Una “Area di Cintura” sulla carta, ma un deserto di servizi nella realtà. È questa la denuncia di Berardo Di Giandomenico ex consigliere comunale, che accende i riflettori sulla condizione di isolamento in cui versa il Comune di Catignano e lancia un appello formale all’Amministrazione Comunale e alla Regione Abruzzo per il riconoscimento del disagio territoriale e il ripristino dei servizi minimi.
Un declino trentennale: dalla Pretura al deserto sociale
La crisi attuale affonda le radici in un passato di progressive rinunce. “Non partiamo da zero, partiamo da una spoliazione sistematica,” attacca Di Giandomenico. “Trent’anni fa Catignano era un polo di riferimento per l’intera area, ospitando la Pretura e le carceri mandamentali. La perdita di questi presidi di legalità e amministrazione non è stata solo simbolica: ha segnato l’inizio di un disinvestimento statale che ha trascinato con sé l’economia locale, trasformando un centro vitale in una periferia dimenticata.”
Il Paradosso: Servizi Azzerati, Tariffe Massime
Nonostante la vicinanza geografica ai poli urbani, Catignano ha subito un progressivo svuotamento dei suoi pilastri fondamentali: le scuole medie sono chiuse, lo sportello bancario è sparito e il polo sanitario è stato ridimensionato. “Siamo costretti a spostarci per ogni minima necessità, ma veniamo trattati come residenti di una metropoli”, spiega Di Giandomenico. “Per la Regione e per la TUA Abruzzo siamo inseriti in Fascia 4, la più costosa. È un controsenso inaccettabile: paghiamo il prezzo massimo per fuggire da un territorio a cui sono stati sottratti i servizi di base, senza poter accedere alle tutele riservate alle aree interne.”
Le Richieste: Fallimento di Mercato e Ripristino dei Servizi
La proposta è articolata su tre punti cardine che l’Amministrazione Comunale deve sottoporre con urgenza agli enti superiori: certificazione di “Zona a Fallimento di Mercato”. Un atto amministrativo necessario per attestare il crollo dell’offerta privata e pubblica, aggravato dalla storica perdita degli uffici giudiziari. Riconoscimento del Disagio Territoriale: per forzare la Regione a rivedere la classificazione del comune, permettendo il passaggio alla “Fascia 2 di Prossimità” con tariffe agevolate. Piano di Ripristino: la richiesta immediata di tornare a garantire i servizi minimi essenziali (scuola, sanità, sportelli polifunzionali) per fermare lo spopolamento.
L’Appello alle Istituzioni
“Vivere a Catignano non può essere un lusso o una colpa. Chi amministra deve scegliere: o difende i diritti e le tasche dei cittadini o resta complice di una burocrazia che ci penalizza,” conclude Di Giandomenico. “Chiediamo che la Regione riconosca la nostra reale situazione di isolamento e intervenga per restituire a questa comunità la dignità di un territorio servito e connesso.”















