GIACOMO BELLANTE, PRESIDENTE DELLA PROLOCO ANGULUM
Città Sant’Angelo. Da una pazza idea ad una idea di sviluppo della comunità e del territorio

Raccontami un pò: quando hai avuto l’idea di fondare la Pro Loco, e qual è la sua storia fino al primo evento organizzato?

“L’idea è partita parlando con alcuni amici e ricordando gli anni Novanta quando il nostro paese era un importante centro della movida provinciale e punto di riferimento per carovane di giovani che la sera salivano al centro storico nelle mitiche birrerie Il Gatto e la Volpe e Varsavia di Notte, ristoranti come Sotto la Torre o il Belvedere. Locali restaurati magistralmente, con le auto che intasavano molte strade fino a tarda notte. Eravamo fieri del grande lavoro di quei ristoratori e bastava dire che eri di Città Sant’Angelo e subito l’interlocutore ti raccontava di quei locali e delle belle esperienze fatte con i loro amici. Così abbiamo pensato come poter aiutare il nostro bel paese e ricostruire qualcosa di concreto per riavvicinarsi a quei periodi. Questo convincimento è stato determinato dal fatto che in quasi tutti i paesi che hanno vocazione turistica e stanno avendo successi di pubblico, nella quasi totalità la firma è della locale Pro Loco. Ecco il motivo per il quale ho progettato di fondare una nuova associazione a Città Sant’Angelo. Mi sono messo subito a lavoro, e la soddisfazione più grande è stata quella di riuscire ad organizzare l’Angulum in festa, una specie di cena spettacolo, con i primi soci ed amici. Ricordo con piacere il primo incontro con il presidente provinciale di Teramo, Carmine Santarelli un uomo speciale che ha speso gran parte della sua vita per la Pro Loco e che in quella e in tante altre occasioni mi diede la carica giusta per iniziare. Nelle prime riunioni lui non mancò mai, percorreva tanti chilometri e tiravamo fino a tardi, imperterrito ci spronava ad andare avanti, questo non lo dimenticherò mai”.

Parlaci di te. Nella vita di tutti i giorni di cosa ti occupi, cosa fai nel tempo libero?

“Sono un libero professionista, titolare di un centro protesi dentale da circa 26 anni ed il lavoro occupa gran parte del mio tempo, per rilassarmi ne ho veramente poco. Ho compensato questa lacuna con la creazione della Pro Loco, spero di trarne giovamento per l’anima”.

 Avete una sede per la Pro Loco?

“Sono un paio d’anni che la chiediamo all’amministrazione e finalmente oggi crediamo di averne individuata una. Abbiamo fatto un sopralluogo e abbiamo accettato quella, an[1]che se riteniamo non sia il massimo, visto che dovremo condividerla con un’altra associazione o addirittura due, però è meglio di niente. Avere un luogo dove confrontarsi con i soci è fondamentale, ricordo siamo oltre 100”.

Lo scopo è quello di promuovere l’immagine di uno dei Borghi più belli d’Italia: Città Sant’Angelo che è ricco di storie e tradizioni che vengono tramandate di generazione in generazione.

“Infatti, Pro Loco significa ‘per il luogo’ e noi cercheremo di onorare questa mission. Vorremmo coinvolgere tutte le associazioni di Città Sant’Angelo in un gioco di squadra, la nostra non si tirerà indietro per qualsiasi sfida e raccoglierà le idee di tutti, risorse permettendo”

In questo primo mandato quali sono gli obiettivi raggiunti dall’Associazione?

“Gli obbiettivi sono tanti. Innanzitutto, abbiamo coinvolto tante persone e abbiamo centinaia di soci che ci sostengono, abbiamo un bel direttivo che ha prodotto un bel cartellone natalizio ‘Natale dietro l’Angulum’, con un concerto gospel per la chiusura. Inoltre, abbiamo organizzato la ‘Festa di Primavera’, partivamo con zero euro in cassa, la sfida è stata epica, alla fine ne siamo usciti alla grande e possiamo ritenerlo un successo. Anticipiamo sin d’ora che la ripeteremo anche negli anni futuri. Felicità che giorno dopo giorno si concretizza perché pian piano ci stiamo facendo apprezzare dall’amministrazione comunale e dopo un inizio un po’ distante le cose si stanno mettendo sui giusti binari e la collaborazione aumenta sempre più. Un’altra preziosa medaglia di cui possiamo fregiarci è esser stati i promotori della costituzione del nuovo gruppo Aido a Città Sant’Angelo, in ultima ci poniamo come partner sul territorio del progetto ‘Il Cammino d’Abruzzo’ che vedrà la sua genesi nel mese di novembre con la mappatura delle tratte: Congiunti-Città Sant’Ange[1]lo e Città Sant’Angelo-Atri”

I nuovi componenti del Direttivo sono certamente persone che hanno aggiunto gran valore all’interno della Pro Loco. Parlaci di loro.

“Quante pagine ho a disposizione? Avrei molte cose belle da raccontare ma sintetizzo, abbiamo quattro consiglieri: Teresa, Matteo, Gabriele e Stefano, il vicepresidente Gianluca e il segretario Gabriele Mucci, lui lo indico con il cognome perché abbiamo due con lo stesso nome. Sono sempre molto disponibili, ma sen[1]za togliere nulla a nessuno quello che fa il lavoro più massacrante, di segreteria, è il Mucci senza il suo scrupoloso lavoro non sapremmo come andare avanti, col rinnovo del terzo settore è un continuo scartabellare leggi ed imparare determinate procedure impegnative”.

Che cosa dovrebbe fare una Pro Loco per diventare realmente uno strumento efficace della promozione del territorio?

“Sicuramente aggregare le associazioni che da anni propongono i loro bei manifesti e sotto il nostro cappello farli tornare ad essere appuntamenti di interesse sovracomunale. Mi riferisco a importanti manifestazioni del passato che oggi stentano ad essere riproposte, Dall’Etna al Gran Sasso, Festa in Corso, Palio dei Rioni, Il Carnevale di Ndirucce, La Sagra dell’Uva e aggiungerei la Sagra della Scrippella, tornei sportivi di varie discipline tra i rioni, questa moltitudine di attività sarebbe anche un buon viatico per riconoscersi nella comunità angolana”.

Presidente, ormai possiamo dire che la Pro Loco Angulum sta a piccoli passi costruendo la sua storia, come sta vivendo questo momento e che sensazioni ha?

“Raggiungere obiettivi mi riempie particolarmente d’orgoglio e mi spinge a fare di più, sento che la strada intrapresa, pur essendo irta e piena di ostacoli, mi dà la concreta speranza che riusciremo a far comprendere la bontà del progetto”.

Quali sono stati i momenti più difficili?

“Anche qui ho diversi ricordi, specialmente durante i mesi della costituzione, tutti i giorni della settimana facevo incontri per trovare persone che volessero mettersi in discussione ed aiutarmi, qualcuno, con mio dispiacere, ha avuto il coraggio di chiedermi se c’era da guadagnare, sono rimasto basito e non nego che qualche volta avrei voluto mollare tutto e tornare alla mia vita precedente. Se ciò non è accaduto è solo ed esclusivamente per merito di un amico vero, che non smetterò mai di rin[1]graziare, mi è stato sempre vicino e mi ha dato la forza di continuare, Gabriele Raggiunti, un uomo generoso e dalle qualità indiscutibili di altruismo”.

Quale è il segreto per gestire la Pro Loco Angulum di Città Sant’Angelo che nonostante il lontano passato burrascoso, sei riuscito in qualche modo a ristrutturare superando i momenti difficili?

“Tanti anni fa nel nostro paese la Pro Loco era stata creata da gente del calibro del Barone Coppa, avevano tentato di farne un’associazione importante, probabilmente problemi politici ne decretarono la fine, io fortunatamente non rappresento nessuno, ho l’unico obbiettivo di fare cose concrete ed importanti per il mio paese”.

Se dovessi convincere qualcuno a far parte della tua Pro Loco, su quali punti di forza faresti leva? “Sicuramente sull’amore verso la nostra comunità. Avere passione e rispetto per Città Sant’Angelo, la Proloco è casa vostra, portateci le vostre idee e le sposeremo”.

Se dovessi descrivere con qualche aggettivo i tuoi collaboratori, quali useresti?

“Fantastici e aggiungo un particolare apprezzamento di stima, oltre a quelli già menzionati, a Nicola Tarantola, a te Enio e Stefano Viola”.

Ci sono ancora due anni di mandato, quali sono gli obiettivi futuri a lungo termine?

“Non voglio progettarne troppi ma pochi e buoni, il solo fatto di non raggiungere gli obiettivi prefissati mi farebbe star male, sognare fa bene ma illudersi mai. Però di una cosa sono convinto, vorrei rendere la Pro Loco autosufficiente economicamente, mendicare risorse non è una bella cosa, spero che con l’impegno di tutti questo sogno diventi realtà per lasciare ad altri un’associazione granitica”.

Il 2022 è agli sgoccioli. Sei soddisfatto delle attività promosse e organizzate dalla tua associazione?

“Come già detto assolutamente sì ora abbiamo fatto un programma di massima per le festività natalizie e l’abbiamo portato all’attenzione dell’amministrazione, speriamo di poterle realizzare. Una serie di eventi tra centro storico e marina. Si partirà con ‘La festa della castagna’, ‘Il concerto di Natale’ e l’importante commemorazione del centenario della morte di Paolo De Cecco, uno degli amici del cenacolo michettiano, genio artistico poliedrico di Città Sant’Angelo che purtroppo questo anno è stato dimenticato”.

Quali i propositi e le idee per il 2023?

“Sicuramente la festa di primavera e diverse novità a cui stiamo già lavorando, abbiamo in cassetto la festa dell’agricoltura e dell’artigianato da sviluppare come evento annuale. E come ho già avuto modo di dire, ci sforzeremo per unire le associazioni angolane, siamo a disposizione di tutti”.

Giacomo, sei stato gentilissimo e molto disponibile. Ti ringrazio a nome di tutti i cittadini di Città Sant’Angelo ed in bocca al lupo per tutto.

“Grazie per l’intervista e saluto tutti i lettori de Lacerba che a Città Sant’Angelo si è ritagliato uno spazio importante dell’informazione, c’è sempre la corsa degli angolani alla ricerca di una copia”.

Enio Remigio

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