RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Mi è capitato di leggere un interessante approfondimento pubblicato da DataKrypto che prende spunto da un recente intervento del CEO di Microsoft, Satya Nadella, sul cosiddetto “paradosso inverso dell’informazione”. La lettura ha rafforzato una riflessione che mi accompagna da tempo: nell’attuale architettura dell’intelligenza artificiale i dati, pur protetti durante la trasmissione e l’archiviazione, devono essere resi leggibili durante l’elaborazione. Condivido quindi un breve sunto, nella speranza di stimolare una riflessione comune.
L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per le imprese, ma porta con sé un rischio spesso sottovalutato: durante l’elaborazione delle informazioni può esporre il patrimonio di conoscenze e proprietà intellettuale delle aziende.
Prendendo spunto dalle considerazioni di Nadella, Ravi Srivatsav (nella foto), CEO e cofondatore di DataKrypto, sostiene che il problema non sia soltanto economico – le aziende investono nell’IA e rischiano allo stesso tempo di cedere il proprio know-how – ma soprattutto architetturale: gli attuali sistemi di intelligenza artificiale richiedono infatti che dati e informazioni sensibili diventino accessibili durante l’elaborazione.
L’articolo evidenzia come l’IA sia in grado di riunire in un unico processo dati provenienti da sistemi diversi – documenti, modelli proprietari, cronologie operative, strategie aziendali e informazioni sui clienti – creando un punto di concentrazione di enorme valore ma anche di elevata vulnerabilità.
Secondo Srivatsav, le tradizionali misure di sicurezza, come la crittografia dei dati a riposo o in transito e il cosiddetto confidential computing, non eliminano completamente il problema, poiché durante l’elaborazione i dati continuano a esistere “in chiaro”. A ciò si aggiunge il rischio che alcune informazioni possano essere conservate nei modelli di IA, nella memoria dei sistemi o nei log, rendendo ancora più complesso il controllo del patrimonio informativo aziendale.
La soluzione proposta guarda a una nuova generazione di tecnologie capaci di elaborare dati cifrati senza doverli mai rendere leggibili, superando così l’attuale paradigma della sicurezza. Secondo l’autore, questo potrebbe rappresentare il prossimo passo evolutivo dell’intelligenza artificiale applicata alle imprese, ridefinendo il rapporto tra innovazione e tutela della proprietà intellettuale.
Nicola Lanzolla, Curioso per natura. Coerente per scelta


















