PENNE – Seduta del Consiglio comunale del 23 ottobre scorso. All’ordine del giorno, c’è l’approvazione del regolamento comunale che disciplina il verde privato.
Illustra la delibera il consigliere delegato Daniele Toppeta. C’è subito un “intoppo”: la delibera, dopo averla discussa in Commissione, è viziata di alcuni errori e dunque, in apertura, viene emendata dallo stesso proponente. Nella discussione generale, però, arriva il colpo di scena (o di grazia). Quello che non ti aspetti: il regolamento è interamente copiato. Il testo viene epurato anche di alcuni principi, come la partecipazione di esperti nella gestione delle istanze dei cittadini. Il “plagio” viene scoperto dal consigliere comunale di PenneSì, Matteo Tresca, che affonda con forza il coltello nella piaga, già sanguinante. «Tutto mi sarei aspettato tranne che vedere riproposto lo stesso e identico regolamento di cui abbiamo discusso nella passata Amministrazione proprio con gli stessi identici termini», dice in aula il consigliere comunale Tresca, ex Presidente del Consiglio nella passata amministrazione del sindaco Donato Di Marcoberardino. Aggiunge: «E’ stato cambiato soltanto il carattere del testo, per cui la nostra proposta era di 15 pagine: ora, il regolamento è diventato di 12 facciate; in pratica – incalza Tresca – ci sono voluti 17 mesi per portare in Consiglio comunale un lavoro della precedente Amministrazione. La cosa che mi ha sorpreso di più – osserva ancora il consigliere comunale di Sel – è che il regolamento, rispetto all’originario, è stato epurato di alcune parti significative, come ad esempio l’istituzione di una Commissione priva di poteri di controllo. Questo perché? Perché l’unico titolato all’esame del progetto – risponde Matteo Tresca riferendosi all’attuale regolamento – sarà il responsabile unico dell’ufficio, quindi non sarà la Commissione a poter prendere visione di questi progetti, ma sarà il responsabile dell’ufficio tecnico che farà le sue valutazioni». Confusa la replica del consigliere Toppeta, che in sostanza sostiene: «Noi in cinque mesi lo abbiamo fatto, voi in quattro anni e mezzo non avete approvato manco un articolo». Il regolamento, subito dopo, è stato ritirato tra una sospensione e l’altra. La delibera è tornata in Commissione in attesa che la maggioranza si chiarisca le idee.
















