PORTE PIÙ BASSE, È UN CASO
Il Lauretum vince, ma rischia

Si presentano in campo avverso per il sopralluogo pre partita al “Simone Acciavatti” e notano che le due porte sono più basse del consentito: la società locale si precipita a far ripristinare la regolarità, facendo scavare dai custodi la linea di porta e pare riuscirci, visto che l’arbitro decide di far giocare la gara, alla fine vinta proprio dai locali. Ma attenzione ai futuri pronunciamenti della giustizia sportiva con il caso dell’anno scorso in serie D, relativo al derby toscano fra Sangiovannese e Grosseto. Scene insomma di un calcio di altri tempi, quelle registrate domenica pomeriggio a Loreto.

La gara, valevole per il campionato regionale di Promozione fra la Lauretum e la Turris Val Pescara, è cominciata con 35 minuti di ritardo a causa del controllo sulla regolarità dell’altezza delle due porte, richiesto formalmente dalla società ospite: e le porte in effetti sono risultate alla terna arbitrale più basse di 6 e 9 centimetri, rispetto ai metri 2,44 regolamentari. Immediatamente, la Lauretum calcio si è messa all’opera con dei propri addetti per far scavare le linee di porta, nel tentativo di portarle all’altezza voluta dal regolamento degli impianti sportivi della Lega Nazionale Dilettanti (“che esclude l’ammissibilità di avvallamenti o dossi di entità superiore a 3 cm”).

L’arbitro comunque deve aver valutato positivamente il lavoro del sodalizio locale e ha deciso di fischiare l’avvio della partita, persino vinta dalla Lauretum. Le polemiche però non mancheranno se, come pare, la Turris chiederà la non omologazione del risultato da parte del Giudice Sportivo regionale che si esprimerà non prima di giovedì. Proprio quasi un anno fa si propose la stessa situazione in serie D. A San Giovanni Valdarno, il Grosseto protestò: anche lì si scavarono le linee di porta su un campo in erba naturale (come quello di Loreto Aprutino) e la gara con ben tre rigori terminò 1-1.

Il ricorso degli ospiti venne bocciato dal Giudice Sportivo, ma la Corte d’Appello Nazionale ribaltò il verdetto dando la vittoria alla squadra ospite. Venne dichiarata l’irregolarità del terreno di gioco: “Il procurato dislivello non l’ha sanata poiché l’altezza di metri 2,44 deve intercorrere fra il bordo inferiore della traversa e il suolo inteso come terreno di gioco, sicché non può rilevare al riguardo un dislivello o avvallamento creato al di sotto del livello del suolo e per di più nella sola striscia di suolo relativa alla linea delle porte”. Con il resto del terreno di gioco divenuto irregolare, comunque.

Berardo Lupacchini

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