A CHE PUNTO SONO I LAVORI PER LA BANDA ULTRALARGA A LORETO APRUTINO?
Lo chiede D’Alfonso alla società Open Fiber

L’articolo pubblicato da Lacerba nel mese di aprile dal titolo “ Regione Abruzzo, Liris: attivazione banda ultralarga a Collecorvino, Farindola, Penne, Picciano e Pianella. Mentre a Catignano, Vicoli, Brittoli, Civitaquana, Montebello di Bertona e Villa Celiera il servizio ad 1 Gigabit dalla Open Fiber, ha costretto il senatore Luciano D’Alfonso a prendere carta e penna e scrivere alla Open Fiber per sapere perché Loreto, a differenza di tutti i Comuni limitrofi, non era nell’elenco dei lavori per la realizzazione la banda ultralarga.

Il direttore delle relazioni esterne di Open Fiber, Andrea Falessi, ha risposto all’ex governatore d’Abruzzo  (lettera indirizzata per conoscenza al Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e al sottosegretario Gian Paolo Manzella),  che per “ Open Fiber questi sono stati messi particolarmente difficili per l’emergenza coronavirus, ma nonostante questo l’attività di realizzazione della rete in fibra ottica, pur subendo alcuni rallentamenti, non si è mai fermata, anche grazie a misure eccezionali messe in campo dalla nostra azienda e dei fornitori.

Il Comune di Loreto Aprutino, insieme ad altri cinque, è stato aggiunto solo nel 2019 all’insieme dei Comuni inizialmente oggetto della concessione Open Fiber per la banda ultralarga, su richiesta di Infratel e della stessa Regione. L’ultima fase di progettazione si concluderà a settembre 2020, mentre i lavori per la rete sono pianificati per il 2021”.

SANITA’: D’AMARIO, ATTENZIONE PER L’OSPEDALE DI PENNE

(REGFLASH). – Per il presidio ospedaliero “San Massimo” di Penne (Pe) sono previsti circa 12 milioni di euro per realizzare la riqualificazione dell’immobile situato in Via Battaglioni Alpini, il miglioramento sismico e l’adeguamento degli impianti antincendio. Lo ha annunciato il direttore del Dipartimento sanità della Regione Abruzzo Claudio D’Amariio. «La convenzione è già pronta, in settimana il presidente Marsilio la firmerà, e gli ospedali di Penne e Teramo avranno a disposizione i fondi per la riqualificazione delle strutture sanitarie – spiega il direttore Claudio D’Amario -.

I fondi che saranno erogati non riguardano quelli stabiliti dall’ex articolo 20 della finanziaria del 1988, di cui si è parlato per quasi 20 anni, bensì sono i fondi erogati ai sensi dall’articolo 1, comma 1072 della legge 205/2017, già disponibili.

Con questo intervento l’ospedale di Penne cambierà veste e diventerà un ospedale di area vasta al servizio dei centri vestini e dell’ospedale di Pescara. I lavori saranno appaltati entro settembre. Il presidio ospedaliero avrà 80 posti letto, 40 per l’area medica e 40 per l’area chirurgica, nella quale sarà ricompresa anche l’unità di ortopedia e il pronto soccorso h24 con tutti i servizi collegati, tra cui la rianimazione. L’amministrazione regionale – ha aggiunto – ha interesse a valorizzare la struttura ospedaliera pennese con altre eccellenze, come la gastroenterologia, che diventerà un centro di formazione regionale e nazionale, e la programmazione di un indirizzo senologico e per le patologie tumorali. Dopo questa pandemia, l’intero sistema sanitario nazionale cambierà. Non ci sono dubbi», ha concluso D’Amario.

SPOLTORE: L’EMERGENZA CORONAVIRUS CAMBIA IL CALENDARIO DELLE TASSE

L’emergenza Coronavirus cambia il calendario delle tasse, con le loro rispettive scadenze, per i cittadini di Spoltore. L’obiettivo è quello di procrastinare il più possibile, dando l’opportunità a diverse categorie lavorative, ad esempio quelle dei servizi alla persona come barbieri e parrucchieri, di recuperare almeno in parte quello che hanno perso durante lo stop forzato dei mesi scorsi. Anche per questo, la forbice degli orari lavorativi è stata allargata il più possibile.

“Il Comune non potrà far finta di nulla, chiedendo il pagamento delle imposte come se nulla fosse accaduto” evidenzia il sindaco Luciano Di Lorito. “Il pagamento della Tari è sospeso, la prima rata slitterà al 31 luglio o forse addirittura al 31 agosto”. Nel 2019 la prima rata andava saldata entro il 31 maggio.

“Anche durante la fase acuta dell’emergenza” ricorda Di Lorito “abbiamo cercato di limitare gli annunci e le promesse, perché per poterle mantenere è necessaria la programmazione e conoscere lo stato delle casse dell’ente. Sarebbe bello immaginare un anno fiscale bianco, ma va ricordato che buona parte dei servizi dell’Ente sono andati avanti, in alcuni casi sono stati addirittura potenziati, quindi non è credibile immaginare un anno senza tasse, ci sono esigenze contabili e non è certo pensabile smettere di pagare chi raccoglie la spazzatura. La nostra, tuttavia, è sempre stata una realtà virtuosa dal punto di vista fiscale, quindi siamo ottimisti anche su agevolazioni da adottare: capiremo dopo l’approvazione del bilancio, entro giugno, quali ulteriori margini di manovra sono a nostra disposizione”.

Sono stati in ogni caso già previste esenzioni per i mesi di lockdown dovuti al Covid a tutte le utenze non domestiche costrette a fermarsi, che sicuramente soffrono di più la crisi. “Sono esentate dalla Tosap ristoranti e bar che decidono di occupare suolo pubblico,” prosegue il primo cittadino “come strategia per recuperare gli spazi che le prescrizioni anti-contagio fanno perdere all’interno dei locali”.

Per le strutture ricettive è inoltre sospesa la prima rata dell’Imu, e sono allo studio riduzioni Tari, su istanza, anche per le famiglie in condizioni di disagio economico che possiedono i requisiti per l’accesso ai bonus idrico elettrico e gas.

ESTATE E COVID 19: A PENNE UN VIAGGIO DENTRO DI NOI
Si prospetta un’estate stanziale, con poche uscite fuori porta e la Casa di Arti e Mestieri pensa a dei laboratori estivi tra manualità e introspezione

di  Sabrina De Luca

Sono timidi i passi che calpestano le viuzze di Penne, accompagnano i rumori altrettanto cauti dei negozi che stanno riaprendo le saracinesche, come palpebre pigre e disabituate alla luce che si è spenta quel 12 marzo quando, la drammaticità dei contagi pandemici, costrinse la chiusura di tutte le attività non essenziali.

Varcando il grande portone del complesso dell’ex tribunale di Largo San Giovanni Battista percepisci, però, che Penne è solo una bella addormentata alla ricerca del giusto bacio e questo posto incantevole è un cuore che batte seguendo il respiro lento del riposo. L’ossigenazione è agevolata da un polmone verde boschivo alle sue spalle, con le fronde degli alberi che accarezzano la discesa di pietre che conduce fino alla porta San Francesco.

Franca D’Angelo (nella foto in fase di allestimento di ABC Abruzzo Contemporaneo 2016) ci accoglie, è un sorriso alla fine del lungo corridoio di vetrate che, senza soluzione di continuità, portano i passi tra i tetti e l’azzurro del cielo. Siamo nella parte viva della Casa delle Arti e dei mestieri, quella dei laboratori artistici mentre al piano terra, in una lingua di spazio suggestivo ma un po’ sacrificato, c’è la bottega dove acquistare manufatti di tutti i tipi, dalle ceramiche ai tessuti ricamati fino agli accessori in cuoio.

Il telaio poggiato sulla scrivania ed i fili intrecciati a metà sono il chiaro indizio di come abbiamo interrotto un dialogo tra concentrazione e creazione per un’idea di futuro.

“Scusa il disordine ma le mie colleghe ed io stiamo pensando a come riorganizzarci”

L’altro indizio vibrante è che Franca parla di sé sempre al plurale, lei stessa parte di un tutto che è risorsa di luogo, di persone e di progetti.

Questo palazzo prima ospitava il Tribunale di Penne, poi quando ci fu l’accorpamento con quello di Pescara qui rimase solo l’ufficio del Giudice di Pace. Nel 2015 gli ampi locali divennero la Casa delle Arti e dei Mestieri, una famiglia di più Associazioni che da anni vivifica la vocazione territoriale all’artigianato con esposizioni e mostre”

Oltre ad ArtigianArte di Penne, ad Arazzeria Vestina 66, a Collezione Nato Frascà, di cui Franca è presidente, all’Associazione Tartufai Vestini che promuove il tartufo d’Abruzzo, c’è la Scuola di Musica e Danza a chiudere un percorso materiale in grado di soddisfare mente, corpo e psiche.

Da poco la famiglia si è allargata con il collettivo di arte contemporanea inangolo, di Di Bernardo Rietti e Toppeta, che lavora su sperimentazioni in tutte le discipline artistiche, dalla pittura e scultura alle installazioni grafiche e video.

“Abbiamo chiuso lo scorso maggio, nel quarto anno di attività, la mostra fotografica L’Abruzzo in Particolare, mettendo insieme quattro generazioni di fotografi amatoriali e professionisti e le loro visioni della terra natìa. Un progetto molto apprezzato e che ci ha dato tante soddisfazioni ma anche la fatica di tracciare nuovi percorsi e nuove idee nel territorio”

Mi basta annusare fatica, visioni e nuove idee per intercettare subito il primo ostacolo dai blocchi di partenza del nostro confronto. Chi ha le caviglie imbrigliate dalle radici ma ha anche camminato “fuori” sa quanto sudore per scioglierle e trasformarle in liane. L’ostacolo è una certa refrattarietà delle realtà organizzate a sapersi comunicare nel modo giusto, nascondendosi dietro delle formule di un accennato marketing territoriale, salvifiche come può esserlo un salvagente sgonfio.

(“Appesi al Filo” Mostra di ArtigianatoArtistico dell’area Vestina aprile 2018: da destra Roberta Fonticoli, Alessandra Tramontano, Carla Napoletani, Adelaide Leone, Annarita Barchesi, Dante Salvatorelli, Tiziana Musa, Franca D’Angelo)

 

(soci e presidentesse delle asssociazioni culturali ArtigianArte e Collezione Frascà)

Ma che significa promozione del territorio? Quali sono i confini da superare?

La promozione del territorio può diventare una gabbia asettica se non si riesce a creare un dialogo fiducioso nella trasmissione di una sapienza artigianale che travalichi non solo quello dell’antico borgo o feudo ma addirittura quello più ristretto familiare. Il territorio vestino ancora non riesce a sganciarsi da quel senso di gelosa custodia di segreti, la paura ancestrale dell’apertura all’altro è vista solo nella potenziale sottrazione di qualcosa che è proprio. È un territorio ricco di esperienze, ad esempio nella produzione della ceramica ma ancora molto ricalcitrante all’unione ed alla presentazione di progetti comuni… ai tanti Comuni che lo compongono e che ci renderebbero più forti nella nostra identità.

L’arte dovrebbe essere il grimaldello per aprire la porta?

L’arte dovrebbe farci capire che ogni reale si mette a disposizione, che nel mondo c’è spazio per tutti e che la creatività è un processo infinito. Considero l’opera d’arte (quando è vera) un nuovo segnale di pensiero che si completa e trova senso grazie all’occhio di chi la guarda e la vive.

Vedi quella forma di legno sopra il tavolo?

Ci indica il modello micro di Rebis Matrice circumambulatio di Nato Frascá la cui versione media è stata esposta presso l’auditorium San Giovanni Evangelista di Penne mentre la sua gemella bianca è al MUSMA di Matera dal 2008.

“ È una forma che prende vita dallo sguardo che si muove attorno ad essa circumnavigandola, così l’arte deve essere vissuta, come un mezzo, non un fine, uno strumento di conoscenza che ci pone in discussione sempre”

(Rebis Matrice 1967/2001, Nato Frascà, acquisita dal Musma di Matera nel 2008)

Ascolto ed osservo, la mente vola ad uno speciale Lacerba, a cura di Gianfranco Buccella, dedicato a David Zeller, l’artista francese creatore di Flexo, che ha scelto Loreto Aprutino come luogo dell’anima. Anche per lui l’arte è un mezzo. E sempre più questa parte dell’Abruzzo consente di costruire altane come oasi di ispirazione, sempre meno riesce ad intercettare risorse ed entusiasmi per costruirne modelli culturali, turistici e di comunicazione.

Ritorno a Franca ed ai suoi contorni di angelo, nomen omen, nel senso etimologico della parola ángelos, colui che porta un messaggio. Non ha pretese se non che quel messaggio continui ad attraversare i tempi. Una staffetta della conoscenza. In questo senso Penne è come Roma o come Parigi. Le corsie di curve e rettilinei disegnate dal nome di Fortunato Frascà, detto Nato, scenografo, pittore, artista poliedrico e ricercatore di codici tra la percezione dell’oggetto d’arte e la psiche. Non basterebbe un articolo per comprendere le sue visioni. Lo capisco benissimo e la forma iniziale di incontro racchiuso in un perimetro diventa fiume di parole in cui immergo appena le punta delle dita.

Quando è arrivato il Covid stavamo organizzando la presentazione a Penne degli Atti del convegno dedicato a Frascá (n.d.r. 10 e 11 maggio 2019 Nato Frascà. La didattica, un percorso artistico Vado > Verso > Dove > Vengo 2.0) organizzato dalla Sede pubblica di Penne e dall’Accademia delle Belle Arti di Roma dove lui ha insegnato e dove compenetrò la didattica al percorso artistico di ricerca sulle forme fino all’introspezione analitica e psicologica.

Spero di poterlo fare a settembre: sicuramente nelle ore del solstizio del 20 giugno organizzeremo la sessione dello Scarabocchio Collettivo insieme ai gruppi di Creta, Siracusa, Palermo, Sassari, Roma, Pescara, Subiaco, Firenze, Bologna, Genova e…Penne. Non posso non farlo.

Ma lo fai per amore o con amore?

L’evenienza che io sia stata, oltre che allieva di Nato, anche sua moglie, è solo una occasione collaterale. Eravamo due persone che cercavano le stesse cose destinate a vivere la solitudine più profonda ed invece ci siamo incontrate. Questo mi appartiene come esperienza, che finisce come possono finire le cose della vita. Ma il segno rimane. Anche perché lui mi ha dato le chiavi di volta attraverso le quali sfogliare quel viaggio in avanti e a ritroso, dall’opera d’arte fino agli aspetti più profondi intrinseci. Ora mi appartengono, ma non per amore, perché così è.

È venuto mai a Penne?

Si certo dal ’94, amava tantissimo l’Abruzzo era incantato dall’autenticità delle persone, come dai sapori autentici della nostra cucina. In particolare era ammaliato dal profilo della Maiella che per lui era l’equivalente della Montaigne Saint Victoire di Paul Cézanne, pittore che ha studiato fino alla fine. Non a caso ha completato la stesura del libro L’Arte, all’ombra di un’altra luce, vicino al duomo di Penne,  nel 1998. Non ha fatto in tempo a realizzarvi altre opere, ma gli sarebbe piaciuto tanto anche perché aveva iniziato a collaborare con i miei maestri dell’Istituto d’Arte e con alcuni artigiani del luogo, non c’è stato il tempo. Se ne è andato nel 2006.

 (Accademia di Belle Arti di Roma 2003, aula d’incisione col prof Gianpaolo Berto e Nato Frascà prepariamo il workshop sullo Scarabocchio degli adulti e la Psiconologia – psicologia dell’icona)

E tu da dove vorresti ricominciare passata questa pandemia?

La prima cosa che mi viene in mente è portare a termine gli studi storici sulle origini di questo luogo. Devi sapere che qui c’era il Monastero dell’Ordine Gerosolimitano, le dame di Malta, che arrivano a Penne intorno al 1520. Arrivano e si insediano sotto il Duomo nato dalla cripta della dea Vesta. Quindi c’è stata una interpretazione dei luoghi tutta al femminile, solo dopo arrivarono i Cavalieri a San Giovanni. La ricerca ancestrale di questo segno al femminile è un’azione che mi intriga molto, non è da escludere il collegamento con le dieci sorgenti di acque che hanno reso Pinna Vestinorum capitale dei vestini con sede vescovile e senato. Sembra che in tutta Europa le uniche rappresentazioni pittoriche delle dame di Malta risalenti al XVI-XVIII secolo, le abbiamo noi a Penne, esattamente al Museo Civico Diocesano. Poi questo luogo è diventato sede e Scuola delle maestranze di Penne, Istituto d’Arte, portando avanti la cultura della lavorazione del ferro battuto e oreficeria, del legno, dell’arte muraria, degli stucchi, la lavorazione della pietra, del mattone, della tessitura e del ricamo. Di conseguenza la sartoria vestina è sempre stata di gran pregio, le radici di Brioni sono soprattutto qui. Consolidare editorialmente questa storia è un obiettivo a cui tengo molto.

E poi?

Oltre alle attività che svolgiamo in collaborazione, a maggio avrei dovuto cominciare i primi laboratori di tessitura su telai non convenzionali. Intrecciare i fili trasponendo un messaggio rivolto alla contemporaneità è il terreno sul quale mi sto muovendo, cercare nuovi segni nel filo che può avere una sua materia anche non intrecciandolo. La bellezza del filo è sia nell’orizzontale della tessitura ma anche nella sua verticalizzazione che crea trasparenza, ombre e luci.

L’appuntamento è solo rimandato: Franca sta pensando di organizzare laboratori estivi che potrebbero sostituire i viaggi negati dal Covid con quelli dentro di noi, inseguendo fili della vita che sfuggono, si intrecciano o semplicemente rimangono sciolti per permetterci di legarli a nuovi sogni.

COVID 19, IL PREZIOSO LAVORO DELLO PSICOLOGO NELLA FASE2
Attenzione, però, nel campo della professione si annidano profili abusivi: cittadini in guardia

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – L’emergenza sanitaria Covid 19 ha riposizionato il Counselling Psicologico al centro degli interventi sanitari. Non solo il corpo ferito, dunque. Anche la mente con tutto il suo ventaglio di risposte emotive chiede specifiche risposte dal Sistema Sanitario.

L’impatto psicologico della pandemia ha riguardato – e tuttora riguarda – due aspetti del nostro vivere: quello individuale per le persone direttamente colpite dal virus, i famigliari, gli operatori sanitari e quello comunitario, dove si riflettono immagini e sentimenti di un’angoscia collettiva.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha esortato i Governi ad affrontare con urgenza il problema, potenziando i servizi di prevenzione e assistenza. Ciò in virtù del fatto che la preoccupazione per la crisi economica e la perdita del lavoro sono fattori di rischio per l’incremento di stati d’ansia, depressione, disturbi psichiatrici, comportamenti aggressivi.

Già dagli inizi dell’emergenza società scientifiche, associazioni, Regioni coadiuvati dalla Protezione Civile hanno attivato linee telefoniche di ascolto e spazi di supporto psicologico per cittadini ed operatori sanitari. Inoltre, dal 27 aprile è operativo il numero verde 800.833833 del Ministero della Salute attivo su tutto il territorio nazionale.

Non vi sono dubbi sul fatto che la straordinarietà della pandemia abbia riportato al centro del dibattito pubblico il valore della Psicologia come scienza di cui giovarsi per la presa in carico del malessere emotivo diffuso e per riprogettare nuovi modelli socio economici che tengano conto del benessere collettivo.

A tal proposito Istituto Superiore di Sanità ha elaborato un programma di prevenzione dei disturbi psicologici che non si circoscrive ai classici interventi di assistenza psichiatrica. I vari Centri di Salute Mentale disseminati sul tutto il territorio nazionale sono stati disposti a erogare servizi volti all’ascolto e alla prevenzione dei fenomeni ansiosi, depressivi e traumatici implicati nella seconda fase di gestione dell’emergenza COVID 19. Lo Stesso Ordine Nazionale degli Psicologi ha approvato all’unanimità un documento di analisi e proposta sul ruolo della professione dello Psicologo in questa fase emergenziale promuovendo iniziative capillarizzate di ascolto volontario dei cittadini.

Che in questo momento storico il ruolo dello Psicologo sia ineludibile per il benessere collettivo lo dimostra anche la Presidenza del Consiglio dei ministri che ha incluso rappresentanti di questa professione nella Task Force per la stesura degli indirizzi di gestione della “fase 2” e di quelle successive. S’intravede un altro passo verso l’allentamento del pregiudizio secondo cui l’accesso ai servizi di psicologia sarebbe ascrivibile al trattamento della “follia”.

In questo clima sociale migliaia di cittadini si gioveranno anche dell’intervento degli Psicologi di libera professione che offrono una varietà di servizi di sostegno psicologico e sviluppo della resilienza. Un’offerta che talvolta giunge anche da associazioni d’intervento Psicosociale dove tra servizi integrati di tipo medico, infermieristico, pedagogico, riabilitativo si aggiunge il prezioso lavoro dello Psicologo.

Se da una parte l’emergenza Covid 19 sta suscitando risposte adeguate ai bisogni individuali e sociali, dall’altra occorre vigilare sul rovescio della medaglia: quella delle truffe.

Uno sguardo poco attento, una mancata conoscenza dei criteri con cui selezionare le varie offerte, l’atteggiamento del “tutto e subito” lascia aperto il campo a veri e propri sedicenti esperti del settore. Così come talvolta accade per gli abusi alla professione medica e infermieristica – quando si finisce nelle mani di dannosi ciarlatani pronti a elargire cure al limite della stregoneria – anche nel campo della professione di Psicologo si annidano profili abusivi, la cui pericolosità non sembrerebbe riconoscibile a un primo approccio.

Come Altra Psicologia – associazione nazionale di promozione della figura dello Psicologico – ci poniamo l’intento di suscitare la cultura psicologica anche in termini di legalità e trasparenza. Pertanto riteniamo utile, ai fini della tutela dei diritti del cittadino, fornire ai lettori alcuni criteri per impedire che siano vittime di eventuali  truffe.

Il Counselling ed il Sostegno Psicologico sono atti tipici ed esclusivi dello Psicologo ai sensi della Legge N. 56 del 1989, al cui art. 1 è esplicitamente sancito che suddetta professione comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.

Recentemente il legislatore ha anche sancito – con la legge N.3 del 2018 – che le attività della professione psicologica hanno diretta attinenza e rilevanza per la tutela della salute dei cittadini.

Chiunque privo dell’Abilitazione all’esercizio della professione si improvvisi nella pratica degli atti tipici dello Psicologo commette il reato di abuso perseguito dall’art. 348 del Codice Penale.

Sovente l’esercizio abusivo della professione riguarda quei professionisti non psicologi, che operano utilizzando atti tipici di questa professione: come il medico che offre supporto psicologico senza un adeguato training formativo; i coaching o i counselor che sconfinano in interventi prettamente clinici o di relazione d’aiuto che implicano variabili intrapsichiche del tutto estranee al loro ruolo e di conseguenza dannose per la salute mentale dell’utente.

Altrettanta attenzione va posta per quei casi in cui persone prive di adeguata formazione – spesso identificate con etichette equivoche, fuorvianti e non riconosciute dalla comunità scientifica – compiono, nel privato, atti tipici dello Psicologo.

Anche chi solo si spaccia per Psicologo arrogandosi del suo titolo commette un abuso di titolo professionale, perseguito dall’art. 498 del Codice Penale (Della falsità personale) che rientra nella fattispecie dei delitti contro la fede pubblica.

Talvolta neppure l’appartenenza ad alcune associazioni di promozione sociale può essere garanzia di reale legalità professionale. Occorre sempre assicurarsi che chi vi opera e promuove la sua immagine attraverso di esse sia realmente uno Psicologo.

I cittadini che si rivolgono ad un professionista possono verificare direttamente se questi è regolarmente iscritto all’Albo degli Psicologi accedendo al portale nazionale dell’Ordine inserendo i suoi dati anagrafici in una specifica sezione dedicata. (https://areariservata.psy.it/cgi-bin/areariservata/albo_nazionale.cgi).

La ricerca può anche partire digitando i dati anagrafici nella sezione apposita dell’Ordine degli Psicologi regionale, nel nostro caso quello abruzzese. (https://www.ordinepsicologiabruzzo.it/ordine/iscritti-all-albo-degli-psicologi-della-regione-abruzzo.html).

Qualora si ravvisi l’inesistenza dei titoli necessari, occorre procedere con la segnalazione del caso all’Autorità Giudiziaria unitamente all’Ordine degli Psicologi regionale che si occupa di salvaguardare il diritto alla salute della cittadinanza.  Nella realtà dei fatti il corpo preposto a tali indagini sono i NAS, il nucleo antisofisticazioni e sanità dell’Arma dei Carabinieri.

L’Ordine degli Psicologi ha per norma il mandato di svolgere attività dirette ad impedire l’esercizio abusivo della professione e del titolo attraverso la denuncia alla Procura della Repubblica. La promozione della salute fisica e psicologica non possono mai prescindere da corrette metodologie d’intervento. In un tempo di preponderante diffusione di notizie distorte e di truffe, Altra Psicologia – in qualità di associazione di categoria – si pone al fianco del cittadino affinché possa esercitare appieno il suo diritto alla salute anche psicologica, in un clima di legalità e sicurezza.

ALTRAPSICOLOGIA ABRUZZO

PIANELLA, MARINELLI REPLICA A FILIPPONE: TANTI FINANZIAMENTI E NIENTE DEBITI
Da questa amministrazione 1,5 mln per lo sport senza un centesimo di debiti

L’amministrazione comunale di Pianella interviene per replicare alle affermazioni del consigliere Filippone in ordine al piano delle alienazioni immobiliari ed in particolare del campo sportivo Francesco Verrotti.

“In primo luogo, spiega il sindaco Sandro Marinelli, occorre considerare che sul territorio esiste uno storico sbilanciamento tra impianti destinati all’attività calcistica e quelli alle altre attività. Difatti sono ben tre i campi (2 in terra e uno in erba naturale) dedicati esclusivamente al calcio, mentre l’amministrazione ha dovuto colmare il deficit storico verso gli altri impianti sportivi realizzando un campo polifunzionale in erba sintetica all’interno del parco Elena Finocchio, costruendo un nuovo palazzetto dello sport polifunzionale e apprestandosi a riqualificare il campo di basket attiguo alla scuola elementare di Cerratina ed il campetto polivalente interno al parco di Castellana, con un impiego finanziario di circa 1,5 milioni di euro senza fare un centesimo di debito.”

“ In realtà – continua il primo cittadino- la superficie in erba naturale dello stadio di Benedetto non consente un uso intenso alle società che, pertanto, si trovano addirittura costrette in alcuni casi, nonostante 3 impianti, ad emigrare altrove in cerca appunto di impianti in sintetico. Se il consigliere Filippone conoscesse le basi elementari della costruzione di un bilancio saprebbe che da anni per il finanziamento di nuove opere pubbliche e’ fortemente sconsigliato il ricorso all’indebitamento, ma è appunto necessario procedere alla dismissione di immobili non utilizzati ed è proprio il caso dell’impianto Verrotti che, una volta realizzato il manto sintetico presso lo stadio di Benedetto, andrebbe automaticamente in abbandono e diverrebbe ricettacolo di rifiuti ed erbacce, mentre, in una logica finanziaria che mira a non gravare sulle tasche dei cittadini pianellesi, il fabbisogno di 600.000 € è stato costruito vincendo un bando nazionale presso il ministero dello sport ed integrando i 200.000 € mancanti con la alienazione dell’area di cui si discute.

Sull’area Borgo Carmine Filippone non distingue le aree a parcheggio, che resteranno tali, da quelle già individuate come edificabili e che, se vendute, consentiranno finalmente di attrezzare il parcheggio e renderlo sicuro e fruibile”

“ Capisco- conclude Il sindaco- il disorientamento di Filippone che in poco tempo si trova a rincorrere una mole di opere pubbliche mai viste nei trent’anni precedenti e soprattutto l’incredulità nel vedere realizzarle senza indebitare per i prossimi 40 anni le future generazioni, impresa riuscita solo a lui e a D’ambrosio, peraltro spendendo miliardi di vecchie lire senza realizzare alcunché di rilevante.”

ATTUALITÀ E POLITICA

CULTURA EVENTI E SPORT

ESTATE E COVID 19: A PENNE UN VIAGGIO DENTRO DI NOI Si prospetta un’estate stanziale, con poche uscite fuori porta e la Casa di Arti e Mestieri pensa a dei laboratori estivi tra manualità e introspezione

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di  Sabrina De Luca Sono timidi i passi che calpestano le viuzze di Penne, accompagnano i rumori altrettanto cauti dei negozi che stanno riaprendo le saracinesche, come palpebre pigre e disabituate alla luce che si è spenta quel 12 marzo quando, la drammaticità dei...

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