Il 2025 della ristorazione ha registrato una (moderata) crescita, pur in presenza di numerose criticità strutturali e di un contesto segnato dal rallentamento dell’economia e da tensioni internazionali. È questa la fotografia scattata dal Rapporto Ristorazione 2026 di FIPE-Confcommercio, presentato a Roma dall’Ufficio Studi della Federazione che ha visto l’intervento del Presidente Lino Enrico Stoppani, del presidente della Fipe Confcommercio di Pescara Riccardo Padovano.
Il Rapporto evidenzia il consolidamento del trend positivo del valore aggiunto, che nel 2025 si stabilizza a 59,3 miliardi di euro, con una crescita reale di mezzo punto percentuale. I consumi hanno toccato quota 100 miliardi di euro, in aumento dello 0,5% sul 2024, ma ancora al di sotto dei livelli pre-Covid (-5,4%).
Le imprese sono 324.436, in leggera flessione (-1%) sull’anno precedente. La contrazione maggiore (-2,2%) si registra nel canale bar come effetto di difficoltà strutturali del format ma anche dell’evoluzione delle imprese verso altri modelli di business. Sostanzialmente stabile il comparto ristoranti (-0,4% sul 2024), mentre segna un +3,5% il settore del banqueting e ristorazione collettiva. Sul versante dei prezzi, i listini della ristorazione segnano +3,2% sul 2024. Sul versante del lavoro si registra la diminuzione dell’occupazione dipendente, che perde oltre 114.000 unità (-10,3%).
In Abruzzo le imprese attive al 31/12/2025 sono 8397, di cui 2087 nella provincia dell’Aquila, 2311 nella provincia di Chieti, 1990 in provincia di Pescara e 2009 in provincia di Teramo. In Italia sono 324436. Per quanto riguarda le imprese iscritte e cessate al 31/12/2025, in provincia dell’Aquila ci sono state 61 iscrizioni e 189 cessazioni com un saldo di -128. In provincia Chieti 63 iscrizioni e 134 cessazioni con un -71. In provincia di Pescara 46 iscrizioni e 150 cessazioni con un -134 e infine in provincia di Teramo 66 iscrizioni e 204 cessazioni con un saldo di -138. In Italia in totale le imprese iscritte sono state 10062, quelle cessate 25239 con un saldo negativo di -15177. Per quanto riguarda gli occupati/dipendenti a Chieti e provincia sono 6792, a L’Aquila 4794, a Pescara 6291 e Teramo 5366, per un totale di 23243.
In Italia gli occupati sono 1.021.996 “Il Rapporto Ristorazione 2026 – spiega il presidente della Confcommercio di Pescara Riccardo Padovano – ci restituisce l’immagine di un settore che resiste al rallentamento dell’economia, registrando una crescita del valore aggiunto e dei consumi, a conferma di quanto la ristorazione sia un pilastro irrinunciabile della vita quotidiana degli italiani. Le crescenti difficoltà delle imprese nel reperimento del personale, trovano riflesso nella flessione dell’occupazione dipendente, confermando l’esigenza di politiche attive che favoriscano l’incrocio tra domanda ed offerta di lavoro, la continua riqualificazione professionale e una migliore strategia sugli orientamenti scolastici per i giovani.
Le trasformazioni demografiche, le difficoltà sui temi della produttività e marginalità stanno innescando profondi cambiamenti nel settore, con il modello familiare che, se rimane la prevalente forma di accesso e organizzazione dell’impresa, è però chiamato a una profonda evoluzione per valorizzare le qualità e non disperdere i valori che hanno portato la cucina italiana al riconoscimento UNESCO – Patrimonio immateriale dell’umanità”
















