di Annalisa Piermattei
In un’epoca in cui la parità di genere dovrebbe essere un diritto acquisito e indiscutibile, continuiamo a contare donne uccise solo perché donne. Vite spezzate da un “amore” che di amore non ha nulla: è controllo, possesso, violenza.
È un’assurdità che scuote ogni volta l’opinione pubblica ma che troppo spesso viene relegata a notizia passeggera, destinata a scomparire nel flusso di cronache sempre più fitte.
Mentre si accendono luci, si organizzano eventi e si moltiplicano le parole, resta un interrogativo scomodo, quasi rimosso: che fine fanno i bambini orfani di femminicidio? Per loro il dolore non è solo un fatto privato: è un marchio che li accompagnerà per tutta la vita. Cresceranno con ferite invisibili, profonde, difficili da rimarginare. Ferite che nessuna sentenza può cancellare e che nessun processo mediatico riesce davvero a raccontare.
La giustizia per le madri non può limitarsi alle aule dei tribunali, deve includere la cura, la protezione e il sostegno concreto a questi figli diventati, in un istante, testimoni innocenti di un orrore inimmaginabile.
Serve una rete più forte, più preparata, più presente; servono strumenti per accompagnare il loro percorso emotivo, educativo e sociale. Serve, soprattutto, considerare la loro esistenza come parte integrante della risposta istituzionale alla violenza. È tempo di agire, non solo di commemorare. Di educare, non solo di indignarsi. Di proteggere, non solo di punire. La cultura del rispetto non può essere un’iniziativa spot: va insegnata ogni giorno, in famiglia, a scuola, nelle comunità.
Per parlare di queste tematiche domenica 30 novembre, alle ore 18, presso Spazio Loco, Piazza Marconi – Catignano (PE) L’Ass. Cult. Musicale e di Ricerca Artistica Mousiché, presenterà l’evento: “Fiabe ribelli – storie per crescere liberi!”, patrocinato dal Comune di Catignano.
Al centro della performance il libro “La Fiaba che non c’è” scritta da Vittorina Castellano e illustrata da Viviana Pacifico, Drakon edizioni.
Un viaggio dentro le fiabe che diventano contemporanee e rompono gli schemi: racconti che educano alla libertà, alla parità e al rispetto attraverso voci diverse, scenografie simboliche e momenti di riflessione condivisa.
L’evento unisce lettura scenica, partecipazione attiva e arte simbolica, trasformando il libro in un’esperienza viva e collettiva con l’obiettivo di unire la bellezza narrativa delle fiabe a messaggi profondi sulla consapevolezza emotiva, il rispetto e la libertà.
Per tutte le età. Ingresso libero.
















