CALCIO, CLAMOROSO A MONTE MARCONE: IL VAR FAI DA TE

Qualcosa di anomalo è comunque accaduto domenica nello stadio di Monte Marcone dove si sono affrontati i locali dell’Atessa, penultimi in classifica con 14 punti, e il Lauretum che conta ben dodici lunghezze di distacco, in una partita di calcio valida per il campionato di Promozione girone B. Una gara pirotecnica con tanto di giallo sul gol dell’1-1 temporaneo, concesso ai loretesi e poi annullato, e un rigore a pochi secondi dal termine sbagliato sempre dai biancazzurri ospiti: e così il 2-2 maturato è diventato finale.

Ma in precedenza, nel primo tempo, quando i padroni di casa erano in vantaggio, il Lauretum aveva trovato il pareggio con un colpo di testa in bella elevazione, anzi di mano, di Andrea Pretara che aveva sfruttato un calcio di punizione laterale. Ed è qui che si è creato un pasticcio. L’arbitro Matteo Giugno e il suo collega della sezione di Teramo Stefano Coccagna, il suo assistente numero 1, hanno convalidato la marcatura dirigendosi verso il centrocampo dopo un conciliabolo. A quel punto il gioco non riprendeva poiché entrava in campo l’intera panchina dell’Atessa a protestare per il fallo di mano, in effetti apparso nettissimo, dell’autore del gol e, secondo quanto sostiene la squadra pescarese, il direttore di gara avrebbe cambiato la propria decisione, non omologando il gol, avvicinato dal social media manager (o fotografo che dir si voglia) della società di casa che gli avrebbe mostrato con il telefonino l’azione incriminata, convincendolo a non autorizzare la segnatura; veniva allontanato nell’occasione anche un dirigente della panchina ospite che a sua volta stava lamentandosi per l’annullamento.

Insomma, si sarebbe assistito ad una sorta di moviola, o meglio come si usa dire oggi per la serie A, un consulto al Var senza monitor a bordo campo che evidentemente non è affatto previsto nei campionati dilettantistici, cioè fino alla serie D. “Ci sentiamo derubati”, si legge sul profilo facebook della Lauretum 1952. “Ci hanno fatto un torto grande. Può un arbitro non vedere una rete? Magari si, ma se l’assistente interpellato lo richiama e insieme la convalidano perché basta un capannello per fargli cambiare idea?”. Antonello Delle Monache, presidente dello storico sodalizio e consigliere comunale di minoranza, commenta ironicamente: “Il Var in Promozione: siamo all’assurdo!”.

Ancora più chiara la dinamica descritta da Adamo Pavone, tecnico della Lauretum calcio il quale, intervistato a fine partita, ha parlato “di un supporto tecnico utilizzato dall’arbitro cui sono state fatte vedere dal fotografo le immagini dell’azione. Io dalla mia panchina non ho visto come si è svolta l’azione: poteva essere anche fallo di mano, come mi dite, ma una decisione arbitrale a questi livelli non può essere in alcun modo influenzata da supporti tecnici esterni al campo”.

Da un punto di vista formale, il risultato della gara non corre alcun rischio. La Lauretum non ha presentato esposti. Un arbitro infatti, in base al regolamento del gioco del calcio, può convalidare una rete e successivamente annullarla, a patto che il gioco non sia già ripreso. E al Monte Marcone, dove un tempo si esibiva in serie D e poi in C la forte squadra della Val di Sangro, tutto si è fermato per lunghi attimi per poi proseguire con un calcio di punizione a favore della squadra di casa. A fine partita nessuno dell’Atessa è tornato sull’episodio “incriminato”.

 

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