Penne, Domenicone: “Strade, mutui e memoria corta: Il PD riscopra la coerenza*

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Il Partito Democratico, ancora una volta, sembra avere un problema con la realtà. O forse con la memoria. Quando si parla di amministrazione comunale, infatti, il PD sembra preferire una narrazione costruita su misura, dimenticando comodamente ciò che è accaduto quando a governare Penne erano proprio esponenti del centrosinistra.

Partiamo dal mutuo per la manutenzione straordinaria delle strade comunali. Non c’è alcun mistero e non c’è nulla da nascondere: la scelta è stata illustrata pubblicamente in Consiglio comunale. Abbiamo deciso di utilizzare lo strumento del mutuo per dare una risposta concreta a una delle esigenze più sentite dai cittadini: sistemare le strade e migliorare la sicurezza e la qualità della viabilità.

Questa è la nostra idea di amministrazione: ascoltare i cittadini e assumersi la responsabilità delle decisioni. Non rincorrere le polemiche del giorno e, soprattutto, non prendere lezioni da chi oggi sembra aver dimenticato le proprie responsabilità amministrative.

La segretaria cittadina del PD, Margherita D’Agostino, e l’ex segretario dei DS Enzo Di Simone, prima di distribuire patenti di buona amministrazione, dovrebbero fare un piccolo esercizio di memoria.

Nel 2011, infatti, l’amministrazione comunale guidata dal PD accese un mutuo di un milione di euro per la realizzazione della cosiddetta “fontanazza” di Piazza Luca da Penne. Un intervento che ha inciso profondamente sull’assetto di una delle piazze più importanti della città e che ancora oggi viene ricordato dai pennesi per l’impatto che ha avuto sul centro storico. Ma c’è di più.

Secondo quanto emerge dagli atti amministrativi, una quota di circa 150 mila euro di quel mutuo venne destinata alla spesa corrente, relativa alla manutenzione della pubblica illuminazione. Una scelta sulla quale riteniamo sia necessario fare chiarezza anche sotto il profilo della normativa vigente e dei vincoli previsti dalla legge 289/2002. Perché il segretario D’Agostino si è chiusa entrambi gli occhi?

 

Domenicone

 

E allora viene spontanea una domanda: con quale coraggio oggi il PD pretende di impartire lezioni sull’utilizzo dei mutui? La memoria, però, diventa ancora più corta quando si parla di bilancio. Margherita D’Agostino dovrebbe ricordare di aver votato, nel luglio 2015, una deliberazione consiliare con la quale veniva certificato un disavanzo di circa 3 milioni e 575 mila euro, determinato dal riaccertamento straordinario dei residui, con la conseguente previsione di un piano di rientro di circa 119 mila euro l’anno per 30 anni.

Il lavoro delle amministrazioni di Penne Viva ha consentito invece di risanare progressivamente i conti e riportare il Comune verso una situazione finanziaria più solida, completando il percorso di rientro in meno di dieci anni. Questo è il dato politico che il PD di Margherita D’Agostino, Enzo Di Simone e Vincenzo Ferrante continua a non raccontare.

Una situazione finanziaria pesantissima lasciata sulle spalle della città, mentre gli amministratori di allora si avviavano verso la conclusione della loro esperienza amministrativa. E, successivamente, arrivò anche la mancata approvazione del consuntivo 2015 e del bilancio di previsione 2016: il sindaco Rocco D’Alfonso si fece assumere nella segreteria del Presidente della Regione Luciano D’Alfonso e poi fuggì a Reggio Emilia.

Di fronte a questo quadro, oggi il PD pretende di presentarsi come il custode della virtù amministrativa. Peccato che la storia amministrativa di Penne racconti qualcosa di molto diverso. Al Partito Democratico chiediamo soltanto una cosa: coerenza. Perché la memoria può essere corta. Gli atti amministrativi, invece, restano.

 

Il capogruppo di Penne Viva Federico Domenicone

 

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