LORETO APRUTINO: LA LISTA 20/30 COME ARRIVERÀ AL 20/28?
I possibili scenari per la prossima campagna elettorale

Una riunione tra i Sindaco Renato Mariotti ed i componenti della sua giunta, secondo quanto ci è stato riferito, avrebbe gettato sul tavolo tutti i malumori di una compagine che sta discutendo al suo interno se la Lista 20/30 continui a conservare l’onore politico di ripresentarsi alle prossime elezioni. Ufficiosamente una richiesta alla cautela al sindaco Renato Mariotti del quale qualcuno vorrebbe l’impegno scritto a non ricandidarsi. Del resto che Mariotti avesse qualche problema con i suoi già lo avevamo assodato. La rottura con i Custodes Laureti è stato il primo sintomo del malessere: quel centro storico dimenticato e lasciato all’incuria non deve aver fatto piacere a chi, da sempre, si è dedicato all’attività produttiva legandola ai valori storici, architettonici ed artistici dell’antico borgo. Una ingenuità, la loro, aver addirittura, creduto alla candidatura di Loreto Aprutino come Capitale Italiana della Cultura o che bastasse organizzare qualche festa per ridare linfa alla comunità. Custodes Laureti a parte, il vero problema, dicevamo, Mariotti ce l’ha con i suoi assessori, a parte i fedelissimi Luca Pellegrini e Roberta Legnini.
Alcuni lamentano l’atteggiamento del Sindaco che, al gioco di squadra, preferisce mantenere la palla e andare dritto in porta, senza fare goal. Del resto il primo amore non si scorda mai e considerato che c’è anche un Museo dei palloni come scorta, il timore di troppi tiri lanciati a vuoto si fa concreto. Ci dicono poi che, una certa “facilità” con la quale Mariotti promette ai cittadini soluzioni – non praticabili e disattese- stia diventando occasione di imbarazzo nei confronti del proprio pacchetto di elettori. Manca poco alle prossime elezioni ed è troppo poco “per dimenticare di essere stati presi per il sedere”(cit. La città vecchia).

In tre anni di legislatura Mariotti è riuscito anche nel risultato di rendere unanime il malcontento tra impiegati e dirigenti, peccando forse di una gestione dell’ente caratterizzata da una marcata tendenza all’accentramento. Lì dove servirebbe la capacità di raccordare gli obiettivi politici con l’ascolto e la valorizzazione della macchina burocratica, senza sgradevoli ingerenze.
C’è poi l’inseparabile capitolo della comunicazione: preso dalla brama del “posto ergo sum” il Sindaco condivide con il popolo dei follower ogni momento della sua esistenza: matrimoni, funerali, feste di piazza, inaugurazioni, gite turistiche, tagli di siepi, sfilate, colate di cemento, posa di transenne, balli, pulizia dei giardini, raccolta delle cicche. Tentando di rendere straordinario ciò che è ordinario e doveroso. Con un togli e metti della fascia tricolore che fa un po’ pensare a quando, nei circhi più piccoli, il bigliettaio era anche il domatore di leoni, il trapezista e poi te lo ritrovavi a vendere i pop-corn o a fare lo zucchero filato. Che potrebbe anche essere positivo se non fosse che il racconto social del nostro primo cittadino non corrisponda alla realtà delle cose. Quelle importanti. In primo luogo una crisi del settore commerciale che è quasi catastrofica: a Loreto non c’è più un forno, non c’è un’edicola, i piccoli negozi affannano e da poco ha chiuso una merceria storica alla quale nessuno ha pensato di dare un saluto speciale visto che ha operato per almeno 50 anni.

In secondo luogo il non decoro del paese, diffuso, cresciuto ormai come territorio a quattro teste: centro storico, piazza, cappuccini e contrade. Sicuramente qualcosa si muoverà in questi ultimi mesi- prassi consolidata del pre campagna elettorale– ma ci vorrebbe un miracolo e persino San Zopito pare non ne voglia più sapere.

E quindi? Le sorti della legislatura cittadina, sono tutte nelle mani dei componenti della giunta. Il dubbio se tentare un sussulto d’orgoglio pare non sfiorarli, aver disatteso quanto promesso non basta allo scatto di dignità. L’ipotesi più acclarata è quella del tirare avanti cercando di limitare i danni e capire dove orientarsi alla prossima tornata elettorale

Mariotti, dal canto suo, a mollare non ci pensa: potrebbe dare le dimissioni, arrendendosi al motto “guerrier che fugge è buono per un’altra battaglia” e avere tutto il tempo – 18 mesi circa– per ricostituire una lista.
La minoranza, con Gianluca Buccella, Emanuela Vallozza, Rocco D’Amico e Antonello Delle Monache, è solerte nel fare i compiti, diligente nel corrispondere al ruolo che la legge dello Stato riconosce all’opposizione ma in questa fase delicata ci appare ancora troppo poco. Se si applicassero un po’ di più la sufficienza potrebbero raggiungerla. E magari sfatare la massima di Pietro Nenni secondo la quale un governo non cade mai per le azioni dell’opposizione.

Si è ricostruito, intanto, il dialogo istituzionale con Massimo Pica, presidente del Consiglio Comunale e sembra proprio lui, moderno Cardinale Mazzarino, a mantenere in vita la corte di Mariotti Re, con strategia e diplomazia. Sarà lui la sorpresa delle prossime elezioni? E soprattutto, sarà lui l’uomo che toglierà il PD dall’imbarazzo di scegliere tra Acconciamessa e Starinieri?

Mentre il tempo si assottiglia verso la tornata elettorale, la vera domanda che coinvolge i cittadini, non riguarda soltanto il destino dei singoli protagonisti o le future alchimie delle opposizioni. Il banco di prova, per chiunque si candiderà a governare Loreto Aprutino domani, sarà ritrovare il coraggio della verità e della concretezza: archiviare la stagione degli slogan, rammendare il tessuto economico del paese e dimostrare che l’amministrazione della cosa pubblica è cosa ben diversa da un post social.

 

 

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