Riceviamo e pubblichiamo

Dall'oramai lontano 2006 attendono di essere poste a pagamento, da parte del Comune di Penne, diverse Fatture per prestazioni effettuate dalla scrivente Società Cooperativa Sociale negli anni 2004 e 2005 nell'ambito della gestione di servizi comunali, ora trasferita a diverse altre imprese chiamate da lontano.

 

Decine di operatori precari e in possesso dei requisiti di cui all'art.4 della Legge n.381/91, allora riuniti in forma cooperativa come unica modalità di accesso al mondo del lavoro, attendono con inusuale e dignitosa pazienza di incassare il TFR residuo. Proprio dalla Cooperativa che, spinta ai margini del tessuto economico sociale territoriale dal mancato incasso di consistenti somme vitali e "anche" dalla mala-politica degli appalti al massimo ribasso, ha visto preclusa la possibilità di continuare a esercitare attività. E di recuperare, quindi, le risorse finanziarie atte a onorare fino in fondo gli impegni con i propri soci-lavoratori, avendo già -a suo tempo- anticipato svariate mensilità di stipendio senza aver realizzato gli incassi relativi.

Partendo da tali significativi riferimenti attuali, ai candidati a membri del nuovo Consiglio e della nuova Giunta comunali chiediamo una costruttiva presa d'atto di una incresciosa situazione (sviluppatasi con la messa in esecuzione della Deliberazione del C.C. n.11 del 26/02/2001) che non ha ancora portato "disonore" all'Istituzione pubblica grazie anche alla capacità di comprensione e al senso di responsabilità della quasi totalità dei soci-lavoratori interessati.

Bravi a non ridursi a recitare la parte delle "menti deboli", inducibili da stolti interessati a una visione distorta della realtà e a travisare cause e responsabilità, finendo col tentare di rivalersi, come in preda alla sindrome del beneficato, contro colleghi ugualmente danneggiati. Penne e l'area vestina, nel recente passato, hanno sviluppato autonomamente forme innovative di cooperazione sociale nell'ambito dell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

L'irruzione "selvaggia" di imprese di grandi dimensioni e dalle formali superiorità qualitative, da realtà lontane, non solo non ha determinato cooperazione con la realtà territoriale, e il suo sviluppo, ma neanche il tanto sbandierato miglioramento generale delle condizioni lavorative e del trattamento dell'utenza. Non è servita, insomma, neanche l'avvenuta cacciata dal lavoro delle persone più indifese, fatte rimpiazzare disinvoltamente, in alcuni casi, finanche da parenti o rappresentanti diretti di organizzazioni para-politiche dai pochi scrupoli.

Vorremmo che, nell'occasione del rinnovo del Consiglio comunale e per il vero bene di Penne, questa triste vicenda venisse da tutti confinata nel passato, un passato comunque utile perché anche ai più convinti denigratori delle risorse locali (non proprie) possa indicare l'opportunità di un ravvedimento. Non abbiamo mai ritenuto legale, né dignitoso, chiedere alla politica di "assistere" l'impresa sociale territoriale.

Sentiamo oggi, invece, il dovere di chiederle di non perseguire la mortificazione delle risorse umane locali. Inoltriamo, pertanto, l'invito a partecipare all'incontro pubblico organizzato sul tema in oggetto per il prossimo 11 maggio 2011 (mercoledì), con inizio alle ore 18, presso la Sala polivalente del Comune di Penne, in Piazza Luca da Penne.

Ciajka – Società Cooperativa Sociale

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