L’Abruzzo del futuro: innovazione, lavoro, export e competitività. La ricetta economica e la visione di Tiziana Magnacca

di Aldo di Fabrizio

 

Tiziana Magnacca, laurea in Giurisprudenza, avvocato, un lungo percorso amministrativo alla guida della città di San Salvo da Sindaco prima di approdare alla giunta regionale, con una solida esperienza nelle dinamiche istituzionali e una profonda conoscenza del tessuto produttivo regionale. Oggi detiene un pacchetto di deleghe decisivo per il futuro dell’Abruzzo: Sviluppo economico, Ricerca industriale e Lavoro. Attualmente ricopre la carica di Presidente del Consiglio comunale. Intensa attività nell’Associazione nazionale Comuni d’Italia (Anci) come consigliere nazionale, componente della Commissione nazionale Welfare, presidente della commissione Welfare e componente del Consiglio direttivo dell’Anci Abruzzo. Sotto la sua guida, la Regione ha sbloccato decine di milioni di euro per la ricerca, ristrutturato i Centri per l’Impiego, creato l’Agenzia Regionale del Lavoro, puntato con decisione sull’occupazione femminile e giovanile e tanto altro. Le chiediamo, approfittando della sua disponibilità, direttamente di illustrarci la rotta di questo cambiamento, fatto di sfide ambiziose e di numeri che raccontano un territorio vitale e in ottima salute.

Assessore, qual è la linea strategica delle politiche a supporto delle aziende abruzzesi?

«Stiamo costruendo e rafforzando politiche finalizzate a rendere ancora di più la Regione Abruzzo come la regione del manifatturiero italiano. Per molti versi veniamo equiparati al Nord-Est italiano sia per il numero di occupati in questo settore, sia per il Pil che riusciamo a produrre proprio in questo ambito. Le azioni messe in campo sono tese a rafforzare la capacità di creare le condizioni di una maggiore competitività delle aziende che già sono presenti in Abruzzo e mi riferisco ai temi caldi dell’automotive, dove ovviamente avere una Regione amica è fondamentale per convincere le proprietà estere a restare nel territorio. Ci siamo concentrati anche e molto sulle politiche volte ad attrarre nuovi investimenti. »

La ricerca è il principale motore della crescita e dello sviluppo di un territorio. L’avviso “Grande Ricerca” ha visto una grande partecipazione. Quali sono i risultati più importanti?

«Sono 230 riunite in 50 raggruppamenti le aziende beneficiarie dell’avviso Grande ricerca, promosso nell’ambito della programmazione FESR 2021-2027. I numeri dell’avviso più importante dell’intera programmazione FESR confermano il valore della programmazione predisposta dalla Regione Abruzzo in favore delle grandi imprese alle quali l’avviso ha messo a disposizione risorse economiche per 97 milioni di euro per finanziare la ricerca, l’innovazione tecnologica e favorire l’assunzione di personale specializzato nelle materie scientifiche dell’area STEM. I progetti finanziati stanno per essere avviati. Partito con una dotazione di 58 milioni di euro, di cui 8 destinati a finanziare l’assunzione di giovani ricercatori, l’avviso è destinato a sviluppare investimenti per oltre 150 milioni di euro con una indubbia ricaduta occupazionale sui territori di riferimento.

La qualità della progettualità delle aziende ci hanno spinto a decidere una importante iniezione di liquidità che ha portato l’avviso ad una dotazione di 97 milioni di euro anche in ragione delle partnership e del coinvolgimento di operatori nazionali che volgiamo portare a 115 milioni di euro attraverso lo scorrimento della graduatoria per la ricerca collaborativa, a fronte di una domanda complessiva di 280 milioni. In realtà gli avvisi fondamentali sono due: uno sulla ricerca, con progetti finanziati da 400.000 euro e uno sulla ricerca collaborativa per progetti fino a 5 milioni di euro. Parlare di ricerca e innovazione significa costruire le basi concrete per la crescita economica della nostra regione.»

Rimanendo in ambito FESR quali sono gli obiettivi specifici della transizione digitale contenuti nell’avviso “Digitalizzazione delle PMI” e tesi ad incrementare la competitività del sistema produttivo?

«È stato registrato un successo oltre le aspettative per l’avviso “Digitalizzazione delle PMI” finanziato con il programma FESR Abruzzo 2021-2027. Già nella prima giornata di apertura dello sportello telematico, il 21 settembre, abbiamo esaurito i fondi a disposizione di 10 milioni di euro, con una riserva aggiuntiva del 30 per cento, con circa mille domande. È la migliore risposta degli abruzzesi che hanno compreso la portata dell’avviso per una misura rivolta alle micro, piccole e medie imprese abruzzesi, comprese le ditte individuali e i liberi professionisti titolari di partita IVA, per favorire la competitività del tessuto produttivo abruzzese attraverso l’innovazione tecnologica. È stata raccolta la sfida per un sostegno strategico a innovare avendo colto l’obiettivo di accompagnare il sistema produttivo nel percorso di trasformazione digitale, sostenendo l’adozione di tecnologie in grado di contribuire alla crescita delle imprese e all’incremento del fatturato perché investendo nelle tecnologie si contribuisce a far crescere le micro, le piccole e medie imprese.

Gli uffici sono al lavoro per le verifiche previste dall’avviso e a breve pubblicato l’elenco aggiornato delle istanze presentate nel primo giorno. Le imprese hanno avuto circa due mesi per prepararsi, accompagnate da incontri informativi capillari svolti dalla Regione. Con questa misura finanziamo beni materiali (hardware, impianti, apparecchiature), beni immateriali (software, brevetti, licenze, know-how) e consulenze specialistiche su cybersecurity, cloud, intelligenza artificiale ed e-commerce. I beni materiali vengono ammessi se funzionali a implementare processi innovativi capaci di ridurre tempi e costi, per posizionare sul mercato prodotti e servizi abruzzesi di maggiore qualità ed a costi inferiori. Sono state assegnate delle premialità per le imprese artigiane, localizzate nelle aree interne e con certificazioni di qualità ambientali.»

 

 

Sono circolate indiscrezioni su un nuovo avviso per la competitività delle PMI. Può confermarcelo?

«Sì, lo confermo. Grazie al recupero delle risorse del precedente avviso del 2023 “Intervento 1.3.1.1 Sostegno agli investimenti produttivi finalizzati all’innovazione delle Imprese” pubblicheremo a breve un nuovo bando destinato alla competitività delle nostre PMI, per un importo di circa 10 milioni di euro.»

Spostandoci sul versante del Fondo Sociale Europeo (FSE), quali interventi avete attivato per contrastare il mismatchtra domanda e offerta di lavoro e creare occupazione di qualità?

«Abbiamo messo a terra quasi 13 milioni di euro in incentivi all’assunzione dedicati sia ai giovani fino ai 35 anni sia alla fascia 36-65 anni. Viene incentivata sia la stipula di contratti a tempo determinato, sia a tempo indeterminato (incluso l’apprendistato) e, cosa molto importante, le trasformazioni. L’obiettivo è di promuovere contratti di lavoro regolari, un lavoro di qualità e trasformare i contratti in essere a tempo determinato in contratti stabili a tempo indeterminato. »

Sono stati i risultati del 2024 a spingere la Regione a proseguire l’attività avviata?

«L’esperienza pregressa del 2024 evidenzia un trend di crescita della stabilità occupazionale.In particolare, tramite i bandi regionali per gli incentivi alle assunzioni (finanziati dal fondo FSE), su un totale di 2.067 rapporti di lavoro perfezionati nel periodo, ben 1.979 sono stati contratti a tempo indeterminato, a fronte di soli 178 contratti a tempo determinato. Questo significa che, grazie alle misure messe in campo, circa 11 contratti su 12 complessivi (oltre il 95%) sono stati a tempo indeterminato, superando di gran lunga la proporzione generica di un rapporto stabile ogni tre contratti totali che si riscontra, invece, nelle normali e non incentivate attivazioni di mercato.»

Nelle misure attuali quali sono le priorità presenti negli avvisi?

«Si incentivano in misura maggiore le assunzioni delle donne per favorire il loro ingresso sul mercato: per i contratti a tempo indeterminato si erogano 10.000 euro di incentivo (8.000 per gli uomini). Per i contratti a tempo determinato 5.000 euro per le donne e 4.000 euro per gli uomini. C’è anche una piccola misura di 250.000 euro che va a finanziare anche i tirocini extra-curriculari per le donne che escono da percorsi di violenza di genere. E’ stato pubblicato anche un avviso denominato “Dote Giovani” con il quale si stimolano le imprese a rilevare il proprio fabbisogno di competenze e di professionalità e con l’aiuto di un organismo di formazione (che può essere anche una università) e con al centro un’intermediazione pubblica del Centro per l’Impiego per reperire ragazzi che hanno una profilazione adeguata e formarli per soddisfare i fabbisogni delle imprese al fine di ridurre il più possibile la vera criticità del mercato del lavoro in Italia: il mismatch ovvero la difficoltà di far incontrare la richiesta di lavoro con l’offerta.

Spesso le imprese hanno bisogno di figure che non sono presenti sul mercato del lavoro, come ingegneri, esperti di logistica, ecc. Uscirà a brevissimo un avviso pubblico per i tirocini extra-curriculari con il quale la Regione Abruzzo riconoscerà 800 euro al soggetto ospitante che li girerà al tirocinante, totalmente finanziata con risorse pubbliche. L’obiettivo è una sorta di formazione on the job dal momento che il tirocinio è un contratto a causa mista (formazione e contratto di lavoro subordinato). E’ una misura di oltre 13 milioni di euro per creare posti di lavoro adeguati al mercato del lavoro attuale. I fondi non afferiscono al programma GOL ma derivano da risorse aggiuntive recuperate dalla Regione Abruzzo da un fondo del 2015, riprogrammato nel 2021, portato in Conferenza Stato-Regioni in un circuito in cui è coinvolto l’INPS. Non sono risorse PNRR ma risorse aggiuntive. »

 

 

Che fine farà il Programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori)?

«Ad oggi il Programma GOL terminerà al 31/12 solo per le attività in corso al 30 giugno. Il ministero potrebbe prorogare la misura ma non con le risorse del PNRR.»

Sono stati pianificati anche altri interventi?

«Sono state presentate schede all’Autorità di Gestione unica FESR-FSE per 3 milioni di euro di FESR per la formazione dei manager. E’ presente una pianificazione di quasi 1 milione di euro per finanziare i percorsi di certificazioni di qualità. Sono schede che devono essere ancora approvate nei prossimi mesi. Sarà emanato un ulteriore avviso di formazione destinato ai ragazzi che vogliono scegliersi la formazione da effettuare (sono dei voucher). C’è grande fermento nel Dipartimento del Lavoro e delle Attività Produttive.»

Nel futuro prossimo sarà replicato il Voucher per gli interessi sui prestiti?

«Ci stiamo lavorando ed al momento stiamo cercando di reperire risorse aggiuntive. La misura è nata per ridurre l’impatto degli interessi passivi sui finanziamenti bancari concessi alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) e ai liberi professionisti del territorio e la gestione è stata affidata alla FIRA.»

In seguito al successo dell’avviso“Micro Prestito” emanato e gestito dalla FIRA gli utenti ci chiedono se sarà esteso alle imprese esistenti?

«Purtroppo non sarà possibile dal momento che gli 8 milioni di euro utilizzati provengono dal FSE che è finalizzato alla creazione di nuovo lavoro. E’ destinato ai disoccupati che vogliono autoimpiegarsi.»

L’esperienza della ZES e la proposta della Zona Franca Doganale rappresentano azioni altrettanto importanti. Può aggiornarci in merito?

«La ZES unica è ripartita con una marcia in più rispetto al periodo di interregno. Con la ZES unica sono stati finanziati interventi importantissimi: nella zona della Provincia di Chieti l’ampliamento ad Ortona dello stabilimento produttivo della Molino e del Pastificio De Cecco Spa e l’insediamento di un nuovo sito produttivo legato alla cantieristica e alla nautica di lusso da parte di Palumbo Superyachts. In Val di Sangro la Irplast (74 milioni di euro) di Atessa per una nuova linea produttiva di film in polipropileneè stata in ordine di tempo la seconda autorizzazione in tutto il territorio di tutta la ZES unica. Siamo tra i primi ad averla utilizzata. La Zona Doganale Franca è un mio obiettivo per capire, attraverso un’analisi, se c’è spazio in Abruzzo. Poi lavoreremo in affiancamento alla ZES unica per portare a casa anche questo strumento per aumentare l’attrattività, la capacità di competere e di interpretare l’economia moderna che si muove tantissimo attraverso il mare ed i porti. La nostra economia regionale ha una forte vocazione per l’export e la Zona Doganale Franca potrebbe essere interessante per le nostre imprese.»

I numeri del Rapporto SVIMEZ indicano che la disoccupazione, in particolare quella femminile e giovanile, è diminuita, l’occupazione è aumentata. Le misure della Regione Abruzzo hanno interessato anche i Centri per l’Impiego e la futura Agenzia regionale per il Lavoro. Le chiedo di approfondire questi ultimi due punti

«L’Abruzzo cresce rispetto ad altre regioni italiane che, invece, faticano. La performance positivadell’Abruzzo viene confermata dalle stime dallo Svimez per il 2025 che vedono per la nostra regione una crescita del prodotto interno lordo dell’1,9 per cento. E’ il secondo valore assoluto migliore in Italia dopo il Lazio. Dato che ha trovato sostegno grazie al comparto industriale (+1,35), con una forte spinta sostenuta dalle attività delle costruzioni (+21,9%) e dal settore agricoltura (7,1%). Numeri che comportano una variazione di crescita nel periodo 2022/2025 dell’11,8 per cento. L’indice positivo della crescita abruzzese posiziona la nostra regione ai vertici delle classifiche nazionali, dimostrando la capacità del territorio di trasformare le risorse in opportunità di crescita e sviluppo. L’Abruzzo che si conferma una regione che costruisce il suo futuro contribuendo a mantenere il Pil nazionale grazie al dinamismo delle imprese. La diretta conseguenza, come dimostrano i dati Istat, una maggiore occupazione e la conseguente diminuzione della disoccupazione. Stime per il 2025 del Pilcon un tasso di crescita maggiore a fronte 0,5% del nord e di una media nazionale dell’0,7%. Conforta il dato del comparto industriale che pur con il suo dato positivo 1,35% dimostra la vitalità di un settore che ci auguriamo possa continuare a crescere.

E’ stato realizzato un Piano di potenziamento che ha l’ambizione di rimettere al centro del mondo del lavoro i Centri per l’impiego con nuovi servizi e nuove funzionalità. È un processo partito nel 2020 che ha fatto registrare alti e bassi anche a causa di eventi esterni alla nostra volontà, ma che negli ultimi anni ha visto una decisa accelerazione che ci permettedi garantire all’utenza una presenza costante sul territorio, di ampliare il bouquet di servizi a disposizione di lavoratori, giovani e disoccupati. Il Piano di potenziamento, che ha potuto contare su una dotazione di 23 milioni di euro, si è mosso su cinque direttrici principali: nuove sedi e ristrutturazione di quelle esistenti, potenziamento delle risorse umane con nuove assunzioni, formazione degli operatori dei Centri per l’impiego in ragione anche delle nuove funzionalità del Centri stessi, nuovi sistemi informativi e Osservatorio del mercato del lavoro aperto a tutti. E’ soprattutto un intervento che rinnova tutto l’impianto dei Centri per l’impiego a cominciare dalle nuove cinque sedi che abbiamo acquistato nei capoluoghi di provincia e a Ortona, per arrivare a nuovi arredi che fanno riferimento ad un unico layout in grado di creare riconoscibilità presso l’utenza.

E’ stata rinnovata anche la parte informatica hardware e software in modo da agevolare il lavoro degli operatori del mercato del lavoro nell’erogazione dei servizi all’utenza. Sono stati reingegnerizzati i nuovi sistemi informativi sia sul fronte della raccolta dati sia sul fronte dell’analisi dell’andamento del mercato del lavoro in modo da rimanere aggiornati e programmare politiche attive più rispondenti alle esigenze reali ed infine un intervento che dà trasparenza al mercato del lavoro creando l’Osservatorio del mercato del lavoro che sarà fruibile anche all’esterno. I giovani e le imprese potranno recarsi pressoi nuovi Centri per l’impiego sui quali potranno contare per avviare percorsi di formazione, per migliorare le competenze acquisite o rafforzare quelle in essere. Si troveranno di fronte personale competente in grado di dare il giusto supporto alle imprese alla ricerca di personale. Il tutto all’interno della nuova Agenzia Regionale per il Lavoro (ARAL – Agenzia Regionale Abruzzo Lavoro) che abbiamo portato a casa e che vede i primi passi di implementazione.»

L’approccio al governo dell’economia della Regione Abruzzo richiama le parole dell’economista e sociologo Joseph Schumpeter: “L’innovazione è la chiave dello sviluppo economico e gli imprenditori sono i vettori del cambiamento”. Un cambiamento che l’Abruzzo sta provando a guidare, affiancando alle idee del tessuto produttivo la forza di politiche pubbliche mirate e tempestive.

 

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