LORETO APRUTINO – Due anziane morte a distanza di tre mesi, le cui salme però sono state scambiate. E dunque ve n’è una che è ferma in attesa di disposizioni all’obitorio dell’ospedale di Pescara. Nell’era del Covid-19 succede anche questo e indaga la procura della Repubblica di Pescara. Tutto inizia a Loreto Aprutino.

Le due signore erano ospiti della casa di riposo “Mariannina Acerbo” in cui all’inizio dell’emergenza sanitaria c’erano 23 ricoverati. Nella struttura protetta si insinuò il virus che colpì un anziano: ne sono derivati tutti i disagi legati alla positività riscontrata che si sono sommati alla concomitante indisponibilità di gran parte degli operatori sanitari. Scattò l’allarme, al punto che il 24 marzo la Regione decideva di far sgomberare la casa di riposo e la Protezione civile faceva tornare la normalità. L’attività perciò continuava, ma gli ospiti più problematici venivano comunque trasferiti in luoghi sicuri e cioè negli ospedali della zona e in altri istituti.

Nei giorni seguenti purtroppo alcuni positivi non ce l’hanno fatta a combattere contro il coronavirus e hanno perso la vita. Ai primi di aprile è toccato ad una donna: si pensava che fosse una signora di Pianella. Non si sa bene cosa sia successo, se ci sia stato o meno il riconoscimento da parte di qualche congiunto, fatto sta che la salma è stata sepolta nel cimitero di Cugnoli dove evidentemente qualcuno aveva dichiarato che dovesse andare. Naturalmente, il rito funebre è stato cancellato dalle norme sul contenimento del contagio e non c’è stato di fatto il funerale. Una tragedia senza coro, l’ennesima nei giorni della pandemia, amplificata da quanto accaduto dopo.

A distanza di tre mesi infatti la situazione è diventata un mistero perché la salma attualmente ospitata nell’obitorio del Santo Spirito di Pescara fa pensare che si tratti proprio di quella della signora di Pianella che riposa nel camposanto cugnolese. Qualche giorno fa infatti il caso ha assunto i contorni del giallo perché è morta all’ospedale di Pescara una signora di Loreto Aprutino che tutti avevano dato per passata a miglior vita fin dai primi giorni di aprile, quando cioè era morta l’altra ospite pre Covid della casa di riposo. Chi ha provveduto al riconoscimento però stavolta si è accorto di qualcosa di diverso: e cioè che sul suo volto non c’era una cicatrice e che le unghie dei piedi fossero integre, mentre la donna deceduta soffriva di una patologia che ne aveva provocato la caduta.

Lo stesso personale dell’Acerbo, chiamato a dare qualche elemento di chiarezza sulla vicenda, è rimasto sorpreso. Sulla dinamica dei fatti sono in corso accertamenti da parte della magistratura pescarese. Sarà necessario procedere alla estrazione della salma dal loculo per conoscere la effettiva identità della donna sepolta a Cugnoli. Un caso che sta facendo discutere. Con ogni probabilità, si sarebbe verificato un errore nell’attribuzione delle cartelle cliniche e della documentazione personale da parte di qualcuno della Unità di crisi della Protezione civile che si occupò a suo tempo del trasferimento degli ospiti dalla casa di riposo loretese in piena crisi sanitaria.

B.Lup.

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