A seguito delle perplessità sollevate dal circolo pennese del Partito Democratico sull’arruolamento da parte della ASL dell’assessore comunale Giuseppina Tulli, la stessa ha voluto offrire la propria versione dei fatti che, tuttavia, lascia molto perplessi i dem pennesi. «La risposta fornita dall’assessore comunale Tulli in merito alla propria nomina apre tutta una serie di interrogativi, alcuni dei quali molto preoccupanti. Infatti, riprendendo le sue parole, afferma che “mi hanno chiamato varie volte per essere strutturata nel servizio”. Speriamo che “essere strutturata” abbia un significato diverso rispetto a quello comunamente intenso, perché altrimenti saremmo di fronte ad un fatto penalmente rilevante! Infatti, per noi essere strutturati significa possedere una specializzazione, partecipare ad un avviso, fare un concorso ed essere inseriti in graduatoria e non che si venga “chiamati più volte”. Chi ha chiamato l’assessore Tulli e per fare cosa? Chi e perché glielo ha promesso? Se prima non avevamo dubbi sulla legittimità degli atti e delle procedure seguite, sebbene inopportune, adesso ci sorgono dei dubbi che l’assessore comunale farebbe bene a chiarire immediatamente, non solo sulla stampa ma anche in Consiglio Comunale. Per di più, nella delibera che dispone il suo reclutamento, viene richiamata una mail del 15 febbraio inviata dal Direttore del Dipartimento di Prevenzione per trovare la disponibilità di medici. Tale mail è stata inviata solo alla Tulli o anche ad altri potenziali interessati? L’Assessore Tulli chiarisca anche questo aspetto. Considerata la delega alla sanità posseduta, dovrebbe esplicitare pure con quali criteri la ASL di Pescara abbia conferito al Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Baldacchini, numerose deleghe tra le quali quelle di referente della vaccinazione e referente dei tamponi. Infatti, considerando tali nomine, senza dimenticare anche quella del Sindaco, richiamato in servizio nonostante la pensione, palesano una gestione personalistica e una spartizione di incarichi e poltrone, che stanno creando malcontento tra gli utenti, il personale in servizio nel San Massimo e, addirittura, tra alcuni esponenti della stessa maggioranza comunale, mai così spaccata come quest’oggi. Tutti questi fatti segnano il fallimento della politica sanitaria sulla quale questa amministrazione, assieme alla maggioranza regionale, hanno raccolto grandissimi consensi nelle varie elezioni, promettendo una rapida ripresa del San Massimo. Tuttavia, in questi cinque anni non si è riusciti neppure ad attivare un solo servizio aggiuntivo ma, al contrario, ne sono stati soppressi di ulteriori. Riteniamo che l’assessore Tulli sia inadeguata a ricoprire ancora il ruolo di assessore e la stessa farebbe bene a chiarire tutte le vicende che la riguardano e fare un passo indietro».

PD-Circolo di Penne

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