse di video rubati, fatti a sua insaputa e con la speranza di sensibilizzare più persone possibili. In una velocità impressionante, il suo video di denuncia è arrivato a chiunque e ha portato forte e chiaro il suo messaggio, che è stato accolto anche da personaggi noti, prima fra tutti Priscilla Salerno, particolarmente sensibile al tema, che lancia il suo grido “Fermate la violenza contro Diana Di Meo”, sostenendola da vicino in questa tremenda vicenda. Priscilla, in prima linea contro il Revenge Porn, sta seguendo passo dopo passo il caso di Diana ed ha chiesto un intervento immediato delle autorità. Molti sono stati i messaggi di supporto e vicinanza ricevuti da Diana che, con il telefono che scoppia, cerca di ringraziare tutti. Dispiace notare che, purtroppo, esiste ancora una fetta di persone, per fortuna ridotta e limitata, che ancora fatica a capire la gravità della situazione e commenta sotto il video con frasi: “Ammettilo che hai pubblicato tu i video per la fama e per i followers”; “se pubblichi certe foto, non lamentarti”; “se ti fai certi video e il tuo ex li pubblica, non ha tutti i torti”; “che ti serva da lezione” e alcuni, addirittura, le danno la colpa di continuare ad uscire la sera con gli amici nonostante ciò che è accaduto; tutto questo fa capire che la società deve essere sensibilizzata ancora di più sul tema. Ognuno è libero di fare ciò che vuole nel suo privato, senza essere additato come colpevole e messo alla gogna dall’opinione pubblica. Chi è vittima di questo reato deve denunciare senza timori, con la consapevolezza che non è stato fatto nulla di male. Il male risiede in quelle persone che commettono reati così ignobili, sono dall’altra parte del video e in coloro che guardano i video, ridono e condividono. Oggi è toccato a Diana, domani potrebbe essere la figlia o la sorella di coloro che giudicano, additano e si prendono il diritto di commentare. La colpa non è della vittima, ma di chi fa il video oppure di chi viene a conoscenza di queste vicende, si fa inviare i video e sorride di gusto. Diana ha un carattere forte e saprà affrontare la situazione, altre ragazze potrebbero non riuscirci e hanno bisogno di sostegno. Forza Diana, Leone come segno zodiacale e leonessa nella vita”.

Domenico Lombardi

ABRUZZO: A VILLAMAGNA PRESENTAZIONE PROGETTO “COMUNITÀ RI-CONNESSE”
Associazione Psicologi per i popoli capofila di azioni per bambini e anziani

Domani, martedì 25 gennaio 2022, alle ore 10.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Villamagna (CH), presentazione del progetto “Comunità ri-connesse” elaborato dall’Associazione Psicologi per i Popoli- Abruzzo Odv con la promozione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Regione Abruzzo, condiviso dall’Unione dei Comuni della Vallata del Foro, Ripa Teatina, Villamagna, Vacri e Ari. Partecipato il coinvolgimento istituzionale, sociale e territoriale attraverso l’adesione di Azione Cattolica e Parrocchia Ripa Teatina, Doposcuola Bimbinsieme – Ripa Teatina, Protezione Civile Val Pescara, Polo Didattico Nicolino D’Onofrio – Villamagna, Istituto Comprensivo “Michelangelo
Buonarroti” -Ripa Teatina, Istituto Comprensivo Bucchianico Sede di Vacri, Istituto Comprensivo Miglianico ,Ambito Distrettuale Sociale n.09 Val di FORO/Ecad.

Il target del progetto comprende le due fasce generazionali che più hanno subito l’isolamento sociale come misura di emergenza per fronteggiare il COVID: ragazzi in età scolare e over 65. Le ripercussioni, dirette e indirette sono però un carico per tutta la popolazione e che bisogna alleviare con interventi tempestivi e azioni di qualità. “Comunità ri-connesse” si pone l’obiettivo di intervenire proprio laddove stress, ansia, paura della morte hanno reso fragili i bambini e ragazzi, in piena formazione alla vita, e gli anziani, costretti ad una solitudine che la mancante competenza digitale ha ampliato e radicato. Il progetto è rivolto al territorio dell’Unione dei Comuni della Vallata del Foro e si svilupperà nei mesi, da gennaio a giugno 2022, e suddiviso in:
– Azioni per bambini delle scuole, dalla IV primaria fino alla III secondaria primo grado
– Laboratorio extrascolastico – per i bambini nella fascia di età 8-11 anni
– Attività ed incontri per gli over 65. 

Nel bambino l’amicizia è concepita come una chiave di contatto fisico e di vicinanza– spiega il team dell’ Ass. Psicologi per i Popoli Abruzzo presieduta da Costantino Santorie una prolungata esperienza di distanziamento fisico può portare ad una costruzione distorta di quei legami affiliativi che si basano sulla reciprocità dei segnali affettivi che vengono dai propri coetanei”.

Negli anziani l’interruzione repentina dei rapporti sociali e l’impossibilità di fare un minimo di attività fisica all’aperto -specificano gli psicologi dell’associazione- rischiano di causare anche un declino cognitivo e la percezione di se stessi come “inutili”. Le nuove tecnologie in alcuni casi hanno aiutato ma, non essendo molti nativi digitali, la fruizione è stata limitata. La paura più grande per queste persone è quella di non poter tornare alle condizioni funzionali di prima e che il tempo non vissuto sia un tempo che non si potrà recuperare. Con questo progetto- concludono– interveniamo per un graduale reinserimento nella vita sociale del paese, riaccendendo in loro il desiderio di essere ancora parte attiva della cittadinanza”. 

 

LORETO APRUTINO: I RITRATTI DI FAUSTO RONCONE
Ultimo giorno per visitare la mostra

 

Il Teatro “Luigi De Deo” a Loreto Aprutino

Domani, domenica 23 gennaio 2022, sarà l’ultimo giorno in cui potrete visitare la mostra Ritratti di Fausto Roncone, 40 linoleum incisi, inchiostrati a rullo e posti in sequenza casuale sulle pareti del Teatro Luigi De Deo a Loreto Aprutino (per qualsiasi informazione scrivere a faustoroncone@gmail.com o telefonare al 3332949140).

Panni stesi al sole di una rinascita avvenuta durante i mesi del lockdown, ricordi intimi che hanno coinvolto Fausto nella sua veste di artista ricercatore, figlio di un paese che gli è madre e padre. La cosa più bella di questo originale allestimento, però, non è nei volti riprodotti, nelle strade dell’infanzia, non è nella tecnica nella quale, seppure, Roncone dimostra tutta la perizia del maestro artigiano. L’emozione intensa, alla fine rifletto e concludo, è proprio lui, questo Peter Pan dai capelli lunghi e dal cappello da elfo che lascia, in quel rettangolo circolare che da sempre è la sua seconda casa, 40 segni che rappresentano un grido di dolore e speranza. La storia di Loreto Aprutino non è una storia unica né tantomeno più importante di altre 100,1000 storie che potremmo scovare in altrettante comunità, Ma a rendere formidabile la storia è sempre chi la racconta, ed io tante volte ho ascoltato la voce di Fausto, lo ho ascoltato recitare, leggere, cantare. In questo pomeriggio di freddo e cielo azzurro, lo scopro diverso, quasi spogliato dalle parole che accompagnano la visita, come se ogni viso inciso fosse un ormeggio di salvezza per lui ormai naufrago. Debita e sensibile appropriazione di  “buoni e cattivi, ricchi e nullatenenti, artisti, scrittori poveri cristi, scienziati, idealisti persone amate...” Tra quelle amate, camminando nel tunnel degli specchi, sorrido ad  Anna Zopita Elisei, che per me bambina era la “signora che parlava bene”, cerco di astrarmi, ingoiare il magone che sale dalla gola agli occhi, di tagliare quei fili invisibili che legano anche me alle radici degli olivi.

Anna Zopita Elisei, detta Pina

Oggi sarà Fausto la mia storia nella storia, perché per la prima volta ho toccato tutta la sua malinconia, la genuina pervicacia nel non mollare, ho inciso anche io nel mio animo la sua figura di trierarco contemporaneo per il quale la difesa di Atene si compie attraverso strumenti che feriscono matrici di gomma e restituiscono illusione di guarigioni. Da domani torneremo a discutere, come pensatori liberi e veri, chiedendoci, in fondo, se esista ancora una Itaca alla quale tornare o decidere di aprire gli archivi e gettare il cuore in fondo al mare. 

S.d.L.

LORETO APRUTINO: DOMANI IN MOSTRA AL TEATRO LE INCISIONI DI FAUSTO RONCONE

https://teatrodelparadosso.it/

rtastampa.it/attualita/47612-a-loreto-una-mostra-per-ricordare-quanhttps://cedo-era-tutta-provincia-di-teramo.html

 

 

 

SPOLTORE: AL VIA LE DOMANDE PER IL DOPO-DI-NOI

Il Comune di Spoltore ha aperto la presentazione delle domande per il “Dopo di Noi”, annualità 2020. Si tratta di un avviso pubblico per l’assegnazione di contributi finalizzati alla realizzazione di interventi a favore di persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare.

Sono previste due azioni: una con percorsi programmati di accompagnamento per l’uscita dal nucleo famigliare di origine; la seconda con programmi socio-educativi finalizzati a favorire l’accrescimento delle abilità e lo sviluppo delle competenze, quali laboratori diurni da realizzarsi in sinergia con le Associazioni delle famiglie dei disabili.

Le domande vanno presentate al protocollo del Comune di Spoltore entro le 13.30 del 25 febbraio 2022, anche a mezzo pec (protocollo@pec.comune.spoltore.pe.it): l’avviso è in ogni caso rivolto a tutti i residenti nell’ambito distrettuale sociale n.16 “Metropolitano” che ha come capofila Spoltore e comprende Brittoli, Cappelle Sul Tavo, Catignano, Cepagatti, Città Sant’Angelo, Civitaquana, Elice, Moscufo, Nocciano, Pianella, Rosciano. Il modello di domanda è disponibile sul sito istituzionale www.comune.spoltore.pe.it.

“La norma sul Dopo di Noi” spiega l’assessore alla politiche sociali Roberta Rullo “è volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità, individuando specifiche tutele quando vengono a mancare i parenti che li hanno seguiti fino a quel momento”.

L’obiettivo del provvedimento è garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone disabili, consentendogli per esempio di continuare a vivere nelle proprie case o in strutture gestite da associazioni ed evitando il ricorso all’assistenza sanitaria. La legge sul ‘Dopo di noi’ ha stabilito anche la creazione di un fondo per l’assistenza e il sostegno ai disabili privi dell’aiuto della famiglia e agevolazioni per privati, enti e associazioni che decidono di stanziare risorse a loro tutela.

La delibera approvata dalla giunta guidata dal sindaco Luciano Di Lorito, ha previsto anche la pubblicazione di un avviso unico di manifestazione di interesse rivolto agli enti erogatori (privati e del terzo settore) utile per la costituzione di un elenco “aperto” al quale i beneficiari del ‘Dopo di Noi’ potranno attingere per l’eventuale scelta del luogo dove dare seguito al progetto. La Regione Abruzzo ha assegnato per il ‘Dopo di Noi’ all’Ecad guidato da Spoltore € 77.221,87.

PENNE, TESTA E VELLANTE: A BREVE UN PARCO POLIVALENTE PER CONTRADA VILLA DEGNA

“La Regione Abruzzo ha destinato l’importo di 20 mila euro – in sede di approvazione del Bilancio regionale –  per l’avvio dei lavori e di buona parte di realizzazione di un parco giochi polivalente nella contrada Villa Degna, a Penne. Si tratta della prima area giochi multifunzionale a servizio delle famiglie che vivono in zone più distanti dal centro cittadino, e di questo siamo orgogliosi perché si riesce ad offrire una risposta concreta alle esigenze degli abitanti”. Con queste parole il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Guerino Testa, ed il consigliere comunale, con delega al Turismo, Antonio Vellante, annunciano il progetto di creazione di un’area ludica, accessibile a tutte le abilità, con l’installazione di attrezzature destinate a bimbi e ragazzi, per giochi ed attività sportive. Quello individuato – spiegano –  è uno spazio di circa 300 mq, circondato dalla vegetazione, vicino la Chiesa di S.Vincenzo e S.Antonio e che di certo renderà quella porzione di territorio molto più attrattiva e funzionale”.

“E’ una iniziativa– ha commentato Testa – che migliora, infatti, la qualità della vita dei residenti, che potranno usufruire di uno nuovo luogo di svago e di sviluppo delle abilità sociali”. 

“Questo progetto  – ha precisato Vellante – è solo l’inizio di un ricco programma di rigenerazione delle Contrade che mira a rianimare le zone più decentrate. Il parco – i cui lavori inizieranno presumibilmente in primavera inoltrata –  sarà sicuramente molto frequentato, considerata la sua posizione privilegiata all’interno dell’importante zona agricola di Villa Degna, e siamo impazienti di vederlo ultimato. Ringrazio il consigliere Testa e la Regione Abruzzo per la condivisione di intenti e per aver permesso che il nostro programma di riqualificazione possa vedere l’avvio”.

 

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