SANITÀ DI PROSSIMITÀ
Cosa prevede il piano della Asl

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) viene calato nella variegata realtà territoriale della Asl pescarese. Gli interventi previsti sono stati deliberati dal direttore generale Vincenzo Ciamponi e, concordati con la Regione, riguardano le Case della Comunità (per quasi 13 milioni di euro di investimento: Pescara, Montesilvano, Scafa, Spoltore, Cepagatti, Penne e Popoli), le centrali operative territoriali (478 mila euro per Pescara, Scafa e Penne), gli ospedali di comunità (5 milioni 738 mila euro rivolti a Montesilvano, Città Sant’Angelo e San Valentino) e verso un ospedale sicuro e sostenibile (8 milioni e 900 mila euro di cui un cofinanziamento Asl di 2 milioni 310 mila euro per intervenire migliorando sul versante sismico il vecchio fabbricato del presidio di Popoli, specie il corpo 2 T, quelli 2 A e 3).

Che cosa sono e come saranno organizzate le case della Comunità? Sono strutture sanitarie per la progettazione di interventi di carattere sociale e di integrazione sociosanitaria. La sede della Casa della Comunità è un riferimento perché è il luogo dove il cittadino può trovare una risposta adeguata alle diverse esigenze sanitarie o sociosanitarie. In queste strutture, al fine di poter fornire tutti i servizi sanitari di base, il Medico di Medicina Generale e i Pediatri di Libera scelta lavorano in équipe, in collaborazione con gli infermieri di famiglia, gli specialisti ambulatoriali e gli altri professionisti sanitari quali logopedisti, fisioterapisti, dietologi, tecnici della riabilitazione e altri.

La presenza degli assistenti sociali nelle Case della Comunità rafforzerà il ruolo dei servizi sociali territoriali nonché una loro maggiore integrazione con la componente sanitaria assistenziale. La figura chiave sarà l’infermiere di famiglia. L’ospedale di comunità è invece una struttura residenziale sanitaria della rete territoriale a ricovero breve e destinata a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica e per degenze di breve durata. La dimensione prevista in 20 posti letto (fino ad un massimo di 40 posti letto), e a gestione prevalentemente infermieristica, contribuisce ad una maggiore appropriatezza delle cure determinando una riduzione di accessi impropri ai servizi sanitari come ad esempio quelli al pronto soccorso o ad altre strutture di ricovero ospedaliero o il ricorso ad altre prestazioni specialistiche.

Berardo Lupacchini 

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This