SAN MASSIMO, tutti ne parlano pensando al voto

È piena campagna elettorale sulla sanità vestina. A un anno dal voto per il sindaco, il consiglio comunale straordinario richiesto sul tema dalle opposizioni ha fotografato esattamente la situazione politica. È chiaro che un ospedale alle prese con un cantiere così imponente finanziato con 16 milioni di euro e a reparti aperti comporta disagi operativi. Tutto ciò dall’autunno del 2023 e dopo che per mesi i lavori sono stati fermi per il fallimento della società che li dirigeva e con la conseguente riassunzione in proprio della Asl. Un presidio sanitario che attende ancora l’atto aziendale della Asl affinché si sappia quali mezzi e quali risorse abbia a disposizione per il suo centinaio di posti letto assegnati ed oggi invece al di sotto.

Sono intervenuti la parlamentare del Movimento 5 Stelle Daniela Torto, i consiglieri regionali Lorenzo Sospiri di Forza Italia, Leonardo D’Addazio di Fratelli d’Italia, Antonio Blasioli ed Antonio Di Marco del partito democratico, Erika Alessandrini del Movimento 5 Stelle; Marco Fars di Rifondazione comunista. Poi, oltre ai consiglieri comunali, una serie di ospiti come l’avvocato Matteo Tresca, già presidente del consiglio comunale, il quale ha sottolineato: “Occorre il ripristino dei posti letto necessari, il rafforzamento dei servizi territoriali e la messa in sicurezza dell’ospedale attraverso la rapida conclusione degli interventi di adeguamento strutturale”. La segretaria del Pd di Penne, l’ex assessore Margherita D’Agostino, ha puntato il dito sulla mancanza dei posti letto: ben 30 in meno, da febbraio altri 25 ridotti per i lavori. “Chiediamo di accelerare la fine del cantiere”.

L’onorevole Torto ha auspicato una legge facendo una proposta per l’ospedale di Penne “frutto di un tavolo di lavoro”. Antonio Blasioli:”Mi dispiace per l’assenza di Marsilio e della Verì. La giunta regionale ha operato dei tagli per il disavanzo della sanità. Nel 2015 il San Massimo fece quasi 5 mila ricoveri, nel 2024 il 24% in meno”. D’Addazio:“Quello di Penne è diventato con noi al governo regionale ospedale di base sede di pronto soccorso, mentre la sinistra lo aveva classificato solo per area disagiata”.

Le opposizioni in consiglio comunale, Penne ribelle e Penne prossima, hanno redatto una mozione chiedendo al sindaco Gilberto Petrucci un tavolo tecnico alla prefettura per verificare il lento stato di avanzamento dei lavori e la necessità di promuovere in ogni sede istituzionale un’azione forte ed unitaria non solo per la salvaguardia, ma anche per il rilancio del San Massimo. “Da 98 posti letto previsti, c’è stata una drastica riduzione”.

Lorenzo Sospiri ha replicato: “La politica cioè noi del centro destra ha ridato dignità all’ospedale trovando i fondi. A lavori finiti, avrà 98 posti letto. Abbiamo assunto più medici nonostante sia complicato convincerne altri a venire qui. Per i lavori è fisiologico che durante l’intervento nascano complicazioni. Trovo comunque positivo un confronto sul cronoprogramma del cantiere”. Per Gabriele Pasqualone della Fials “il problema è il decreto Lorenzin oltre al fatto che i nati sono crollati del 70%”. Marco Fars:“Bisogna cambiare strategia a livello nazionale: spendiamo più soldi per le armi che per la sanità”.

 

 

Pin It on Pinterest

Share This