FP CGIL: “Importante vittoria giudiziaria in materia di ferie non godute”. Il comune di Penne condannato a risarcire l’ex dipendente Di Simone

Il Tribunale di Pescara – Sezione Lavoro, con sentenza n. 359 del 14 maggio 2026, ha condannato il Comune di Penne a corrispondere ad un proprio dipendente, assistito dall’Avv. Matteo Tresca, l’indennità sostitutiva delle ferie non godute al momento del collocamento a riposo (giugno 2022), pari a complessivi € 7.073,30, oltre rivalutazione monetaria, interessi legali e rimborso delle spese di giudizio. Quarantadue anni di servizio al Comune di Penne, in provincia di Pescara, e cento giorni di ferie mai godute. È questa, in sintesi, la vicenda del Geometra Enzo Di Simone (nella foto), dipendente dell’Area Tecnica comunale dal 1980 fino al pensionamento, avvenuto il 1° giugno 2022. Nell’autunno del 2021, a pochi mesi dalla quiescenza, Di Simone aveva chiesto di poter smaltire il monte ferie accumulato nel corso degli anni – ben 179 giorni. 

Il Comune, però, aveva risposto picche: troppo poco personale, necessità di garantire la continuità del servizio tecnico, passaggio di consegne da completare. Il risultato? Al momento del pensionamento, il geometra si è ritrovato con 88 giorni di ferie nel cassetto, senza poter né godere né monetizzare.  

“Prima di adire le vie legali – dichiara l’avvocato Matteo Tresca – Di Simone ha tentato in ogni modo di risolvere la questione in via bonaria. Nel dicembre 2022 aveva presentato formale istanza di monetizzazione al Comune, rimasta senza riscontro. Nell’ottobre 2023 aveva reiterato la richiesta, ottenendo ancora silenzio. Nel luglio 2024 ha inviato una formale lettera di diffida e messa in mora: solo allora il Comune ha risposto, agosto 2024, per rigettare nuovamente ogni pretesa. Un ulteriore tentativo è stato compiuto nell’ottobre 2024, con una PEC rimasta anch’essa senza risposta; e ancora nell’aprile 2025, con una richiesta di accesso agli atti volta a verificare se altri dipendenti comunali avessero ricevuto il pagamento delle ferie residue – pure questa ignorata dall’Amministrazione. Così Di Simone è stato costretto a rivolgersi al Tribunale, con un contenzioso che avrebbe potuto essere evitato”.

Di qui la battaglia legale portata avanti dal proprio legale, l’Avv. Matteo Tresca, conclusasi con la sentenza di accoglimento del ricorso proposto dal lavoratore. Il Tribunale, applicando i consolidati principi della Corte di Giustizia UE e della Corte di Cassazione (Cass. Civ., Sez. Lavoro, n. 13691 del 22.05.2025; Cass. Civ., Sez. Lavoro, n. 21781 dell’08.07.2022; Cass. Civ., Sez. Lavoro, n. 21780 dell’08.07.2022), ha riaffermato che l’onere di dimostrare di aver messo il lavoratore in condizione di fruire delle ferie grava esclusivamente sul datore di lavoro: in mancanza di tale prova, il dipendente ha diritto all’indennità sostitutiva. Nel caso specifico, l’Ente non aveva mai formalmente invitato il lavoratore a godere delle ferie né lo aveva avvisato del rischio di perdita del relativo diritto. 

La sentenza è ormai definitiva: la Cancelleria del Tribunale di Pescara ha certificato in data 8 luglio 2026 che non è stato depositato alcun atto di appello. Così conclude il rappresentante sindacale Massimo Di Giovanni: “Siamo soddisfatti per l’importante risultato ottenuto grazie all’azione sindacale e legale della CGIL di Pescara a tutela dei lavoratori. Un epilogo che solleva, tuttavia, una riflessione inevitabile: ci rammarichiamo del fatto che le risorse pubbliche impiegate per resistere in giudizio avrebbero potuto essere risparmiate con un semplice atto di buon senso amministrativo”. 

 

 

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This