Lo scorso settembre, la Federazione italiana giornalismo, editoria e comunicazione ha premiato il Grand Hotel Adriatico, oramai solido punto di riferimento per il turismo pescarese e non solo, come “struttura alberghiera dell’anno”. Incontriamo Adriano Tocco, direttore dell’albergo, nonché consigliere comunale di maggioranza e delegato al Pala Dean Martin.
Direttore, Montesilvano si conferma anche quest’anno leader nell’accoglienza dei turisti
“Montesilvano è la destinazione turistica che, a livello regionale, ha la miglior performance per numero di arrivi nelle strutture alberghiere. Abbiamo grande appeal, soprattutto per il turismo familiare delle vacanze: siamo la destinazione ideale per le famiglie, perché abbiamo le strutture direttamente sul mare. Spiaggia sabbiosa, fo n d a l i bassi, concentrazione di servizi, ottimo rapporto qualità/prezzo sono i nostri punti di forza! Tra l’altro, molte strutture si stanno riqualificando, e grandi gruppi hanno fatto acquisizioni in città. Quando si parla di turismo, bisogna avere una visione, un piano strategico a lungo termine, senza limitarsi all’orizzonte di consiliatura. L’amministrazione De Martinis, sin dall’inizio, ha concentrato l’attenzione su questo settore”.
Ci illustri qualche numero
“Quest’anno supereremo sicuramente le 600mila presenze. Abbiamo 23 strutture alberghiere ed oltre 7500 posti letto. Solo nella zona dei grandi alberghi, la nostra ‘cittadella di accoglienza’, ci sono 3000 posti letto. Nello specifico, 4750 negli hotel e più di 2mila in case vacanze private, ai quali si aggiungono 70 b&b. Mentre la permanenza media del soggiorno è di cinque giorni, che in estate si estende anche a sette”.
Perciò, anche coloro che vogliono andare in vacanza a Pescara o in altre zone della provincia, vengono a pernottare qui…
“Sì. Proprio per questo, la nostra città è un punto di riferimento per tutta la regione. In virtù di questa grande concentrazione di posti letto, riusciamo a gestire grandi eventi. Lavoriamo tutto l’anno, senza limitarci alla sola stagione estiva. Il Pala Dean Martin fa una cinquantina di eventi l’anno, di carattere nazionale ed internazionale. Il prossimo anno avremo la Coppa del mondo del ciclismo paralimpico, a maggio. Mentre a giugno ci saranno i Mondiali di scacchi, che coinvolgeranno oltre sessanta Paesi di tutto il mondo: solo grazie a questo evento, avremo 30mila presenze! Chiaramente, la qualità dei servizi all’interno delle strutture deve essere garantita”.

Nel suo albergo, ad esempio, da quali nazioni arrivano la maggior parte dei turisti?
“I nostri turisti sono per l’85% di nazionalità italiana. Arrivano soprattutto dal Lazio (anche in virtù della vicinanza geografica), dalla Campania, dalla Lombardia e dalla Puglia. C’è un aumento di clientela straniera. Ogni anno, dal nord della Francia, arrivano gruppi che ormai sono fidelizzati. Faccio una riflessione: dobbiamo essere più attrattivi verso i flussi turistici nordeuropei. Loro, solitamente, non vanno in vacanza tra luglio ed agosto, ma a maggio, giugno, settembre ed ottobre. Se vogliamo, e dobbiamo, lavorare col mercato straniero dobbiamo garantire servizi nella bassa stagione. Come fa il Salento: lì, gli stabilimenti balneari sono aperti anche nel mese di ottobre, e tutti i villaggi sono pieni di turisti stranieri. Poi, si deve lavorare in sinergia con l’aeroporto di Pescara, come abbiamo fatto noi”
Di quale iniziativa parla?
“Qualche anno fa, abbiamo siglato un accordo con il più grande sindacato di pensionati austriaco. Questa organizzazione, nel mese di aprile/maggio, organizza viaggi per i suoi affiliati. Sono arrivati a Pescara 1500 ospiti a settimana per cinque settimane. Ogni sette giorni cambiava il gruppo. Poi, vorrei aggiungere una cosa…”.
Dica pure
“È importante tutelare il patrimonio ricettivo di una città, perché rappresenta il volano economico della città stessa. Portare i turisti in una qualsiasi destinazione della nostra bella Italia significa portare economia. Negli ultimi anni, molti alberghi sono stati trasformati in strutture assistenziali per anziani. Così, però, si va a depauperare il patrimonio ricettivo-turistico! Questo cambio di destinazione d’uso, secondo me, va normato in qualche modo. Sia per evitare che la città in questione perda posti letto alberghieri, e sia perché molte di queste strutture hanno originariamente beneficiato di agevolazioni fiscali, in quanto appunto strutture turistiche, e perciò facenti parte di un settore che genera un importante indotto: cambiando destinazione d’uso, questa caratteristica vincolante sparisce”.
Alessandro Amico

















