sì al verde da cedere e no al regolamento sui pannelli fotovoltaici

Matteo Trasca - SEL Penne
Matteo Trasca - SEL Penne

In una seduta animata e lunga, durata oltre sette ore e mezza, nella quale è stato approvato il consuntivo 2011, nonostante più di una sospensione dei lavori e con il voto contrario delle opposizioni, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Rocco D’Alfonso dice no al regolamento sui pannelli fotovoltaici ed approva la disciplina per la cessione delle aree verdi che potranno essere monetizzate dall’ente.

“E’ mancata la volontà politica necessaria per dare impulso con un nuovo regolamento all’installazione dei pannelli solari, che rappresentano energia pulita, nella nostra città, – spiega Matteo Tresca, esponente di SEL e capogruppo di PenneSì in Consiglio Comunale – gli attuali amministratori non hanno colto l’importanza strategica di un atto di indirizzo con cui si poteva conciliare, anche nel nostro territorio, l’innovazione con la tutela del paesaggio.

L’impressione è che alcuni vogliano avere le mani libere da vincoli, sarebbe stato molto utile un atto che individuasse in modo preciso gli spazi da tutelare. Inoltre il sindaco D’Alfonso si è contraddetto rispetto a quanto dichiarato non più di dieci giorni fa alla stampa a proposito della necessità di dotarsi di un regolamento per l’installazione dei pannelli fotovoltaici”. Della questione, comunque, si tornerà a discutere a breve visto il forte interesse dei cittadini che ruota intorno all’argomento dopo l’autorizzazione concessa alla parrocchia di San Domenico di posizionare alcuni pannelli sul tetto del palazzo municipale.

La maggioranza, seppure con qualche mugugno, ha approvato anche il regolamento per la monetizzazione delle aree destinate a verde pubblico. “Su questo regolamento mi sono battuto in modo da vincolare le aree cedute e farle rimanere destinate a verde, inoltre detti appezzamenti non potranno determinare in futuro aumenti di cubatura, – dice Matteo Tresca – avrei voluto invece che fossero coinvolte le associazioni maggiormente rappresentative nella tutela del paesaggio e dell’ambiente. Ho votato contro perché occorre avere una visione complessiva del territorio e vanno tutelati anche i piccoli ritagli di verde se vi sono beni di valenza ambientale (come ad esempio querce secolari o altre tipologie di alberi) che richiedono una tutela particolare. Occorreva un regolamento specifico per la tutela del verde pubblico”.

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