FONDAZIONE PESCARABRUZZO: il loretese Giuseppe Bompensa di nuovo al fianco di Nicola Mattoscio

Il loretese Giuseppe Bompensa viene, per la seconda volta, rinominato come consigliere nel Comitato di Indirizzo della Fondazione Pescarabruzzo. Il Comitato di Indirizzo della Fondazione Pescarabruzzo, nella sua ultima seduta, ha approvato il bilancio consuntivo 2020. L’esercizio si è chiuso con un avanzo di bilancio di 3,4 milioni di euro, superiore agli obiettivi del Documento Programmatico Previsionale, consentendo di destinare circa 2,6 milioni alle attività erogative per la stessa annualità.

Nel comitato di indirizzo, oltre a Bompensa, siederà: Dott. Luciano Carullo; Prof.ssa Marida De Menna; Dott.ssa Katia Di Simone; Dott.ssa Graziella Faieta; Dott.ssa Fernanda Martone; Prof. Nicola Mattoscio; Dott. Generoso Melilla; Sig.ra Maria Mafalda Misticoni; Prof.ssa Carmen Pagliari. Con l’aggiornata e variegata composizione, dall’esame dei profili curriculari, si evince che il Comitato di Indirizzo, oltre alla significativa diversità di genere, esprime autorevoli competenze professionali tali da ricomprendere quelle specifiche per gestire in modo efficace tutti i settori di attività statutarie.

AREA VESTINA: passaggio di consegne in due associazioni, De Febis al Rotary e Di Vincenzo al Nuovo Circolo Aprutino

Il Rotary Club dei Vestini rinnova il direttivo ed elegge presidente, nella giornata mondiale dell’amicizia, con il tradizionale passaggio del martelletto, la pennese Anna De Febis (nella foto a sinistra). A coadiuvare i lavori del neo presidente ci saranno Massimo DI Tonto (vice presidente), Gianluigi Peduzzi (segretario), Pierpaolo Di Rocco (prefetto) e Clelia Cancelli (tesoriere).

Una grande squadra – dichiara la neo presidente – compatta, desiderosa di mettersi subito a lavoro e che ringrazio per la pazienza e il supporto che mi stanno dando e sono certa mi continueranno a dare.
L’auspicio è di fare bene, vogliosi di fare tanto per il bene del club, ovviamente con la partecipazione anche di tutti i soci. Cercheremo di seguire le linee guida dettate dal Presidente eletto del Rotary International SHEKHAR Mehta, che ha esortato tutti i soci rotariani ad essere più coinvolti nei progetti di service, affermando che prendersi cura e servire gli altri è il modo migliore di vivere, perché cambia la vita degli altri e anche la nostra. Il motto di quest anno è “SERVIRE PER CAMBIARE VITE”.

“Cercheremo– prosegue con entusiasmo- di rendere attraente il nostro club organizzando degli eventi a scopo benefico e culturale con spirito amichevole e gioioso.
Il programma è ricco di impegni nuovi ma anche di eventi consolidati come la IV edizione di Penne a colori e la seconda FESTA DELLA BEFANA ITINERANTE
Abbiamo iniziato  questo anno rotariano con un evento dedicato ai bambini. Il 20 luglio ha fatto unica tappa abruzzese a Pianella, il camper della associazione “IL cielo itinerante” costituita da un gruppo di scienziati e divulgatori. Sono partiti dalla Sicilia, e poi hanno toccato i piccoli centri della nostra Italia allo scopo di avvicinare i bambini alle materie scientifiche-astronomiche. È stato un pomeriggio e una serata gioiosa divertente ed istruttiva dove i bambini intervenuti hanno attraverso il gioco imparato a guardare il cielo con occhi diversi 
Il nostro programma ci vedrà impegnati a portare avanti il progetto sulla telemedicina, grazie ad un ottimo risultato raggiunto dal nostro club tramite la nostra socia Clelia CANCELLI. Infatti abbiamo partecipato e vinto il bando di concorso sovvenzionato dal FONDO NAZIONALE DELLE COMUNICAZIONI. È un finanziamento che ci consentirà di acquistare strumenti per il monitoraggio di pazienti con gravi patologie respiratorie. Concludo ringraziando il lavoro svolto dal past presidente, Lino Pace che ha permesso al club di continuare nelle sue iniziative nonostante il momento difficile, causa Covid, dello scorso anno”.

Di Vincenzo, alla guida del Nuovo Circolo Aprutino 

Dal 13 di questo mese il ‘Nuovo Circolo Aprutino ‘è retto da un nuovo consiglio direttivo, presieduto dal dr. Donato di Vincenzo (nella foto a destra). Il consiglio direttivo, costituito da altri sei consiglieri, è al 50% costituito da donne, Carmelita Evangelista,  Dorthe Christensen e Rita Peluffo la componente maschile rappresentata da Roberto Chiavaroli, Gabriele Di Tonno e Tommaso Perilli.

La priorità assoluta che si prefigge il nuovo direttivo è quella di uscire rafforzato dal periodo Covid e dalle difficoltà che ha creato e che sono state superate egregiamente. Da qui in poi si cercherà ulteriormente di migliorare quegli aspetti della socializzazione che sono venuti meno nel segno della condivisione e della sicurezza.

Sugli obiettivi del nuovo organo dirigenziale, prevale la volontà di arrivare ad essere, attraverso le azioni di gestione, un riferimento per le altre realtà del territorio e della stessa amministrazione comunale, così che il Circolo sia l’anello fondamentale di una catena di azioni culturali, sociali e ludiche per lo sviluppo del territorio e dei suoi abitanti. 

PIANELLA : E LA CHIAMANO ESTATE, QUESTA ESTATE DEGLI AUTOVELOX
Massimo Di Tonto sul rimpallo di responsabilità tra gli Enti

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, Direzione generale per la sicurezza stradale, Divisione 2, per ora tace ed osserva, informato del lungo epistolario in corso tra Prefettura di Pescara, – Area Terza, Applicazione del sistema sanzionatorio amministrativo, Affari legali-contenzioso e rappresentanza in giudizio, l’Anas S.p.a.-Struttura territoriale Abruzzo e Molise, i Carabinieri di Pianella ed il Consigliere Comunale Massimo Di TontoIl Consigliere Di Tonto sostiene come l’Anas non abbia adeguatamente valutato l’applicazione del limite massimo di velocità a 50 km/h in quanto ha stabilito la stessa soglia limite sia su tratti della SS 81 dal Km 125 al km 126, maggiormente antropizzati, che su quello al km 119; ma la situazione, sottolinea Di Tonto, non è la medesima, anche in presenza di caratteristiche geo-morfologiche simili, in quanto nei tratti fra il KM 125 e 126 il numero di accessi è rilevante siccome la strada attraversa il paese, inoltre, il segmento stradale, comprende la tristemente nota e pericolosa “curva dell’uccello”; alla luce di quanto sopra rilevato, non è pertanto ipotizzabile applicare gli stessi limiti a tratti così difformi non tanto dal punto di vista strutturale quanto da quello del traffico e della sicurezza stradale.

Il limite di 50km/h è la velocità massima di percorrenza su tali tratti e, quindi, i veicoli possono transitare solo al di sotto di tale soglia.

Tuttavia il Decreto Ministeriale n. 777 del 2006 ha precisato che: “la necessità di imporre una limitazione deve scaturire da effettive e reali necessità, altrimenti il divieto è vissuto dagli utenti della strada come una inutile vessazione e con il sospetto, non sempre infondato, che la finalità dello stesso non sia di natura tecnica e per il miglioramento della sicurezza, quanto dettato da un sotteso desiderio di un ricavo economico per effetto del rilevamento di numerose infrazioni. Limitazioni non supportate da effettiva necessità sottraggono anche dignità e validità al divieto imposto, riducono la fiducia degli utenti della strada nei confronti degli enti gestori della stessa, visti come soggetti che sfuggono alle loro responsabilità scaricando sempre e comunque l’onere della sicurezza solo sull’utente, determinando così una diseducativa perdita di credibilità su tutte le limitazioni imposte, con conseguente mancato rispetto del limite anche nei casi in cui esso è determinante ai fini della sicurezza. Peraltro l’esperienza insegna che l’imposizione di limiti massimi di velocità più bassi del normale non sempre sono associati ad una maggiore sicurezza, anzi, sono sistematicamente disattesi, dando luogo alla 10 diseducativa sottovalutazione della segnaletica prescrittiva e, spesso, alla irrogazione di sanzioni che non hanno reale fondamento. Numerosissime sono in proposito le rimostranze di utenti che lamentano l’esistenza di troppi tratti di strada con limitazione di velocità ingiustificata, e un uso disinvolto di segnali di limite massimo di velocità non supportati da alcuna motivazione, con il risultato che il valore del limite massimo imposto diventa un mero riferimento rispetto alla entità della violazione che un utente si può permettere in funzione della sua disponibilità economica”.

Il caso di Pianella, borgo nel quale il numero delle sanzioni ha raggiunto la cospicua cifra di circa 10.000 in 70 giorni, dimostra che il limite di velocità localizzato imposto a 50 km/h non è vicino al cd “85° percentile”, ossia a quella percentuale tecnicamente condivisa e internazionalmente accettata, che la maggioranza degli utenti si è dimostrato mantenga senza difficoltà, essendo commisurata al tipo di strada verificata e alle condizioni medie del traffico che la interessa.

Se il limite massimo di velocità fosse maggiormente calibrato sullo stato dei luoghi, applicando 70 km/h, molti utenti si adeguerebbero con maggiore facilità e con uno scarto di mancato rispetto decisamente inferiore. Il Consigliere di Tonto ha inoltre fatto notare all’Anas come, secondo il summenzionato Decreto Ministeriale, i limiti di velocità inferiori rispetto a quelli previsti per la Strada Statale, 90 km/h, devono essere considerati eccezionali e le relative cause determinanti devono essere rimosse nel più breve tempo possibile.

Di conseguenza, non è sufficiente rinfrescare il manto stradale ovvero rinnovare la segnaletica, ma è necessario che l’Ente proprietario della Strada effettuirapidamente tutti quei lavori ritenuti indispensabili per la sicurezza. Il carteggio summenzionato ha anche un capitolo che interessala Prefettura di Pescara, alla quale il Consigliere Di Tonto ha evidenziato come l’inserimento di plurimi tratti della SS 81, tra i quali quello al km 119, nell’elenco delle strade sulle quali usare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo a distanza delle violazioni senza l’obbligo di contestazione immediata è stato compiuto sulla scorta di una superata segnalazione e relazione della Polizia Stradale n. 040001059/220.15 del 10/02/2004, la quale non tiene conto di quanto indicato dal D.M. 777/06, e dalla Direttiva del Ministero dell’Interno Prot. 300/A/5620/17/144/5/20/3 del 21.07.2017, che disciplinano la materia.

L’inserimento del km 119 nel predetto elenco, che consente l’apposizione dell’autovelox, è essenzialmente conseguenza della esigenza, da parte degli organi di Polizia Stradale, di perseguire alcune delle violazioni più gravi alle norme del Codice della strada, commesse in luoghi in cui è molto difficile eseguire l’accertamento o addirittura impossibile: è questo il caso di strade con gallerie, viadotti e ponti senza corsia di emergenza, strade percorse a velocità sostenuta; ma le caratteristiche di cui sopra che non si rinvengono nel tratto indicato della SS 81.

L’inserimento nell’elenco, pertanto, può avvenire solo previa valutazione dell’elevato livello di incidentalità attraverso una accurata analisi del numero, della tipologia e delle cause dei sinistri nonché attraverso la valutazione della impossibilità o difficoltà a procedere alla contestazione immediata come nella eventualità di presenza di strada con più corsie, limitazioni di visibilità tali da impedire la fermata e la sosta dei veicoli trasgressori, ovvero ancora, condizioni di scarsa visibilità legate a proibitive condizioni atmosferiche ricorrenti. Ebbene, anche in questo caso, il tratto di strada della SS 81 a Pianella, non rientra nelle caratteristiche descritte. Tra l’altro, lungo il tratto della SS 81 insistono numerosi accessi alle strade comunali, le quali si presterebbero per fungere da spazi adeguati di sosta e fermata dei trasgressori.

Per tutti questi motivi all’Anas è stato chiesto di rivedere il limite di velocità portandolo da 50 km/h a 70km/h, mentre alla Prefettura è stato chiesto di togliere il segmento della SS 81 al Km 119 dall’elenco delle strade dove poter applicare l’autovelox.

​​​​​​​​Massimo Di Tonto – Consigliere Comunale

ABRUZZO: THE DAY AFTER
Lacrime e rabbia per un quadro devastante, il fuoco alla Pineta di D’Annunzio, danno ambientale e culturale

Fronti di roghi in tutt’Abruzzo nella giornata di ieri, da Ortona a Farindola, fino all’oltrepassar del confine nella provincia di Campobasso. Oggi, il giorno dopo si comincia la conta dei danni e che sono tantissimi e non solo materiali o quantificabili. Le fiamme che hanno avvolto il Parco D’Avalos conosciuta come pineta cara alla poetica di Gabriele D’Annunzio, sì, ce ne sarebbe voluta tanta di pioggia ieri ed invece le temperature troppo elevate, il vento e la mano dell’uomo hanno prevalso. Ne è convinto il governatore Marco Marsilio che ha parlato di “attacco sistematico con decine di focolai in tre province. Ovviamente non è per niente casuale ed è inutile pensare che si tratti solo di casualità di natura. Quando accade questo nei giorni di maggior caldo e vento e  in punti di difficile accesso con difficoltà per spegnere è chiaro che c’è quasi sempre la mano dell’uomo dietro e spero che le indagini e la magistratura e gli inquirenti facciano uno sforzo importante per assicurare alla giustizia questi delinquenti che mettono a rischio vite umane oltre a distruggere un patrimonio ambientale preziosissimo. A Pescara è stata aggredita la Pineta Dannunziana e una delle nostre principali e pressione zone paesaggistiche. Ma non solo a Pescara danni visto che il sindaco ci ha detto che ci sono 50 persone da sistemare. Stato di calamità? Vedremo

Tanti i danni materiali, il fuoco ha raggiunto gli stabilimenti balneari divorando persino gli ombrelloni, nella zona circostante Palazzo Pomilio, ex sede Aurum, 50 le automobili completamente bruciate ma la ferita che brucia più del fuoco è quella macchia nera che rimane della Pineta ed il dolore di Carlo Masci, Sindaco di Pescara “Questa zona  è riserva integrale ed è completamente distrutta. Viene da piangere a guardarla. I danni ambientali sono incalcolabili. Qui ci sono le radici di Pescara. Questo è il cuore della città, il suo polmone verde e oggi lo vediamo distrutto”.

Una giornata difficile quella di ieri anche a Farindola dove sono state evacuate più di 30 persone ed il ristorante Lo Strego ma tutta la zona è stata coperta da fiamme e fumo: Penne, Bolognano, Caramanico e San Valentino in Abruzzo Citeriore.

Il Dipartimento della Protezione Civile, attraverso l’Unita di Crisi ed il suo Capo Dipartimento ha fatto richiesta dell’ attivazione del Meccanismo Unionale di Protezione Civile, per verificare l’eventuale supporto di mezzi aerei provenienti da altri Paesi Europei.

Dopo la bonifica durata tutta la notte, in questa immagine dall’alto potete vedere quanto è estesa la macchia nera che rappresenta il day after, situazione sotto controllo ma rabbia e dispiacere ora saranno da mettere nel lungo conto dei danni

PENNE: DUE INCENDI MINACCIANO CENTRO URBANO E RISERVA REGIONALE LAGO DI PENNE

Un incendio si è sprigionato oggi pomeriggio nella zona di San Rocco, in pieno centro urbano a Penne, tra le contrade Saraceno e Sacioli. Le fiamme, alimentate dal forte vento, si sono propagate rapidamente e hanno minacciato alcune abitazioni. Sul posto, insieme con il Comandante di Polizia Municipale Natalino Matricciani, è presente il consigliere comunale delegato alla Protezione Civile Antonio Baldacchini che sta coordinato le operazioni di soccorso. Presenti le forze dell’ordine, tre squadre di vigili del fuoco di Penne, la protezione civile comunale e il gruppo di protezione civile dell’Associazione nazionale Alpini “Tommaso Cutilli” di Penne. Una parte dell’incendio, secondo le informazioni, è stato domato, ma alcuni focolai sarebbero ancora attivi all’interno del bosco, alimentati probabilmente dal vento caldo. Sono ingenti i danni al patrimonio boschivo della zona. Un altro incendio è attivo in questo momento nella zona di Conaprato: il fuoco si dirige verso la riserva regionale “Lago di Penne”. “L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco insieme con la collaborazione dei cittadini e della protezione civile ha scongiurato che la fiamme raggiungessero le abitazioni – ha detto l’assessore comunale Gilberto Petrucci -. La situazione purtroppo è e resta di massima allerta, c’è molta preoccupazione. Altri focolai si stanno sprigionando nella periferia della città”.        

CITTÀ SANT’ANGELO: RITROVATO UN BELL’ESEMPLARE DI BOXER, SENZA MICROCHIP OVVIAMENTE

Ritrovato sul territorio di Città Sant’Angelo un bell’esemplare di boxer, maschio ed apparentemente in buona salute. Si è provveduto a trovargli uno stallo per evitare l’ingresso al canile, si provvederà ad apprestare le prime visite sanitarie e poi a provare a trovare per lui un’adozione. Buonissimo e socievole, indoli che caratterizzano questa specifica razza. Ovviamente non ha un microchip ma le condizioni fanno pensare al fatto che forse un proprietario da qualche parte ci sia. Per questo mettiamo a disposizione il nostro spazio, forse sperando che non sia l’ennesimo caso di abbandono e che magari le vostre condivisioni servano a dare un epilogo diverso alla gabbia di un canile. 

ATTUALITÀ E POLITICA

CULTURA EVENTI E SPORT

VIDEO

Pin It on Pinterest

Share This