La Segreteria Provinciale del Sindacato NurSind Pescara ha espresso “profonda indignazione” per la drastica decurtazione delle retribuzioni accessorie del personale sanitario delle ASL abruzzesi. La misura, giustificata dall’Assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, con il grave deficit finanziario accumulato, è stata definita dal sindacato come “l’ennesimo colpo inferto a chi ogni giorno garantisce assistenza e cura ai cittadini”.
Secondo il comunicato stampa, firmato dal Segretario Provinciale Antonio Argentini, è “inaccettabile che il peso del disavanzo, frutto di una gestione sanitaria priva di controllo e di una programmazione regionale inefficace, venga scaricato sugli operatori sanitari”. Il NurSind punta il dito contro una gestione che, a detta loro, ha visto “al vertice figure prive di legittimazione elettorale, sostenute dal Presidente Marsilio e dai Direttori generali responsabili dei risultati disastrosi”.
Un interrogativo centrale sollevato dal sindacato riguarda la mobilità sanitaria, che avrebbe generato un saldo passivo superiore ai 100 milioni di euro. “È forse questo il segnale di una sanità regionale percepita come inaffidabile dai cittadini abruzzesi?”, si legge nel comunicato.
Il sindacato ricorda come gli stessi operatori sanitari, celebrati come “Eroi” e “Martiri” durante la pandemia, vengano oggi “dimenticati con una rapidità disarmante”.
Il NurSind lancia infine una richiesta diretta al Presidente Marsilio e all’Assessore Verì: “rendere pubblici gli importi dei premi di produzione e risultato riconosciuti ai Direttori generali, sanitari e amministrativi delle ASL abruzzesi negli ultimi cinque anni”. Il sindacato si chiede quali siano i “risultati eccelsi” che giustificherebbero tali compensi, a fronte di “bilanci aziendali che affondano” e lavoratori che affrontano “turni massacranti, rinunce alle ferie e responsabilità crescenti”.
Il comunicato si conclude con un appello alla trasparenza e a “risposte chiare” da parte della Regione Abruzzo, sottolineando che “non si può continuare a colpire chi ogni giorno si prende cura della salute dei cittadini”.















