L’hanno trovato con la testa riversa sul pavimento, morto da almeno una settimana: un malore lo ha colpito. Un altro dramma della solitudine. Stavolta a Penne, nel cuore del centro storico, a poche decine di metri dal duomo. Da alcuni giorni non lo vedevano più in giro. Una circostanza che aveva iniziato a preoccupare vicini di casa e conoscenti, fino alla decisione di verificare cosa fosse accaduto all’88enne. Hanno bussato più volte, ma dall’abitazione di Dario Di Nicola non è arrivato alcun segnale.
Un cattivo odore, legato alla decomposizione del cadavere, ha cominciato a farsi sentire. A quel punto è scattata la chiamata al numero unico di emergenza 112. Poco dopo, nell’abitazione sono arrivati i vigili del Fuoco di Penne e i carabinieri della locale compagnia. Quindi, i vigili urbani e il personale del 118. È stata così fatta la drammatica scoperta: l’anziano era morto da alcuni giorni, forse una settimana.
Secondo i primi accertamenti, il decesso potrebbe essere riconducibile a un malore. Gli stessi sanitari della Asl hanno confermato la circostanza. La procura della Repubblica di Pescara ha già dato la propria autorizzazione alla sepoltura.
Una vicenda che riporta drammaticamente al tema della solitudine degli anziani e di quanto possa essere difficile, soprattutto per chi vive da solo, accorgersi tempestivamente di una situazione di emergenza. Una tragedia della solitudine, nel senso più concreto e doloroso del termine. Era un appassionato di montagna e di funghi, in gioventù aveva giocato al calcio ed aveva gestito con la famiglia, decenni addietro, una trattoria, “Le quattro scale” in piazzetta. Chi vuole ricordarlo è Guido Colangelo, conosciutissimo allenatore del Penne calcio.
“Quella trattoria era casa nostra. Ci andavamo a pranzo prima delle partite casalinghe. Dario aveva giocato anni prima, era una persona silenziosa e molto educata. E quando si arrabbiava erano guai: lanciava i piatti contro il muro!”, sorride Colangelo. “Io volevo silenzio, lui faceva volare i piatti: erano momenti grotteschi. Sono sinceramente dispiaciuto della sua brutta fine”. Da San Benedetto del Tronto, Felice Liberati ex portiere biancorosso degli anni d’oro, si aggiunge alle parole di Colangelo. “Direi che sono molto triste, ripensando a quei giorni in cui eravamo giovani e protagonisti di tanti episodi goliardici. Il tempo passa purtroppo e le situazioni cambiano. Dario era un personaggio a modo suo”.

Severo e Colangelo

Liberati

















