CITTÀ SANT’ANGELO: IL TEMPO DI GUARIRE: INTERVISTA AD UN COMUNE CITTADINO
Gabriele Florindi si racconta: dalla politica alla vita in famiglia; dalla famiglia al sociale

Nel Maggio del 2004 ogni famiglia angolana riceveva l’invito a partecipare ad una serata amicale presso un noto ristorante del borgo. Da quel momento d’incontro e confronto sarebbe scaturito un cammino di collaborazione e reciproco sostegno fra i cittadini e la futura Amministrazione Comunale di Città Sant’Angelo, con Graziano Gabriele come Sindaco e Gabriele Florindi come suo Vice. Le elezioni successive (nel 2009 e nel 2014) avrebbero visto per ben due volte la nomina di quest’ultimo a Primo Cittadino. Gabriele Florindi ha trascorso 40 anni della sua vita al servizio del singolo e di tutta la comunità. A distanza di quattro anni dalla sua uscita di scena (non solo politica) l’ho incontrato per una chiacchierata amichevole che ha generato questa intervista. È lui stesso a iniziare il discorso, precedendo la mia domanda su come abbia vissuto il ruolo di semplice cittadino dopo aver rivestito per lungo tempo quello di Sindaco. Mi parla dei problemi di salute comparsi negli ultimi anni della sua carica, quando gli è stato diagnosticato il morbo di Crohn. Per lui ora è il tempo della guarigione sia del corpo che dell’anima; è la fase in cui, riacquistate nuove forze ed energie, si può tornare a progettare, fare e realizzare cose belle.

Il triennio appena trascorso è stato parecchio problematico soprattutto a causa del Covid -19. Ci sono degli aspetti in cui ritiene avrebbe agito diversamente rispetto all’attuale Amministrazione?

Io non voglio dare giudizi su nessuno, posso solo dire che ho dovuto affrontare tante calamità in passato e penso e spero che gli angolani abbiano un ricordo positivo del mio operato.

Come si è sentito nel ruolo di semplice cittadino in questi anni? Ha avuto l’impressione di essere stato escluso?

Non mi sono sentito escluso perché sono stato io a privilegiare la dimensione personale su quella sociale. Forse per questo ho facilitato il compito a chi era interessato ad escludermi. Ho provato un po’ di amarezza e delusione per alcune false notizie messe in giro alla fine del mio mandato secondo le quali avrei lasciato debiti in Comune. Io posso solo dire di aver fatto tutto ciò che ho ritenuto giusto per la mia comunità. Probabilmente avrò commesso degli errori ma una cosa è certa: non ho lasciato nessun debito. Avrei invece piacere nell’ essere ricordato per gli importanti traguardi raggiunti, di cui l’intera comunità ha beneficiato e beneficerà nei prossimi anni. Alcuni esempi?

  • L’insediamento nel territorio angolano della Società Barberini S.p.A. oggi Luxottica;
  • Il conferimento della Medaglia D’Argento al Merito Civile al Gonfalone, consegnata direttamente dalle mani del Capo dello Stato Giorgio Napolitano al Palazzo del Quirinale;
  • La fama mondiale raggiunta da Città Sant’Angelo, facendola annoverare dalla rivista Forbes al sesto posto nella classifica mondiale delle località ideali dove vivere per una qualità di vita di altissima soddisfazione;
  • L’attenzione prestata in vari ambiti con la costruzione di nuove scuole e palestre; con le ristrutturazioni e messe in sicurezza di tanti edifici; con la messa a norma del Teatro Comunale; con la ristrutturazione, il rilascio di agibilità e l’intitolazione al Dottor Leonardo Petruzzi, dello stadio di Via Alzano; con il secondo lotto del Parcheggio De Cecco ed infine con l’abbattimento delle barriere architettoniche per l’accesso al centro storico.

A ciò si aggiunga anche l’impegno profuso per la valorizzazione culturale del paese con una lunga serie di eventi culturali ricreativi: incontri di medicina, pubblicazione di libri, mostre di artisti locali e non (l’ultima organizzata a fine mandato, quella dedicata a Paolo De Cecco). Ed ancora l’organizzazione di stagioni teatrali con l’aiuto del direttore artistico Germano Mazzocchetti, inaugurazioni di monumenti, manifestazioni storiche come la Sagra dell’Uva, eventi di caratura e interesse nazionale. Senza dimenticare la valorizzazione del turismo attuata tramite l’avvio dell’Info-Point con visite guidate, la nuova cartellonistica con indicazioni turistiche e molto altro di cui ancora oggi i cittadini angolani e i visitatori possono usufruire. Potevo fare meglio? Certamente sì ma non va dimenticato che dal 2009 al 2019 la pubblica Amministrazione ha passato il periodo peggiore a causa della grave recessione e delle conseguenti ristrettezze economiche o del famoso Patto di Stabilità imposto dalla Comunità Europea. Cosa ben diversa sarebbe stato programmare e amministrare oggi, con le enormi agevolazioni e risorse messe in campo dalle Regioni, dallo Stato e dall’ Europa.

Sta valutando un suo ritorno in politica?

Assolutamente no. Quello che voglio in questo momento è dedicarmi al sociale, mio pallino da sempre. Approfitto per ricordare tutta la caparbietà e l’energia profusa per l’apertura della sede della Croce Angolana. Eravamo in pochi a credere in quell’impresa ed erano in tanti a remare contro. Voglio fare quello che mi piace e mi gratifica. La manifestazione Dall’Etna al Gran Sasso è solo uno dei progetti. Oltre che per la festa, l’Associazione (APS) di cui dal Novembre 2022 sono presidente, si impegnerà in molti progetti rivolti al territorio con particolare riguardo al sociale: organizzazione di viaggi, valorizzazione del patrimonio culturale e umano attraverso la pubblicazione di libri, istituzione di borse di studio, beneficenza, e tante altre idee e progetti. Mi voglio impegnare in prima persona con la mia associazione; voglio mettere in campo tutta l’esperienza e le competenze maturate nei tanti anni di attività, affinché possa essere ancora utile alla mia comunità, in una ottica di servizio e rete sociale. E poi, fra qualche anno, mi piacerebbe passare il testimone nelle mani di una persona giovane, lasciare in eredità la mia esperienza a chi sappia farne buon uso. In questo momento ho riconquistato una certa tranquillità e stabilità e ho tante cose di cui essere grato: il lavoro va di nuovo bene, la salute è sotto controllo, ho una gran bella famiglia che mi sta sempre accanto. Con la vita in famiglia sono rinato. Questo sicuramente non è il momento giusto per un mio ritorno in politica. Non ho più lo stimolo di un tempo, non reggerei la pressione. Avverto un grande bisogno di tranquillità.

Quali sono, secondo lei, le criticità più forti di Città Sant’Angelo?

A questa domanda non so rispondere perché sono quattro anni che sto fuori dalla politica. In quattro anni sono cambiate tante cose. Da cittadino potrei dire che vedo tante cose che non vanno ma sarebbe troppo semplice. Per me i veri problemi di Città Sant’Angelo non sono stati ancora affrontati. Vedo, ad esempio il centro storico, per il quale sono stato molto avversato e criticato da tutti in passato, che in quattro anni non ha avuto nessun miglioramento, anzi oggi è in forte sofferenza. Sarebbe il caso di attivarsi almeno per far tornare agli abitanti del Borgo e a tutti gli Angolani l’entusiasmo e il senso di appartenenza per il proprio paese. Mi piace ad esempio segnalare la meritevole iniziativa che sta portando avanti nelle scuole l’Associazione Italia Nostra locale, con il Presidente Gabriella Valentini e i suoi volontari, facendo conoscere ai più piccoli la storia e le radici del nostro paese, in molti casi sconosciute anche agli adulti. Oltre a questa lodevole iniziativa, la stessa associazione sta mettendo in campo idee, progetti e proposte elaborate da un gruppo di lavoro partecipato da giovanissimi professionisti e tanti associati ai quali l’entusiasmo e l’amore per la propria città non è mai venuta meno. A dover dare risposte e soprattutto a fornire soluzioni deve essere però in primo luogo la nuova classe dirigente politica che ha l’onore e l’onere di guidare la nostra meravigliosa Città Sant’Angelo.

Se potesse, cosa cambierebbe delle scelte che ha fatto durante la sua carica?

Forse l’errore più grande che ho fatto è stato quello di rinunciare alla candidatura alla Regione nel 2019. Per presentarmi, avrei dovuto dimettermi dalla carica di Sindaco sei mesi prima della fine del mio mandato. Non me la sono sentita. All’epoca c’erano in ballo progettazioni per parecchi milioni di euro tra opere da avviare e lavori in corso da ultimare. Se me ne fossi andato si sarebbe bloccato tutto. Sono rimasto al mio posto per amore di Città Sant’Angelo. Tra i progetti finanziati, per esempio, vi è la strada che collegherà i due ponti Saline e Piomba. Mi addolora vedere che, dopo quattro anni, ancora non si riesca a far partire i lavori. Oggi è difficile dire cosa avrei potuto fare di diverso e come avrei potuto agire in certe situazioni. Errori di valutazione ci sono stati, soprattutto a livello umano. E, assicuro, sono quelli che pesano maggiormente perché ci si sente tradito da persone a cui si è dato tanto; immagino comunque che questo rientri nel gioco delle parti e dipenda dalla stessa indole umana. Personalmente, ritengo di essermi sempre assunto le mie responsabilità. Sono sempre stato disposto a “metterci la faccia “, schierato in prima fila, non perché “uomo solo al comando “come qualcuno mi definiva ingiustamente ma come persona impegnata a servire la comunità con dedizione, onestà e passione.

Quest’anno ha visto il ritorno del carnevale di ‘Ndirucce dopo la pandemia. Tornerà anche Dall’Etna al Gran Sasso?

Il Carnevale è stata una bellissima manifestazione che ha messo in luce l’impegno delle persone che vi hanno partecipato. Paola Cerasano da tanto tempo riesce a coordinare i capi contrada e a dare vita a questo grandissimo evento; si è visto che la gente vuole tornare a divertirsi e sicuramente la voglia di riproporre Dall’Etna al Gran Sasso c’è. Sarebbe l’edizione n.17. Mi è tornato il desiderio di organizzare nuovamente un evento divenuto simbolo di Città Sant’Angelo. In mente ci sono anche tante idee nuove per arricchirlo ulteriormente; Ma, insieme alla voglia di fare, è presente un certo timore per i notevoli costi e le responsabilità. Conto molto sulla collaborazione con altre associazioni: La Confraternita Sant’Antonio di Padova con il suo Priore Umberto D’Alesio e tutti i suoi componenti, l’Associazione CIUSA di Graziano Romanelli (sarebbe bello tornare anche con le Magiche notti dei Mazzemarille) e Il Palio delle Contrade di Paola Ceresano, la Fondazione Nicola Polidoro con il Presidente Sergio Spinelli e il grande direttore artistico, il Maestro Alessandro Mazzocchetti; ed ancora le associazioni Gardenhazevents di Stefano Travaglini, Whiteland di Alessio D’Andreamatteo per nuovi eventi in location inusuali dedicati ai giovani. Tutto ciò però sarà possibile solo se si verificheranno quattro condizioni fondamentali: l’aiuto ed il sostegno degli sponsor, l’aiuto ed il sostegno dell’Amministrazione Comunale, l’aiuto dei volontari e la collaborazione, comprensione, pazienza degli abitanti del centro storico, chiamati in quei nove giorni di festa a rinunce e sacrifice.

Cosa intende esattamente per “sostegno dell’Amministrazione Comunale”?

Senza la vicinanza dell’Amministrazione Comunale è praticamente impossibile realizzare una manifestazione della portata di Dall’Etna al Gran Sasso. Occorre che ci sia la collaborazione e la vicinanza della parte politica, dal Sindaco a tutti gli altri rappresentanti (maggioranza e opposizione); è necessario l’aiuto dei dirigenti, degli impiegati, degli operai comunali e della Polizia Locale.

Cosa ha da dire riguardo “il sostegno degli sponsor”?

Come detto in precedenza, l’apporto economico degli sponsor è fondamentale. L’auspicio è che gli sponsor storici rinnovino il loro sostegno alla manifestazione e che altri vogliano entrare a far parte di questa grande famiglia. Città Sant’Angelo deve molto a “Dall’Etna al Gran Sasso”. La manifestazione ha contribuito a fare conoscere le bellezze del centro storico; ha at tirato molti turisti ed anche tantissime coppie desiderose di fissare nel Chiostro comunale o in Collegiata il giorno del matrimonio.

Concludiamo il nostro incontro con un pizzico di nostalgia, ricordando i viaggi d’istruzione in Sicilia con lui stesso presente sull’autobus accanto a docenti ed alunni e la Croce Angolana a sostegno per ogni evenienza di pronto intervento. In ogni fase della vita, anche la più buia, c’è sempre qualcosa di bello da ricordare per rischiarare l’animo. È tempo di guarire…

Rita Barbuto

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