Sindaco, dacci la solita tassa

D'Alfonso sindaco Penne
D'Alfonso sindaco Penne

Dopo la Tarsu, l’Imu. Per pagare un debito monstre

PENNE – L’IMU elevata al massimo del 10,6 per 1000 sulle seconde abitazioni, mentre resta al 4 per 1000 quella per la prima casa. Decide così a metà luglio la giunta D’Alfonso nel tentativo di far quadrare i conti di un bilancio minato dai debiti ereditati che pesano come un macigno sul Comune, al punto da non poter rispettare i nuovi limiti di indebitamento imposti agli enti locali da Roma.

E dal 2013 Penne dovrà ridurre seriamente l’esposizione con un piano straordinario stabilito da un prossimo decreto ministeriale dell’Economia. Sulla stangata per le seconde case, l’API non era d’accordo, ma ha prevalso la linea fiscale del Pd e dell’Idv. I rutelliani avrebbero voluto che sulla prima abitazione l’aliquota fosse almeno del 5 per 1000, cioè sempre al di sotto del 7 per 1000 che a Penne si pagava con la vecchia Ici. “Senza dover fare-spiega il consigliere Remo Evangelista- i cassieri per conto dello Stato che sulla seconda casa ha diritto alla metà. Col rischio che a dicembre ci dicano pure che il prelievo statale, incassi alla mano, debba essere del 60-70% , vanificando la manovra del nostro Comune”. Brutte notizie, dunque, per i pennesi. L’anno scorso al debutto la giunta D’Alfonso aumentò del 46,2% la tassa rifiuti. In Abruzzo, stando ad una proiezione della Uil, una famiglia pennese di 4 persone che vive in una casa di 80 mq paga una Tarsu salata di 230 euro l’anno, inferiore solo a quelle di Silvi che ne pagano 248,56. L’attuale manovra vestina è stata decisa anche per poter pagare il prezzo dei debiti di finanziamento che a Penne incidono per il 214,465% delle entrate correnti fotografate al 2010. I relativi interessi passivi per il triennio 2012/2014 incideranno per l’8, il 16 e il 4%. Troppi, secondo i nuovi vincoli statali.

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