Scuola elementare: D’Alfonso censura Rifondazione Comunista. E scoppia la protesta

PENNE – Il sindaco Rocco D’Alfonso e il PD censurano Rifondazione Comunista. Per l’amministrazione comunale non è permesso protestare o promuovere attività informativa in piazza che mettono in cattiva luce la maggioranza di centrosinistra.

Il sindaco infatti ha fatto rimuovere il banchetto con il quale il partito di Ferrero raccoglieva adesioni contro la delocalizzazione della scuola elementare “Mario Giardini” in via dei Lanaioli. Non è la prima volta che Rocco D’Alfonso “censura” gli avversari politici. Tre mesi dopo le sue elezioni, chiese al comandante dei vigili urbani, Natalino Matricciani, di rimuovere un tazebao del PDL affisso in piazza Luca da Penne. E poi, come non ricordare, l’ordinanza firmata per il controllo preventivo dei manifesti politici. Per Rifondazione Comunista ora la misura è colma. «Quanto accaduto sabato scorso a Penne durante la “Notte in bianco” è davvero incredibile. La presenza di un banchetto informativo del costituente “Movimento di lotta per le scuole elementari” fa infuriare il sindaco che dopo una serie di pressioni intima all’organizzazione dell’evento di rimuovere il banchetto, pena l’interruzione della manifestazione regolarmente autorizzata. Ancora una volta siamo costretti a denunciare la riduzione degli spazi democratici e di espressione in Provincia di Pescara. È sconcertante che a farsi promotore di queste azioni sia proprio il Partito Democratico con i propri sindaci. E non è la prima volta che accade! A Salle il sindaco PD richiese l’intervento dei Carabinieri e del Prefetto preoccupato dalla presenza di un banchetto per la raccolta firme referendaria in difesa dell’articolo 18. Oggi invece è toccato a Rocco D’Alfonso, sindaco PD di Penne, censurare il banchetto informativo che denunciava il trasferimento della scuola elementare “M. Giardini” attraverso una discutibile operazione urbanistica e il taglio dei pulmini destinato al servizio di scuolabus. Forse il PD in provincia immagina cittadini e giovani con la testa china, si sbaglia! Dopo aver fatto parlare di sé per le inchieste giudiziarie, l’ACA, l’ATO e il “partito dell’acqua” la classe dirigente del PD pescarese ci regala pure gli editti “bulgari” di berlusconiana memoria. A furia di inseguire il PDL e di governarci insieme il PD finisce per assomigliare sempre di più nei modi e nelle scelte al partito di Berlusconi. Non è un caso che Rifondazione Comunista a Penne ha dato vita alle scorse elezioni ad una lista alternativa all’attuale maggioranza. Ci preoccupa l’atteggiamento dell’amministrazione comunale rispetto alla costruzione della nuova scuola elementare: perché tanta fibrillazione quando si tocca l’argomento? Rifondazione Comunista continuerà a portare avanti la battaglia del “Movimento di lotta per la scuola elementare” per la trasparenza, la partecipazione e la tutela del territorio contro i tagli alla spesa sociale».

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