di Nicole Gentile
Un mese fa l’intera comunità si è stretta nel dolore per l’ultimo saluto al prof. Di Marzio, uomo dalla cultura raffinata e dall’animo profondamente gentile, capace di scorgere la bellezza in ogni circostanza. Le sue lezioni, mai confinate ai soli programmi scolastici, si sono trasformate in autentici insegnamenti di vita che oggi restano scolpiti nella memoria di chi ha avuto il privilegio di ascoltarlo.
La sua scomparsa improvvisa ha lasciato un vuoto profondo e un senso di incredulità. Proprio per colmare questo silenzio, nasce questo spazio: una bacheca della memoria destinata a raccogliere pensieri, testimonianze e piccoli frammenti di vita quotidiana trascorsi al suo fianco. Una collezione di ricordi per cristallizzare tutto il bene che l’amato professore, docente di storia e filosofia, ha lasciato nella sua comunità studentesca.
«La perdita del professor Di Marzio è stata per la scuola un’esperienza tristissima perché si è trattata di una morte in attesa e prematura. […]Io del professor Di Marzio ricordo gli anni della scuola superiore, eravamo non compagni di classe ma frequentavamo entrambi il liceo classico di Chieti e ho il ricordo di questo ragazzo alto, magro, con i capelli neri e ricci e con una falcata abbondante che si muoveva lungo i corridoi della scuola.
Poi naturalmente ci siamo persi, ognuno di noi ha avuto un percorso diverso e ci siamo ritrovati qua aPenne quando sono arrivata 12 anni fa come dirigente. È stato lui stesso a venire da me, a presentarsi e a ricordarmi perché io francamente non lo avevo riconosciuto. In questi anni il professore è stato sempre molto disponibile, non solo con i ragazzi, ma anche con i colleghi, che infatti hanno manifestato questo senso di vuoto e di abbandono, perché per molti di loro il professor Di Marzio era un riferimento durante i consigli di classe.
Era una persona disponibile anche con me. Quello che voglio ricordare è che ogni volta che c’era qualche problema, qualche situazione da risolvere, il professore si affacciava sempre alla porta della presidenza, e mi diceva ‘preside, per qualunque cosa io ci sono, conti su di me’.Tante volte quando c’erano delle situazioni da risolvere, lui cercava di intervenire prima che dovessi occuparmene io. Io di questa cosa la ringrazierò sempre. Cercheremo di onorare in tutti i modi possibili la sua memoria, non solo in questo periodo, ma anche in futuro.»
Il dirigente scolastico E. dell’Oso
«Il mio ricordo personale è legato ai tanti momenti di confronto su ciò che accadeva a scuola, al suo sincero interessarsi al mio lavoro e, soprattutto, alle conversazioni condivise sulle difficoltà e sui bisogni degli studenti più fragili, verso i quali nutriva un’attenzione vera e instancabile. Risuona ancora in me quella sua voce inconfondibile, che talvolta rimproveravo con affetto perché disturbava le lezioni delle altre classi, ma che era anche espressione della sua presenza viva e partecipe. Ricordo il suo modo sempre gentile e garbato di rivolgersi agli studenti e a tutto il personale, così come il suo essere un inguaribile ritardatario che, negli ultimi tempi, era diventato motivo di preoccupazione. Negli ultimi mesi, segnati dalle difficoltà di salute, quella preoccupazione si era fatta più intensa, fino agli ultimi giorni di assenza e a quell’ultimo messaggio audio, in cui mi diceva di sperare di tornare presto. E poi quelle parole finali, inaspettate, che oggi custodisco con commozione: ‘saluta tutti’. In esse c’è tutto il senso della persona che è stata: profondamente legato alla sua comunità, attento agli altri fino all’ultimo, capace di lasciare un segno autentico e duraturo nei cuori di chi lo ha conosciuto.»
La Vicepreside T. Malatesta
«Ho avuto il professore Di Marzio nel mio primo anno di liceo e per me è stato un insegnante molto importante in un periodo in cui non era tutto semplice. Lui ha sempre cercato di sostenermi e di spronarmi a non abbattermi e ad andare avanti. Ricordo la sua capacità di incoraggiare gli studenti e di farci sentire compresi. Anche negli anni successivi, quando non è stato più il mio professore, ogni volta che ci incontravamo a scuola ci fermavamo sempre a scambiare due parole. Era una persona umile, gentile e con un cuore grande. Porterò sempre con me il ricordo di un uomo buono e di un insegnante che sapeva davvero prendersi cura dei suoi studenti».
Nicole Gentile 5D
«L’eredità di un maestro. Trovo arduo, quasi impossibile, affidare alle parole la descrizione esaustiva di un docente e di un uomo di tale levatura. Al Professor Di Marzio devo un debito di gratitudine inestimabile, che abbraccia tanto la sfera didattica quanto quella personale ed emotiva. Il suo approccio unico e magnetico alla filosofia ha saputo accendere in me una passione tale da indirizzare il mio percorso verso gli studi accademici. Con la sua scomparsa, perdiamo una figura singolare, una mente geniale unita a una profonda e calda umanità. Di lui resterà viva l’impronta di un vero Maestro, capace di trasmettere il sapere non solo alla mente, ma soprattutto al cuore.“Docere, delectare, movere.”».
Yuri Herrera ex 5F
«Ricordo gli anni passati con lui al liceo: 1997/2000,anni fantastici. Ricordo le sue bellissime lezioni di filosofia e i suoi racconti buffi! Perché lui non era un prof qualunque…lui era amico e confidente! Io, personalmente,ho avuto il privilegio di andare in gita scolastica una settimana in Grecia[…] Dopo anni,mio figlio ha avuto la fortuna di essere suo alunno…ed una mattina, in segreteria,l’ho incontrato: ci siamo salutati con un semplice ‘buongiorno’. Lui mi fissava ed io fissavo lui; poi con il suo grandissimo sorriso mi disse: ‘Buffetti…sezione D’. Scoppiammo a ridere e ci abbracciamo.[…] so con certezza che continuerà a parlare di filosofia dovunque lui sia».
Buffetti Grazia sezione D
«Quello che porterò sempre con me del prof Di Marzio è la leggerezza con cui ci insegnava ad affrontare ogni giornata. Una leggerezza che spesso a noi ragazzi manca, ma che lui riusciva a trasmetterci credendo sempre in noi e sostenendoci davanti a ogni difficoltà».
Greta Peretti 4A
«Al prof. Di Marzio, che con il suo essere anticonformista e la sua capacità di riflettere fuori dagli schemi mi ha fatto capire quanto sia bello essere padroni del proprio intelletto e quanto sia preziosa la libertà di essere autenticamente se stessi.»
Marta Faieta 4°
«Caro prof, […] ancora ricordo le sue lezioni: lei seduto su una qualunque sedia davanti la cattedra, in mezzo a noi alunni come stessimo facendo una chiacchierata tra amici. E soprattutto, se c’è una cosa che non potrò mai scordare che lei mi ha insegnato, è la dottrina delle anime di Platone. Se Platone avesse avuto ragione, la sua anima, quella di uomo filosofo, ha finalmente trovato pace; ma se avesse avuto torto, allora, forse ci incontreremo in un’altra vita, in altri corpi. In questo caso… Arrivederci prof.».
La sua per sempre alunna Chiara Benedetta Nicolini (anche da lei chiamata Benny), anni 2022-2025
«Professore, […] forse la filosofia, che lei amava così profondamente, ci ha insegnato che le idee e i pensieri continuano a vivere anche quando le persone non sono più accanto a noi. Lei non era soltanto un professore. Era qualcuno che credeva davvero in ciò che insegnava. Ogni lezione era più di una spiegazione, era un invito a pensare, a dubitare, a cercare risposte e, soprattutto, a non smettere mai di fare domande.
Si vedeva quanto amasse la filosofia. Ma si vedeva ancora di più quanto tenesse ai suoi studenti. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per aiutarci a capire, per incoraggiarci, per farci credere un po’ di più nelle nostre capacità. Non insegnava solo concetti o autori, insegnava a guardare il mondo con occhi più curiosi e più consapevoli.
Molte delle cose che ci ha detto continueranno a tornare nei nostri pensieri, magari nei momenti più inaspettati. Ed è forse questo il segno più grande di un vero insegnante, lasciare qualcosa che resta dentro le persone. Grazie per la passione, per la pazienza e per la fiducia che ha avuto nei suoi alunni. La sua lezione non è finita, continua ogni volta che qualcuno di noi si ferma a pensare un po’ più a fondo».
Valeria Bereza 3°
«Il Professor Di Marzio non era semplicemente un professore. Per me (e per molti di noi) era molto di più: era la persona che credeva in noi quando noi stessi facevamo fatica a farlo, aveva questa capacità rara di far sentire ogni studente apprezzato, motivato e sicuro di sé. Con lui le lezioni non si riducevano mai ad essere solo lezioni. Anche nei giorni più pesanti, quelli in cui andare a scuola sembrava la cosa più difficile del mondo, riusciva sempre a trovare il modo di alleggerire tutto e allora diventava sempre ‘oggi abbiamo di Marzio quindi vale la pena andare’.[…] Era la persona che dopo un brutto voto sapeva consolarti senza farti sentire mai sbagliato. Quella che quando eri triste trovava sempre il modo di tirarti su. La persona che quando dicevi ‘non ce la faccio professó’ rispondeva con la convinzione di chi vedeva in te qualcosa che tu ancora non riuscivi a vedere.
Ricordo i pomeriggi passati a prendere il caffè, parlando dei soliti problemi, della scuola e del futuro, come ricordo l’ultima volta che ci siamo visti a settembre per il solito caffè amaro, dove per salutare me e la terza cleopatride (in riferimento a come ci chiamava) ci portò una bottiglia di vino per festeggiare il nostro inizio all’Università. Ricorderò per sempre i suoi messaggi motivazionali prima dei miei primi esami e l’emozione e la felicità sincera nella sua voce quando, dopo, gli raccontavo com’erano andati. Per non parlare del suo sapere immenso che mi spingeva ogni volta a chiedermi come facesse a sapere così tanto e come riuscisse ad avere una risposta per ogni cosa. Tant’è che glielo dicevo spesso che avrei voluto essere come lui, avere quella stessa passione per il sapere. Sono grata di essermi potuta vivere 3 anni di Liceo con lui, per tutti gli insegnamenti, scolastici e non, che mi ha dato. […] porterò sempre con me il ricordo di qualcuno che ha creduto in me forse più di quanto io abbia mai fatto. Per questo, per me, resterà sempre il mio più grande sostenitore».
Giulia di Vincenzo
«Mi chiamo Agostino Pecorale 4F, volevo dire che mi dispiace tantissimo per questa notizia. Il prof di Marzio era una grande persona e ci riempiva sempre di sorrisi in classe. Non mi scorderò mai delle belle chiacchierate e giornate passate a stare con lui. Riposa in pace grande prof»
«Sul momento più bello ci hai lasciato, creandoci un vuoto dentro. Con lei la scuola non era solo un posto per apprendere ma era molto di più: una seconda casa un momento per confrontarsi e rasserenarci sempre con il suo sorriso, che mai avevamo pensato di dover salutare. Anche se è stato con noi solo pochi mesi è bastato per capire il grande uomo che eri e che continuerai ad essere nelle nostre menti e nei nostri cuori. È stato un onore e un piacere per tutti noi conoscerla e ricevere i suoi insegnamenti che mai dimenticheremo».
Buon viaggio prof, dalla 3°A
«Per me il caro professor Di Marzio è stato un grande professore, con un grande cuore, sempre pronto ad aiutare i suoi alunni, a sostenerli e ad ascoltarli. È una persona che mi ha insegnato che un docente è ben più di quello che fa: può essere veramente un sostegno, un amico nel momento del bisogno. È sempre stato presente, ci ha incoraggiato e ascoltato; ci faceva ridere volentieri e condivideva con noi le nostre emozioni. È stato davvero una grande persona e anche un personaggio fantastico. Avremo sempre un bellissimo ricordo di lui, e io in particolare conserverò sempre un bel ricordo del tempo trascorso insieme. Ci ha accompagnato in un meraviglioso percorso durante questi anni, a noi del 5° G, e siamo stati davvero molto felici di trascorrere il nostro tempo con lui. Ci ha lasciato tanti bei ricordi».
Gaia Armento – 5° G, a.s. 2024/2025
«Mi chiamo Pierluigi di Iorio e questa notizia mi ha stravolto. Per me il prof Attilio era un grande professore e un ottimo amico sempre pronto ad aiutare tutti quelli che avevano bisogno e ad ascoltarci. In classe era sempre sorridente anche quando non stava bene. Era sempre pronto a fare delle battutine per farci sorridere, e non mi scorderò mai tutte le volte che mi dicevi ‘Pierluigi stai attento con la moto, mi raccomando’. Ti voglio bene professore, grazie di tutto per quello che mi hai insegnato. Riposa in pace.»
«Professore, ho avuto la fortuna di conoscerla in terza superiore e porterò sempre con me il ricordo della sua disponibilità e della sua gentilezza. È stato un insegnante che ha sempre saputo aiutare e ascoltare i suoi studenti. Grazie per tutto quello che ha fatto per noi.»
Maria Vittoria di Fazio 4° A
«Quando ho conosciuto di Marzio, in terza superiore, lui in qualche modo mi conosceva già come “la sorella del Messer Procacci”. Con il tempo questo nome si è perso perché scelse di chiamarmi semplicemente “Cate”, ma ciò che è sempre rimasto, dal primo giorno in cui ci siamo visti, è stato il suo costante ricordarci di quanto potenziale avesse la nostra generazione. Il prof è stato uno dei pochi a darci la motivazione per andare avanti, anche quando tutto sembrava doversi fermare.»
Caterina Anna Procacci, 4° A
«Un professore dall’empatia innata verso noi studenti, una persona profondamente umana e carismatica, sempre con il sorriso, pronto a spiegare la sua amata filosofia.Sempre disponibile ad aiutarti, ascoltarti e a darti consigli frutto di lunghi anni di insegnamento; con lui i discorsi sembravano non finire mai. Sono onorata di averla conosciuta, caro professor di Marzio: lei non aveva bisogno di libri per spiegare, data la vastissima conoscenza che possedeva, e che cercava sempre di rendere le sue lezioni piacevoli, spesso anteponendo i nostri problemi alla sua spiegazione.Era, e rimarrà per sempre, una persona indimenticabile, che ha lasciato un segno profondo in tutti noi, non sarà mai dimenticato.»
Sara di Marcoberardino 4° A
«Il professor di Marzio è sempre stato un punto di riferimento per noi alunni, una figura rara nel contesto scolastico, sempre pronta ad aiutare, ascoltare e dare consigli. Dedicava tutto il suo tempo a noi ragazzi e il minimo che si possa fare è ringraziarlo per la sua empatia e per quella leggerezza che portava gioia a scuola. Oggi lo salutiamo con profonda gratitudine, sapendo che un professore così speciale non si dimentica mai. Grazie di tutto, professore.»
Caterina Belfiore 4°A
«Al prof. di Marzio, nel mio cuore profondamente grato per averlo conosciuto, rimarranno per sempre scolpite le sue lezioni uniche: spiegava i filosofi con una passione tale da sembrare che avesse vissuto le loro vite e riservava la stessa empatia anche a noi studenti. Con lui mi sono sentita finalmente capita e ascoltata, cosa per nulla scontata in un mondo pieno di persone che vedono ma non guardano veramente.»
Federica Colazilli 4° A
«Del caro prof di Marzio vorrei ricordare la sua grande ironia, oltre che la sua intelligenza. Si divertiva a dirmi che io fossi l’opposto di mio padre. Inventava battute e rideva… rideva spensierato senza porsi alcuno scrupolo, come un vero filosofo.»
Con grande ammirazione, dalla studentessa Silvia Delle Monache 4°A
«In questi giorni mi tornano in mente molti dei suoi ragionamenti. Diceva le cose come stavano, senza girarci intorno, e oggi capisco quanto avesse ragione. Un saluto a un grande prof di filosofia e di vita vera.»
Maturità 2022
«Caro professore, il giorno in cui l’ho conosciuta rimasi stupito da quell’uomo che mi parlava e riusciva, con le sue parole, a rassicurarmi all’inizio di un percorso complesso come quello del triennio, verso il suo amato esame di Stato. Abbiamo trascorso insieme due anni e purtroppo non sarà lei ad accompagnarci nell’ultimo anno di questo percorso passato insieme. Abbiamo condiviso tanto in questi anni, persino il nostro filosofo preferito, che non rivelerò per non sembrare troppo volgare.Ci ha insegnato molto, e non parlo solo di filosofia, ma soprattutto di come affrontare un percorso così complesso come quello del liceo. Riusciva a capirci soltanto guardandoci negli occhi, come quel lunedì mattina alla prima ora quando dopo averci guardato, appena entrato in classe, ha esordito con: ‘Cosa ci fate lì impalati, tutti al bar’. Questo era il prof di Marzio, una persona empatica che teneva a noi studenti più di qualsiasi altra cosa.»
Mattia Panico
«Al prof. di Marzio: lei è stato un maestro di vita prima che di scuola. Non la ricorderemo solo per le sue lezioni, ma per l’umanità con cui ci ha accompagnato. Grazie per averci reso persone migliori e per averci mostrato, con la sua gentilezza, che la vera sapienza risiede nell’anima. Sarà per sempre parte di noi.»
Alisia Facciolini
«Al professor di Marzio che ha sempre trasmesso la passione per la sua materia, non in maniera lineare bensì coinvolgendo alunni e non solo, uscendo fuori dagli schemi. Ci ha insegnato quanto sia importante avere un nostro pensiero critico su ciò che studiamo, insegnamenti rari che porteremo sempre con noi.»
Sofia Di Tonno
«Il ricordo del giorno in cui conobbi per la prima volta il professor di Marzio è scolpito nella mia memoria, segnato da un senso di ammirazione profonda per la sua straordinaria saggezza, che sapeva incantare tutti noi ragazzi. Per me il professore non è stato un semplice insegnante, ma un vero punto di riferimento, specialmente nei momenti difficili poiché lui aveva sempre le parole giuste, e spesso anche la soluzione. Grazie per avermi insegnato ad affrontare la vita con più serenità e leggerezza, senza mai rinunciare alla passione e alla dedizione. E in fondo me lo immagino già lì, il professore, a discutere di Naomi Campbell con Platone, cercando di convincerlo che la bellezza non è soltanto un’idea astratta.»
Leonardo Meschini
«Non dimenticherò mai quando ricevetti la sua telefonata, subito dopo l’esame di stato. Oltre a congratularsi per il mio intero percorso studentesco, mi disse di credere sempre in me stessa e di non dubitare mai delle mie scelte perché ‘Vale saprà sempre la risposta’ e, anche se a volte non ci credo nemmeno io, mi basta ricordare quelle parole per avere di nuovo la forza di andare avanti. Non fu mai solo un semplice professore, ma sarà sempre un grande insegnante, capace di trasmettere agli studenti la capacità di pensare, non come i filosofi, ma a riflettere da filosofi. Ci mancherà tanto, prof.»
Nicolini Valentina 2018-2020
«Una rara combinazione tra la profondità di un pensatore greco e la precisione di un orologiaio, specialmente quando si tratta di dare a ogni studente esattamente ciò che gli spetta. Grazie per tutto ciò che è stato, che è e che sarà. Per noi non è mai stato un semplice docente, ma una figura a cui aspirare, un esempio da seguire e, soprattutto, una fonte inesauribile da cui attingere sapere. Mi ha costantemente incoraggiata a spingermi oltre i miei limiti, insegnandomi a non accontentarmi mai della superficie delle cose. Grazie alla sua guida, sento di essere diventata una donna dotata di un intelletto critico, capace di pensare e ragionare con la propria testa e di rivendicare la propria indipendenza di pensiero. Mi ha dimostrato quanto sia fondamentale, quando si desidera davvero qualcosa, lottare per ottenerla, mantenendo sempre la discrezione e il rispetto verso il prossimo. Le sue lezioni sono state per me autentici momenti di evasione: uno spazio in cui accrescere il mio bagaglio culturale, innamorandomi della conoscenza e comprendendone il valore profondo. Si è sempre battuto per noi ragazzi, prendendosi cura di ognuno con dedizione. Per molti di noi è stato un ‘porto sicuro’; non solo un professore, ma un mentore e un amico, profondamente stimato e rispettato. Porterò sempre con me i suoi insegnamenti, con l’augurio, un giorno, di riuscire a incarnare almeno la metà degli ideali e della sapienza che lei rappresenta per me.»
Con profonda stima, “la Giorgia” (ex 5° F)
«Il professor di Marzio non è stato solo un insegnante, ma una presenza importante nelle nostre giornate, colui che, tramite le sue parole, riusciva a sollevare il morale di tutti. Era uno di quei professori che sapevano accorgersi quando qualcosa non andava, anche senza che venisse detto nulla. Bastava uno sguardo, una parola detta al momento giusto, una battuta per aiutarci in una giornata storta. Non si limitava a spiegare una lezione: riusciva ad andare oltre, chiedendoci delle nostre esperienze e raccontandoci anche delle sue. Si prendeva cura di noi, ascoltava, dava consigli e riusciva a percepire il genio dentro ognuno. Sono proprio quei piccoli momenti che oggi restano impressi più di tutto. Il suo ricordo continuerà a vivere in tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo.»
Grazie di tutto, Prof. Serena Passeri (ex 5°G)
«Caro Prof, di Lei mi resta il pensiero di una persona che porta felicità e spensieratezza, sempre pronto ad ascoltare i bisogni dei suoi studenti e a trasmettere la sua passione per la cultura. Dalla prima volta che l’ho incontrata , qualche mese fa, mi ha sempre incoraggiato a dare il mio meglio, a credere in me più di quanto ci credessi io. É sempre stato pronto a spendere per me una parola di sostegno e a riconoscere i miei traguardi con la sua ironia e il classico ‘signorina Frasca’. In classe si sentirà molto la mancanza di una persona come Lei ,sempre pronto a spendere un pensiero positivo. É proprio così ,con la sua solarità e positività che la voglio ricordare.»
Giulia 3°A
«Al prof di Marzio, professore di storia e filosofia: c’è chi quando se ne va lascia un segno dentro di noi che non svanisce mai. Lei lo ha fatto con tutti i suoi alunni e noi siamo grate per aver avuto la fortuna di conoscere il grande uomo che era e che sarà per sempre.»
Ciao prof, dalle ragazze del 4° F Angelica, Paola e Ilaria
«Prof. la ricorderemo sempre con stima e gratitudine. Ci ha insegnato la filosofia non solo come materia scolastica , ma come un modo di guardare il mondo e riuscire anche un po’ a sopravvivere con curiosità e con rispetto per il pensiero degli altri. E, proprio come nella filosofia che tanto amava, ha sempre scelto di stare dalla parte delle domande, del confronto e degli studenti insegnandoci il rispetto per l’altro. Nelle Sue lezioni non c’erano solo concetti da imparare, ma idee da mettere in discussione, pensieri da costruire e il coraggio di cercare la verità. Ci ha insegnato che pensare significa anche ascoltare, dubitare, comprendere. Ad oggi non frequentiamo più quelle aule e quei corridoi, ma la sua voce e i ricordi che abbiamo di lei vivranno sempre dentro di noi.»
Con affetto e stima, le ragazze del vecchio 5°G dell’anno 2022
Questo articolo non vuole essere solo un saluto, ma un modo per ricordarlo attraverso ciò che resterà sempre: i sorrisi, gli insegnamenti e i momenti condivisi tra i banchi di scuola. Perché alcune persone, anche quando non ci sono più, continuano a vivere nei ricordi di chi le ha incontrate lungo il proprio cammino. “Il giorno che temiamo come ultimo è soltanto il nostro compleanno per l’eternità.” Seneca

















