È passato più di un mese da quando l’Associazione Salviamo l’Ospedale di Penne ebbe a spedire, consegnare
ed inoltrare una lettera aperta sottoscritta da circa 2000 cittadini dell’area vestina, a difesa del San Massimo e contro il ridimensionamento dei servizi, dei posti letto e del numero di personale medico e infermieristico. https://www.lacerbaonline.it/articoli-2/attualita-articoli-2/pescara-blitz-pacifico-dellassociazione-salviamo-lospedale-di-penne-presso-la-sede-del-consiglio-regionale-e-quella-della-prefettura/

Raggiungiamo Michele Giancaterino, uno dei portavoce dell’Associazione presieduta da Nicola Spoltore, per sapere se e quali riscontri hanno avuto e se, soprattutto dal Consiglio Regionale, qualcuno li abbia contattati.

“A distanza di un mese nessuno delle istituzioni pubbliche alle quali ci siamo rivolte ci ha contattato, nemmeno il Presidente Sospiri la cui Segreteria ha recepito sia il pacco delle lettere sia i numeri telefonici, del Presidente Nicola Spoltore ed il mio. Sappiamo solo che la lettera inviata alla sede della Regione a L’Aquila è stata protocollata.” ci dice Giancaterino

Cosa vi aspettavate da questa lettera aperta?
L’importante chiarire che noi non chiedevamo nulla per noi, ma in questo periodo difficile era voler di nuovo sottolineare non  la nostra posizione ma quella di 2000 cittadini e di tutti i residenti del comprensorio che chiedono assolutamente una riqualificazione strutturale e sanitaria dell’Ospedale di Penne. E su questo noi ci saremo sempre perché avevamo un Ospedale che negli anni addietro ha rappresentato il fiore all’occhiello della Sanità pubblica e l’orgoglio di tutta la zona montana abruzzese ma nel tempo è stato inesorabilmente depotenziato fin quasi ad annullarne l’efficienza. Nella lettera chiedevamo ai nostri rappresentanti politici di provare a chiamare un’ ambulanza  o a raggiungere l’ospedale di Pescara, percorrendo le strade montane e disastrate che abbiamo, e pregare di arrivare in tempo utile per essere salvati ! Di provare personalmente a fare questa esperienza  perché solo così potranno capire le nostre necessità tra le quali, prime fra tutte, un Pronto Soccorso  degno di questo  nome,  che ci possa accogliere e dotato di  sufficiente personale ed adeguati  di mezzi diagnostici  per  scongiurare il pericolo di vita  in cui sicuramente  si incorre in caso di incidenti  e  di malattie tempo dipendenti come l’ictus e l’infarto. Abbiamo scritto che sulla nostra comunità incombe costantemente il pericolo di vita: si sono avuti casi di morti d’infarto mentre si aspettava una ambulanza, madri che hanno partorito per strada i loro figli.. incidenti stradali in cui si sono aspettate anche ore prima di essere soccorsi, anziani che vengono portati negli ospedali di Pescara o  Popoli o nelle RSA convenzionate o finiscono su barelle ammassate indecorosamente nei corridoi dell’ospedale di Pescara che scoppia perché attualmente  deve dare assistenza anche alla  utenza dell’entroterra!

Ma almeno i Sindaci vi hanno risposto?
Nessun riscontro, non ci ha risposto nessuno. Più che lettera aperta, è stata una lettera morta- è la conclusione di Giancaterino.

 

 

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