Abbateggio pianta i primi alberi del Bosco-Frutteto della biodiversità: memoria, resilienza e futuro per il territorio

Importante battesimo ad Abbateggio: in via Margherita d’Austria, saranno messi a dimora alberi “figli” dei grandi patriarchi forestali e da frutto d’Italia, perché il progetto cresca e porti alla creazione di un vero e proprio bosco e frutteto. Un progetto nato con la proposta e la collaborazione dell’Associazione Patriarchi della Natura e fortemente sostenuto da Grazie Francescato, già Presidente del WWF Nazionale. La cerimonia avrà degli speciali testimoni: oltre alla Francescato e il sindaco Gabriele Di Pierdomenico, ci saranno Sergio Guidi, Presidente dell’Associazione Patriarchi della Natura, Grazia Francescato, già Presidente del WWF Nazionale, Alessio Monaco Consigliere regionale e Sindaco di Rosello, Antonio Di Marco, Vicepresidente Commissione Ambiente e Territorio Regione Abruzzo e i presidenti delle Associazioni Locali.

“Si tratta di piante antiche, straordinariamente resistenti, capaci di affrontare cambiamenti climatici e avversità ambientali – dice il sindaco Gabriele Di Pierdomenico – . Un’iniziativa che va ben oltre il semplice intervento di riqualificazione ambientale, configurandosi come un vero gesto di responsabilità verso il futuro. Conservare il patrimonio genetico di queste specie significa difendere la biodiversità, recuperare saperi agricoli e trasmettere alle nuove generazioni il valore delle radici. Il Bosco-Frutteto di Abbateggio che comincia i suoi passi e crescerà con il progetto, diventerà così uno spazio di memoria, didattica e resilienza, entrando nella rete nazionale promossa dall’Associazione Patriarchi della Natura per custodire le radici e rafforzare il legame tra comunità e territorio”.

“Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come i borghi possano essere protagonisti della tutela ambientale e della valorizzazione del proprio patrimonio identitario – spiega il consigliere regionale Antonio Di Marco, fautore del progetto come vicepresidente della Commissione Ambiente, che gode anche del patrocinio dell’associazione Borghi più Belli d’Italia in Abruzzo e Molise – . Piantare alberi che custodiscono un patrimonio genetico antico significa investire sulla resistenza dei territori e sulla qualità del futuro, non è un’operazione nostalgia, ma un gesto rivoluzionario e innovativo che punta al futuro e alla rinascita delle aree interne attraverso il loro patrimonio naturale. Una finalità che ci riguarda come cittadini e anche come associazioni, per questo Borghi più belli d’Italia in Abruzzo e Molise sostiene con convinzione progetti che uniscono ambiente, cultura e comunità, perché è da qui che passa la vera sostenibilità delle aree interne”.

 

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