SLOW FOOD VESTINA A CITTÀ DI CASTELLO: TRASFERTA DEI PRODOTTI IDENTITARI
Pecorino e Tondino, Montonico e solina, un viaggio di gusto

Un weekend, quello del 1 e 2 novembre, di durante il quale la Condotta Slow Food Vestina è stata ospite, a Città di Castello, in Umbria, del 46° Salone Nazionale del Bianco Pregiato dedicato al tartufo e non solo. Un percorso che ha unito tutte le regioni italiane, sulla strada gustosa dai prodotti agricoli alla tavola, sotto il sigillo del mondo Slow Food.

E, ospite di Slow Food Alta Umbria, la Condotta vestina ha avuto a disposizione due intense giornate per raccontare i prodotti, la biodiversità e le storie della provincia di Pescara. Un’occasione preziosa non soltanto per presentare nel proprio stand, i prodotti identitari ma anche per approfondirne la conoscenza. Come? Attraverso due laboratori che hanno consentito di unire la teoria alla pratica, il racconto alle armonie dei palati.

I PROTAGONISTI

Protagonisti di successo due Presìdi Slow Food dell’area Vestina: il pecorino di Farindola e il fagiolo tondino del Tavo. Accanto a loro, il grano e il pane di solina, al centro di un nuovo e interessante progetto di filiera che ha saputo incantare e coinvolgere i presenti. 

Non sono mancati altri prodotti di grande valore, espressione della ricchezza locale: l’olio di carpinetana, da quest’anno presente nel nuovo Atlante dell’Arca del Gusto; lo spumante metodo classico di Montonico legato al presidio delle uve montonico; il mosto cotto e il vino cotto, espressioni della tradizione della Cotta di Roccamontepiano anch’essa presidio Slow Food dallo scorso novembre.

Accanto a queste produzioni così strettamente legate alla rete associativa anche altre peculiarità , come le chiocciole allevate nel vicino comune di Elice.

I LABORATORI

Il primo, sabato, nella splendida Sala degli Stucchi di Palazzo Bufalini, è stato dedicato al pane di solina, all’olio di carpinetana e al pecorino di Farindola. Un tris che da solo vale e richiama la tradizione dello sdjuno abruzzese, la merenda salata di pastori e contadini.

Il laboratorio di domenica è stato invece dedicato allo spumante di Montonico e al legame storico e produttivo con il pecorino di Farindola mentre il mosto cotto ha accolto nel suo abbinamento armonico i biscotti di solina. Il riconoscimento ricevuto da tutti coloro che sono passati presso lo stand e che hanno partecipato ai laboratori è stato davvero significativo. Un riscontro che conferma quanto sia importante continuare a raccontare e promuovere queste produzioni, soprattutto al di fuori dei confini del territorio in cui nascono. L’organizzazione impeccabile dell’evento ha permesso di vivere al meglio anche questa esperienza, che sarà certamente oggetto di importanti considerazioni e riflessioni insieme ai produttori e a tutti i soci della condotta. Certo è che misurarsi con realtà che condividono la stessa passione per la salvaguardia dei sapori autentici, veri e sostenibili, è occasione di crescita, motivazione e gioia. Spazi che, la Condotta Slow Food vestina, rende traguardi della propria missione tanto… da guardare già al 2027. 

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