“Chiederemo formalmente alla Corte dei Conti e ai revisori della Regione di accertare tutte le responsabilità del presidente Marsilio e della sua giunta per lo stallo, il continuo traccheggio e l’ingiustificato allungamento dei tempi sulla bonifica dell’ex sito minerario Imbocco Pilone di Abbateggio, mentre scatterà il prelievo forzoso di 800mila euro direttamente dalle casse regionali”. È l’affondo lanciato questa mattina dal vicepresidente della Commissione regionale Ambiente e Territorio, Antonio Di Marco, nel corso della conferenza stampa convocata nella Sala Figlia di Iorio della Provincia di Pescara per denunciare l’inerzia della Regione sulla messa in sicurezza permanente dell’area. All’incontro hanno preso parte anche il sindaco di Abbateggio, Gabriele Di Pierdomenico e l’avvocato Matteo Di Tonno, che ha curato il supporto legale della vicenda.
“Dal 2025 ho seguito con rigore e costanza la procedura attraverso accessi agli atti, solleciti, richieste di chiarimento e continue iniziative in Consiglio regionale, al fine di verificare lo stato degli adempimenti e la disponibilità delle risorse – ha spiegato Di Marco –. Il quadro è tracciato da atti precisi: la sentenza del Consiglio di Stato n. 1417/2017 e la Legge regionale n. 14/2020. Eppure, nonostante i pronunciamenti e i passaggi istituzionali, la copertura economica è rimasta al palo. Ho presentato ripetuti emendamenti per trovare la copertura finanziaria, ma il Consiglio regionale li ha sistematicamente bocciati, compreso l’ultimo da 800.000 euro. Ora basta: non presenteremo più alcun emendamento. Lo scorso 21 ottobre il Commissario ad acta ha infatti comunicato che, in assenza dello stanziamento dovuto, procederà al prelievo coattivo. Adesso il commissario Caterina Di Paolo attiverà il provvedimento per attingere direttamente dai capitoli del bilancio regionale che presentano capienza fino a raggiungere gli 800.000 euro necessari, esercitando i poteri conferiti dal Consiglio di Stato. Questa gestione superficiale non può passare sotto silenzio: la Corte dei Conti dovrà fare luce sul danno e sulle colpe politiche e amministrative di chi ha bloccato un’opera dovuta per legge. Ringrazio il sindaco Gabriele Di Pierdomenico e l’avvocato Matteo Di Tonno per il rigoroso lavoro svolto: il territorio ha diritto a una soluzione definitiva senza ulteriori rinvii”.
A ribadire la posizione dell’amministrazione comunale è stato il sindaco di Abbateggio, Gabriele Di Pierdomenico: “Adesso il Comune attende che il commissario dia pieno seguito a quanto comunicato a luglio e ribadito di recente alla Regione: se non fossero state stanziate le risorse, si sarebbe intervenuti con i poteri sostitutivi prelevando direttamente le somme necessarie. Non chiediamo un favore per Abbateggio, ma il rispetto degli impegni assunti e dei diritti riconosciuti alla nostra comunità. La Regione ha il dovere inderogabile di dare esecuzione alle sentenze e garantire la sicurezza del territorio. È inaccettabile che, dopo anni, si debba arrivare a un prelievo forzoso dal bilancio regionale per ottenere le risorse necessarie a un intervento dovuto. C’è tutto un comprensorio che non può godere del potenziale che arriverebbe da questo progetto, un’area che non ha colpe”.

Gabriele Di Pierdomenico e Antonio Di Marco
D’Addazio (FdI) replica a Di Marco: Lezioni da chi ha lasciato il territorio inattivo nel 2017? Giù la maschera, i cittadini conoscono la verità
“Fa sorridere, per usare un eufemismo, che oggi a salire sulle barricate e a fare la morale alla Regione Abruzzo sia proprio Antonio Di Marco. È opportuno rinfrescare la memoria e riportare la discussione sui fatti concreti, ricordando a tutti quale fosse la situazione quando questa vicenda ha avuto inizio”. Lo dichiara il consigliere regionale Leonardo D’Addazio, replicando al consigliere Di Marco.
“Nel 2017, anno in cui il Consiglio di Stato emise la sentenza di ottemperanza ordinando la messa in sicurezza del sito minerario ‘Imbocco di Pilone’, chi c’era al governo del territorio? La Provincia di Pescara era guidata proprio da Antonio Di Marco, mentre la Regione Abruzzo era presieduta da Luciano D’Alfonso. I primi soggetti istituzionali tenuti a dare esecuzione a quell’obbligo, e che si resero di fatto inottemperanti, furono proprio gli enti governati da questa filiera politica. Oggi, chi ha lasciato arenare la situazione in quegli anni ha il coraggio di puntare il dito? È paradossale”.
D’Addazio entra poi nel merito degli atti amministrativi che smentiscono nettamente la narrazione dell’opposizione: “La Regione Abruzzo ha fatto eccome la propria parte: ha individuato le coperture finanziarie, istituito i capitoli di spesa specifici (come la L.R. n. 14/2020) e adottato tutti gli atti per permettere l’avanzamento dell’opera. Se ci sono stati blocchi, questi non derivano da inerzia politica della Giunta regionale, capace di dare risposte concrete a richieste giunte l’ultimo giorno dell’anno nel giro di 24 ore, ma da vicende del tutto oggettive e indipendenti dalla nostra volontà, prima fra tutte l’interdittiva antimafia emessa nel 2022 nei confronti dell’impresa affidataria dei lavori, che ha portato alle successive e inevitabili conseguenze giudiziarie e allo scioglimento consensuale del contratto gestito dal Commissario ad acta.
Quanto alla recente nota del Commissario dell’aprile 2025, che ipotizza una perizia di variante e un incremento di costi fino a 1,1 milioni di euro a seguito dell’interruzione contrattuale, è bene evidenziare un dettaglio che Di Marco dimentica di dire: il Commissario ad acta non ha mai consegnato formalmente questa perizia, di cui abbiamo conoscenza solo a voce e che di conseguenza la Regione non può pagare somme non ancora certificate. Si usano comunicati stampa per fare polemica politica, anziché confrontarsi con gli atti ufficiali. Comprendo il ruolo dell’opposizione ma i cittadini di Abbateggio e dell’Abruzzo intero meritano serietà, responsabilità istituzionale e verità, non ricostruzioni di parte confezionate ad hoc. La Regione continuerà a seguire con attenzione e concretezza l’evoluzione dell’intervento, lasciando la propaganda a chi l’ha praticata in passato senza produrre risultati”, conclude D’Addazio.

D’Addazio

















