Città Sant’Angelo, uno dei borghi più belli d’Italia, posto dalla rivista americana Forbes in sesta posizione fra le località in cui meglio si vive. Costo della vita contenuto, panorami spettacolari, servizi. Servizi? Non proprio tutti da 10 e lode, soprattutto quelli legate alle necessità di base: acqua e luce. Il primo fa spesso acqua da tutte le parti tranne che nelle case degli angolani (soprattutto nelle assolate e calde giornate d’estate) il secondo incentiva cene romantiche a lume di candela (soprattutto nelle fredde e buie serate d’inverno). Causa della periodica carenza idrica, tubature provate dagli anni e dalle intemperie che evidentemente la società responsabile fatica a sistemare presto e bene, pur continuando ad esigere il pagamento delle utenze presto e regolarmente. La questione luce è ancora più problematica. Ogni 2/3 mesi alcune contrade dell’ameno colle trascorrono una giornata di passione senza elettricità per una durata che varia dalle 5 alle 9 ore. Tante e troppo spesso. Il fine sarebbe quello di migliorare il servizio che evidentemente non raggiunge mai il miglioramento previsto, dal momento che non solo si ripetono tali lunghissime interruzioni periodiche (anticipatamente annunciate sui pali dei lampioni tramite manifesti stile ricercati del vecchio West), ma periodiche sono anche le (amare) sorprese di chi senza preavviso, privo di elettricità si sveglia e quasi si addormenta, con tutti i relativi disagi che ne derivano. E al danno si aggiunge la beffa perché, nel momento in cui si cerca di segnalare il disservizio, o si viene sballottati da una voce registrata all’altra oppure l’operatore che miracolosamente risponde, ti fa dubitare delle tue facoltà mentali, dandoti del visionario (anche se sei al buio) poiché dichiara che non vi è nessun problema. Questo scenario si ripete con una certa frequenza. Tra i più memorabili, due che verranno sicuramente tramandati negli anni a venire, databili uno il 29 Settembre 2020, l’altro il 9 Marzo scorso. Nel primo caso, il luogo del delitto è stata Contrada Crocifisso lasciata senza elettricità dalle 9:00 alle 19:00 (nonostante l’avviso assicurasse l’attivazione alle 16:00). Le varie telefonate per segnalare e chiedere informazioni andarono dal Comune al gestore ENEL, dall’ENEL a Edistributore, da Edistributore al sito. Sul sito Eddy (piccolo essere robotico al servizio del cittadino) richiedeva codice POD…Ulisse per arrivare a Itaca sicuramente ha accumulato meno stress.

Nel secondo caso, a soffrire sono stati gli angolani dentro le mura. La corrente è andata via SENZA ALCUN PREAVVISO alle 4:00 del mattino per tornare alle 22:30. Raggiunto il record di 18 ore di black out. Nessuna comunicazione o contatto da parte di ENEL, solo inutili messaggi di voci preregistrate, chiamando il numero verde 803500.
“Abbiamo preso in carico la sua segnalazione…”
“Stiamo intervenendo…”

Risultato: alunni ed insegnanti senza connessione per la DAD, case gelide e la non più tanto romantica cena a lume di candela. Medio Evo profondo? No, anno ventunesimo del terzo millennio!

Rita Barbuto

 

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