Loreto Aprutino, chi la fa l’aspetti: bocciata la rottamazione, arrivano i nodi (e i ricorsi) al pettine per la TARI

Il Comune sbaglia la somma della cartella. Riconosce l’errore ma chiede al cittadino di pagare interessi e sanzioni. Interviene l’Adiconsum

 

A distanza di qualche giorno dalla bocciatura, in consiglio comunale, il 19 luglio scorso, da parte della maggioranza guidata da Mariotti, della Rottamazione Quinquies proposta del gruppo di minoranza “UnitiPerLoreto”, arriva sulla scrivania del primo cittadino la lettera dell’Adiconsum che chiede l’annullamento di sanzioni ed interessi relativi alla TARI 2020/21 in nome e per conto di diversi cittadini.

“La scrivente, in riferimento agli avvisi di accertamento n. 223 e 224 relativi alla TARI anni 2020 e 2021, oggetto di precedente istanza di rettifica in autotutela del 4.2.2025, espone quanto segue. Il Comune, pur avendo accolto la predetta istanza di rettifica in autotutela e riconosciuto l’errore originario nella determinazione delle superfici imponibili, ha richiesto ai nostri assistiti interessi e sanzioni. In merito agli avvisi di accertamento relativi alla TARI degli anni 2020 e 2021 — già oggetto di una nostra precedente istanza di rettifica in autotutela presentata lo scorso febbraio — dobbiamo purtroppo riscontrare un’anomalia che ha dell’inaccettabile. Il Comune ha giustamente accolto la richiesta, ammettendo l’errore originario nel calcolo delle superfici imponibili, ma continua inspiegabilmente a pretendere dai cittadini il pagamento di sanzioni e interessi. Questa pretesa è giuridicamente priva di fondamento per motivi ben precisi: prima di tutto, l’errore è interamente imputabile all’Ente, che ha emesso atti basati su dati errati.

La giurisprudenza e la Corte di Cassazione sono chiarissime su questo punto: il contribuente non può essere considerato in mora se l’inadempimento nasce da uno sbaglio dell’Amministrazione, e non vi è alcuna colpevolezza da parte del cittadino. Inoltre, quando un atto impositivo viene rettificato, esso viene di fatto sostituito integralmente, facendo cadere di conseguenza anche tutti gli accessori, comprese le sanzioni. Queste ultime presuppongono una condotta negligente del contribuente che qui non esiste. Lo stesso vale per gli interessi, che possono decorrere solo su somme effettivamente dovute e correttamente calcolate fin dall’inizio.

Infine, l’articolo 97 della Costituzione e la stessa Corte dei Conti ci ricordano che i cittadini non devono subire le conseguenze economiche degli errori commessi dagli uffici pubblici. Per tutte queste ragioni, chiediamo l’immediato sgravio di sanzioni e interessi, riservandoci altrimenti di tutelare i diritti dei nostri assistiti nelle sedi competenti. Si richiede pertanto l’emissione di un provvedimento di sgravio delle sanzioni e interessi, eventualmente limitandone l’applicazione al solo tributo rideterminato, con riserva di adire gli organi competenti per la tutela dei diritti dei propri assistiti”.

L’opposizione nel presentare l’emendamento aveva previsto, visto come sono andate le cose in passato, che ci potessero essere dei ricorsi che poi sarebbero sfociati in contenziosi provocando, così, altri costi per l’ente. Ma la maggioranza di fronte alla possibilità per il cittadino di rateizzare quanto dovuto al Comune la maggioranza per bocca dell’assessore al commercio e all’artigianato, Antonella di Tonno, ha preferito evitare la rateizzazione perché il cittadino «Paga le prime rate per fermare l’azione esecutiva per poi saltare le successive quote». A distanza di due mesi l’Adiconsum non ha ricevuto risposta dagli uffici comunali ed a breve, ci fanno sapere, scriveranno di nuovo all’ente pubblico chiedendo altri 10 giorni per ratificare l’errore della somma dovuta, altrimenti l’unica via perseguibile sarà quella del ricorso al giudice di competenza.

 

 

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