Tra docenti, personale Ata e bambini nel plesso scolastico di Santa Teresa di Spoltore, sono quasi in 400 ad avere l’obbligo di restare a casa fino al prossimo 14 febbraio. Questo è il risultato del provvedimento di “quarantena”, scaturito dalla chiusura della struttura da parte del sindaco di Spoltore, preso atto di un primo parere, a fine gennaio, del dipartimento di prevenzione della Asl di Pescara di sospensione dell’attività didattica in presenza, per l’aumento di casi delle infezioni da Sars-Cov-2 e di una seconda interlocuzione integrativa, dello scorso 2 febbraio.

Il primo cittadino, Luciano Di Lorito, ha spiegato di aver firmato l’ordinanza di chiusura per tutto il plesso dopo aver ricevuto il parere tecnico da parte del dipartimento della Asl di Pescara. Infatti lo stesso ufficio di prevenzione “dopo aver disposto la quarantena solo per alcuni classi interessate da casi di positività, visto la rilevante diffusione del virus”, con comunicazione del 2 febbraio, “ha proposto al sindaco la chiusura per quarantena dell’intera scuola” che, come ricorda la comunicazione stessa, impone a tutte/i l’obbligo di restare a casa, che siano docenti, alunni e personale Ata. Nei destinatari del provvedimento, sono affiorate alcune perplessità circa l’estensione della quarantena all’intero edificio scolastico, che obbliga a dimora casalinga anche chi, dopo aver ovviato a tutti i protocolli di sicurezza, non ha avuto contatti diretti con i soggetti risultati positivi. Inoltre in altri casi analoghi nel pescarese è prevalsa la linea delle chiusure, disponendo limitazioni di sicurezza e prescrizioni sanitarie solo ai positivi e agli ambienti e alle persone che siano venute a contatto diretto con loro.

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