Un’iniezione di fiducia e un’attenzione rinnovata per il futuro dell’alta sartoria abruzzese. Il polo produttivo di Brioni a Penne, che ha recentemente celebrato i suoi ottant’anni di storia, ha ricevuto ieri una visita di altissimo profilo: quella di Luca De Meo (nella foto), Amministratore Delegato del colosso del lusso Kering (che controlla il marchio dal 2012). Il manager, legato al territorio essendo originario di Pescara – città che lo ha insignito del “Ciattè d’Oro” nel 2021 – ha fatto il suo primo ingresso negli stabilimenti vestini.
È stato accolto da figure chiave del gruppo, tra cui l’AD di Brioni Federico Arrigoni, il direttore dello stabilimento Vittorio Quattrone e lo storico maestro artigiano Angelo Petrucci. De Meo ha subito messo in luce il valore dell’azienda. “Sono qui per comprendere a fondo la realtà. Questa è un’impresa dotata di una capacità tecnica e umana eccezionale. Il nostro obiettivo è riportarla al prestigio che merita”, ha dichiarato l’AD, che vede in Brioni un brand di eccellenza e, naturalmente, un vanto per la sua terra d’origine.
Il Sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, ha salutato l’evento con grande positività. Le espressioni di De Meo, incentrate sulla speranza e sull’importanza delle maestranze artigianali locali, sono state accolte con favore. “È un segnale potente di interesse verso Penne. Le sue parole ci infondono ottimismo sulla valorizzazione delle competenze della sartoria pennese”, ha commentato il primo cittadino.
La carriera di Luca De Meo è caratterizzata da sfide vinte in settori chiave. Laureato in Economia alla Bocconi, l’AD ha speso gran parte della sua vita professionale nel mondo automobilistico, dove è stato artefice, tra gli altri successi, della rinascita dell’iconica Fiat 500 nel 2007. Dopo aver ricoperto ruoli di vertice, lasciando Renault, è entrato in Kering lo scorso giugno, assumendo una posizione cruciale nel gruppo che detiene marchi globali come Gucci, Balenciaga, Bottega Veneta e Saint Laurent.
Oggi, sotto l’egida di Kering, Brioni sta riacquistando progressivamente il suo antico splendore, anche grazie al rilancio della sua scuola interna di alta sartoria “Nazareno Fonticoli”, che sta reintegrando giovani talenti nel processo produttivo.














