Barricate per fermare la strategia anti piccioni. Per ora, gli ambientalisti ottengono uno stop sulla strategia di contrasto al fenomeno dei troppi piccioni a Penne. Una diffida legale, firmata dall’avvocata Aurora Rosaria Loprete di Catanzaro per conto della LEAL ODV (Lega Antivisezionista), ha infatti indotto il sindaco Gilberto Petrucci a sospendere le attività sperimentali di allontanamento e cattura dei volatili programmate nel primo pomeriggio di ieri e da ripetere il 30.
Il primo cittadino aveva annunciato l’iniziativa, ma non aveva prodotto una propria ordinanza. Ha comunque ritenuto di fermare le operazioni, pur essendo comunque deciso ad andare avanti a partire dall’intervento del 30 giugno forte anche del parere della Asl che fotografa l’attuale situazione: larghi tratti del centro storico sono alle prese con un’invasione sproporzionata dei piccioni che compromette l’igiene, il decoro e la fruibilità di spazi pubblici e privati. Le lamentele sono all’ordine del giorno. Non è più sufficiente il divieto di somministrare cibo ai volatili, così come previsto dall’ordinanza comunale vigente: si tenta di attuare il servizio di disinfestazione con venti operazioni di supervisione e trattamento spray per la dissuasione degli uccelli ed una spesa totale di quasi nove mila euro in favore della ditta Falcong srl di Giulianova, la stessa che sta operando negli ospedali di Teramo e Giulianova.
“Dopo la maxi operazione di pulizia del settembre scorso, cerchiamo una soluzione che sia efficace e duratura nel rispetto della fauna selvatica che non verrà soppressa”, afferma il sindaco Gilberto Petrucci. “Il periodo scelto – sostengono gli ambientalisti – coincide pienamente con la delicatissima stagione di riproduzione e nidificazione non solo dei piccioni, ma anche di numerose specie di fauna selvatica protetta che storicamente popolano i centri antichi fra i quali i rondoni”. L’impiego combinato di laser, droni, ultrasuoni ed aste telescopiche robotizzate nelle immediate vicinanze di tetti, cornicioni e cavità dei palazzi storici rischierebbe, sempre secondo la diffida, concretamente di terrorizzare gli adulti, provocare l’abbandono dei nidi e causare la morte per inedia dei piccoli impiumati, integrando potenzialmente il reato di maltrattamento ed uccisione di animali.
“Qui dobbiamo bilanciare le esigenze: la cittadinanza lamenta un problema serio di convivenza con i volatili che provocano purtroppo degrado e insidie alla salute pubblica. Cosa dobbiamo fare?”, replica il sindaco di Penne. Un’altra iniziativa deliberata è una campagna antifecondativa. Una ditta di Siena, la Zooagricoli sas, fornisce sette confezioni di Ovistop per una spesa di poco meno di duemila euro. Si tratta di un farmaco chiamato spesso “mangime” anticoncezionale che inibisce la fertilità delle uova dei piccioni. Si presenta come un chicco di mais e si somministra ai volatili durante la loro stagione riproduttiva cioè dall’inizio della primavera alla fine dell’autunno.
















