Il Comune deve regolarizzare ben 45 anni di contributi ai suoi ex sei dipendenti comunali che non vennero mai stabilizzati, nonostante un concorso vinto. Sul versamento dei contributi, infatti, nonostante le sentenze di condanna dell’ente da parte del giudice del lavoro di Pescara fra il 2014 ed il 2015, si era aperta un’altra vertenza con l’Istituto di Previdenza Sociale che si è conclusa a fine 2019 con l’accoglimento da parte dell’INPS dei ricorsi dei lavoratori seguiti dall’avvocato Federico Bianchi . I sei dipendenti hanno vinto il concorso e sono stati regolarmente assunti dal Comune di Penne con contratto part-time a tempo determinato dal 2007 al 2010.

Una delle partecipanti alla prove selettive (assunta solo successivamente per lo scorrimento della graduatoria) presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Pescara per presunte irregolarità e il relativo procedimento penale si concludeva nel 2016 con l’assoluzione, tra gli altri, anche dei sei dipendenti con formula piena (il fatto non sussiste). La vertenza con il Comune di Penne riguarda il periodo pregresso (rapporti di lavoro dal 1988 al 2007) per il quale i sei dipendenti avevano prestato attività lavorativa all’interno del Comune di Penne per il tramite della cooperativa Centro Servizi Aziendali che aveva stipulato con l’ente vestino numerose convenzioni che si sono succedute nel tempo.

Le transazioni che risultano oggetto di attenzione da parte della corte dei Conti sono intervenute solo a seguito di sei sentenze che hanno visto il Comune di Penne soccombere dinanzi al tribunale di Pescara, sezione lavoro. Nel dettaglio, i sei impiegati avevano tutti iniziato a lavorare per il Comune di Penne tramite la cooperativa Centro Servizi Aziendali  (alcuni già nel lontano 1988) e poi, a seguito di concorso (valutazione dei titoli e colloquio orale) con delibera della giunta municipale del Comune di Penne n. 164 del 7 settembre 2007, venivano autorizzate le assunzioni a tempo determinato part-time. Vennero, quindi, tutti regolarmente assunti con contratto di lavoro a tempo determinato dal 2007 sino al 2010.  Nel frattempo, una delle partecipanti alla predetta selezione presentava un esposto alla procura di Pescara a seguito del quale si è  aperto il procedimento penale che si è concluso con sentenza del 13 giungo 2016  del tribunale penale di Pescara in composizione collegiale con la quale venivano tutti assolti con formula  piena (il fatto non sussiste).

Allo scadere del contratto di lavoro con il Comune di Penne (era il 2010), avendo maturato i requisiti richiesti dalla legge, avevano chiesto la stabilizzazione. L’ente locale vestino non riteneva di dover stabilizzare i lavoratori: una valutazione discrezionale molto probabilmente condizionata dal processo penale che vedeva all’epoca imputato lo stesso sindaco Donato Di Marcoberardino, anche lui assolto con formula piena. I dipendenti quindi aprirono una vertenza avente ad oggetto il loro rapporto pregresso ricorrendo così  alla magistratura del lavoro del tribunale di Pescara. 

Le sentenze arrivarono tra il 2014 e il 2015 e videro accogliere in toto le richieste dei lavoratori, compresa la regolarizzazione contributiva. Il Comune fu condannato ad un esborso di euro 313.191,37 oltre interessi con decorrenza di legge e a regolarizzare circa 45 anni di contributi. Sulla sorte capitale vi furono sei transazioni che ne prevedevano il pagamento rateale di cui si sta facendo carico l’attuale amministrazione, e toccherà anche alla prossima completare i versamenti.

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