L’appuntamento con l’Associazione Salviamo l’Ospedale di Penne è alle 10.30 in Piazza Unione a Pescara.

I delegati Michele GiancaterinoTonino Marrone e l’avvocato Natalia Morricone sono qui per consegnare una lettera aperta firmata da circa 2000 persone, al Consiglio regionale, al Prefetto ed ai dirigenti degli uffici. L’operazione segue l’invio, effettuato nella giornata di ieri, alla Giunta Regionale nella sede de L’Aquila mentre un ulteriore deposito verrà effettuato presso tutti i sindaci del comprensorio vestino, a partire dal Sindaco di Penne Mario Semproni.

La lettera è stato ricevuta e protocollata dalla segreteria del Presidente Lorenzo Sospiri che, impegnato in una riunione istituzionale, ha fatto sapere, attraverso il suo portavoce, che si metterà subito in contatto con il Presidente dell’associazione Nicola Spoltore.

La rimessa sarebbe dovuta avvenire con l’intera delegazione dell’associazione, il rispetto delle restrizioni anti Covid non lo ha permesso: rimane, tuttavia, un gesto forte avvenuto per ribadire la forza sociale della protesta, la volontà di continuare a mantenere un dialogo aperto con i vertici regionali e quelli della ASL senza retrocedere, però, sull’obiettivo di restituire al San Massimo il ruolo di ospedale di base con un pronto soccorso capace di affrontare tutte le emergenze ed i codici rossi. Ad oggi gli utenti sono costretti ad essere trasportati a Pescara o, addirittura a Popoli.

Un’assurdità – specifica l’avvocato Natalia Morricone- visto che il nostro bacino conta circa 60 mila utenti, un numero che necessità di un vero ospedale quale era quello di Penne”

Il San Massimo, nel corso degli anni, infatti, è stato ridimensionato nei servizi, nei posti letto e nel numero di personale medico e infermieristico. Sono state chiuse Ginecologia e Punto nascite, persino Geriatria, mentre il laboratorio analisi da unità operativa complessa è diventata unità operativa semplice, e la Rianimazione è stata rimodulata in terapia intensiva post operatoria.

Lo facciamo per tutto il territorio– chiarisce Michele Giancaterino- non solo per quelle 2000 firme ma per tutti i cittadini e, soprattutto, per le tante famiglie con i bambini”

Non vogliamo – conclude Tonino Marrone- che lentamente questo ospedale muoia trasformandosi in una RSA” 

                                             

Pin It on Pinterest

Share This