Città Sant’angelo perde il suo evento simbolo: annullata la 20ª edizione di “DALL’ETNA AL GRAN SASSO”. Il j’accuse dell’associazione: «Burocrazia e costi insostenibili»

Una doccia fredda si abbatte sull’estate angolana e sul panorama culturale abruzzese. La ventesima edizione di “Dall’Etna al Gran Sasso”, la storica manifestazione che da due decenni celebra il gemellaggio culturale, gastronomico e tradizionale tra Sicilia e Abruzzo, è stata ufficialmente annullata. A comunicarlo, con una nota intrisa di amarezza, è l’APS Dall’Etna al Gran Sasso, l’anima motore dell’evento.

Una decisione drastica che accende i riflettori sulle crescenti difficoltà che stringono alla gola il mondo del volontariato e dell’associazionismo locale. Non si è trattato di una scelta leggera, bensì di una presa d’atto inevitabile. Gli organizzatori hanno indicato chiaramente i fattori che hanno reso impossibile la pianificazione del ventennale: normative sempre più stringenti e adempimenti amministrativi complessi.

Oneri e rischi crescenti a carico dei singoli membri del direttivo. Risposte insufficienti e adesioni limitate da parte dei partner privati e dei sostenitori economici. «Le difficoltà organizzative, la burocrazia sempre più complessa e le crescenti responsabilità hanno reso impossibile garantire lo svolgimento dell’evento nelle condizioni necessarie», spiegano dall’Associazione di Promozione Sociale. «Abbiamo sondato anche tra i potenziali sponsor, ma le adesioni ricevute non sono state sufficienti a sostenere concretamente l’organizzazione». Il direttivo coordinato dall’ex Sindaco Gabriele Florindi ha comunque voluto ringraziare i vent’anni di supporto ricevuti da volontari, istituzioni e cittadini, precisando: «Ci auguriamo che questo non sia un addio, ma soltanto un arrivederci».

 

Gabriele Florindi

La replica del Sindaco Perazzetti: «Comprendiamo il peso delle nuove norme»

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Città Sant’Angelo, Matteo Perazzetti, che ha espresso profondo dispiacere a nome di tutta l’Amministrazione Comunale, pur difendendo l’operato dell’ente pubblico. Il primo cittadino ha puntato il dito sulla recente riforma del terzo settore e sul cambio delle normative nazionali che disciplinano la sicurezza e la gestione delle manifestazioni pubbliche: «Negli ultimi anni la normativa che disciplina il mondo associativo è cambiata profondamente, rendendo sempre più stringente la gestione amministrativa, organizzativa e burocratica delle manifestazioni. Siamo consapevoli del grande impegno e delle responsabilità che tutto questo comporta».

Perazzetti ha poi tenuto a precisare che il Comune non ha fatto mancare il proprio appoggio: «L’Amministrazione Comunale ha sempre mantenuto un dialogo costante e costruttivo, confermando la propria disponibilità a sostenere l’evento, così come avvenuto anche nella scorsa edizione». Il sindaco ha concluso con un appello, auspicando un tavolo di confronto per “valutare ulteriormente la decisione” e trovare una strada condivisa per far tornare la festa nel borgo. Il danno economico e sociale per il territorio Al di là del garbo istituzionale e dello scambio di comunicati, l’annullamento di “Dall’Etna al Gran Sasso” rappresenta un durissimo colpo per la comunità.

Mancato afflusso di migliaia di visitatori; perdita di introiti significativi per hotel, B&B, ristoranti e attività artigianali del centro storico. Interruzione di una tradizione ventennale che posizionava Città Sant’Angelo come fulcro di interscambio culturale a livello nazionale. Perdita di un’occasione unica di aggregazione intergenerazionale e di valorizzazione del lavoro dei volontari. Il caso di Città Sant’Angelo non è isolato, ma è il sintomo di un’emergenza nazionale: se le istituzioni locali e centrali non troveranno il modo di snellire le procedure e sostenere concretamente i costi della sicurezza, le manifestazioni storiche gestite dai volontari saranno destinate a scomparire, lasciando i borghi italiani più vuoti e meno attrattivi. L’auspicio della cittadinanza è che il dialogo tra Comune e l’associazione possa riaprirsi immediatamente per evitare che il sipario cali definitivamente su una delle pagine più belle della storia recente del comune angolano.

 

Matteo Perazzetti

 

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