A Loreto crisi in giunta: il sindaco ritira le deleghe

TRATTO DAL SITO PRIMADANOI.IT – Il sindaco infuriato dopo la plateale uscita dal consiglio comunale di ieri sera di quattro assessori ha ritirato le deleghe ed ora si va verso il rimpasto.
Tutto normale si direbbe fin qui, anche se dalla nuova amministrazione Pd forse in molti si attendevano qualcosa di più.

 

Solo poche settimane fa era stata Rifondazione comunista ad annunciare la rottura con la maggioranza poiché sarebbero stati traditii patti elettorali. L’assessorato all’urbanistica spettava infatti ad Rc ma la delega non è arrivata.
Ora i problemi aumentano perché dietro gli screzi della maggioranza ci sarebbe di più.
Ed è una vera e propria guerra aperta che il primo cittadini lancia nei confronti dei suoi ex assessori rei di chiedere da settimane «due assunzioni in comune».
Clientelismo, raccomandazioni, spintarelle o cos’altro?
Il siundaco non ci sta e sputa il rospo e dice:«la gente deve sapere».
Ieri il Consiglio Comunale che si è inceppato nel momento in cui bisognava discutere l’ultimo punto all’ordine del giorno: una normale pratica urbanistica.
Ad un tratto l'assessore nonché vice sindaco Moreno Sablone (PD), gli assessori Franco Bottini (PD) e Domenico Donatelli (IDV), nonché i consiglieri comunali di maggioranza Recanati e Niccolò e quelli dell'opposizione, hanno abbandonato l'aula ed hanno fatto venir meno il numero legale senza motivare il gesto.
«L'estrema gravità di tale comportamento», dice oggi Giovanetti, «è dimostrazione di totale assenza di responsabilità degli assessori e consiglieri di maggioranza. Ma la cosa più grave è che non vi sono alla base motivazioni valide che siano giuridiche o politiche».
Ne è convinto il primo cittadino che poi aggiunge:«i cittadini devono sapere quali sono le vere ragioni che hanno portato i componenti della giunta ed i consiglieri di maggioranza ad abbandonare l'aula. A distanza di poco più di tre mesi dall'insediamento, mi trovo a dover far fronte quotidianamente alle pressanti richieste di due assunzioni cui dovrebbe procedere il Comune, atteggiamenti tipici dei vecchi modi di fare politica che paralizzano l'attività amministrativa».
Insomma assunzioni clientelari, sembrerebbe, su pressioni dei nuovi amministratori anche se non si capisce perché anche alcuni componenti della minoranza abbiano abbandonato l’aula.
«Ritengo che qualsiasi assunzione», ha spiegato il sindaco, «alla luce della ereditata e pesante situazione finanziaria nella quale versa il Comune, debba passare attraverso una attenta e puntuale verifica dei capitoli di bilancio. Sono convinto che l'amministrazione comunale dovrebbe occuparsi dei veri problemi oggi sul tappeto -piano sociale, variante PRG ed altro- che interessano tutta la cittadinanza».
Il sindaco si dice convinto che bisogna «proseguire sulla strada della trasparenza già intrapresa, non accettando pressioni, condizionamenti o “giochi” di sorta».
Così dopo quanto avvenuto ieri sono state ritirate le deleghe alle funzioni precedentemente conferite agli Assessori Sablone, Bottini, Donatelli e Di Fermo.
Ed ora ci sarà il necessario chiarimento politico ed amministrativo. Ma è già crisi.

 

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