IL CONVEGNO SUL TONDINO DEL TAVO. TUTTO DA RACCONTARE
Una cronaca gustosa di quanto accaduto al Convegno presso Dimora Cecchini a Picciano

Si è svolto il 20 febbraio 2026, il Convegno “TONDINO DEL TAVO ED I SUOI BENEFICI”, a Picciano, presso Dimora Cecchini Ristorante Gabrielino Relais. Al centro del dibattito un progetto di tutela e valorizzazione dell’antico legume la cui coltivazione copre un areale di ben 7 comuni della provincia di Pescara: Farindola, Penne, Loreto Aprutino, Pianella, Collecorvino, Moscufo e Cappelle sul Tavo.

La tavola rotonda ha riunito istituzioni, produttori, ricercatori, rappresentanti di categoria e associazioni territoriali, con l’obiettivo di tracciare le linee future di azioni a sostegno della biodiversità agricola, utili per la valorizzazione economica e per la promozione culturale del prodotto. A seguire, una cena tematica ha esaltato il tondino del Tavo dall’antipasto al dolce, dimostrandone la straordinaria versatilità nella combinazione con gli altri sapori dell’enogastronomia  abruzzese. Una serata di successo da raccontare in ogni dettaglio.

PAROLE INTORNO AL TONDINO

Alessio Chiavaroli al tavolo del Convegno

A prendere per primo la parola è stato il presidente del Consorzio di Tutela, Alessio Chiavaroli, che ha illustrato sinteticamente obiettivi e prospettive future del consorzio ponendo l’attenzione sul ruolo dei contadini custodi del seme, oggi iscritti nel Registro degli Agricoltori Custodi della Biodiversità.
L’Assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente ha sottolineato il ruolo identitario di questo legume che può rappresentare, per i produttori, un elemento distintivo capace di caratterizzare in modo chiaro e riconoscibile la loro offerta. Insieme ad altre peculiarità agroalimentari del territorio, la produzione di fagiolo tondino del Tavo può contribuire a definire una nicchia di qualità ad alto valore specifico. Proprio in questa prospettiva si inserisce l’idea di riproporre il progetto “Tipicità d’Abruzzo”. Iniziativa mirata alla valorizzazione delle produzioni regionali, presenti non solo nell’area vestina ma in tutto il territorio abruzzese, e che prevederebbe il coinvolgimento attivo dei GAL regionali per rafforzare sviluppo e promozione delle filiere locali.

L’Assessore Regionale Emanuele Imprudente

Per il GAL Terre Pescaresi era presente il presidente Gianluca Buccella che ha ricordato, attraverso una attenta ricostruzione, il percorso seguito dall’ente per creare, sostenere e promuovere la Comunità dei produttori, un passaggio fondamentale che ha consentito l’iscrizione del tondino del Tavo nell’aura dei Presìdi di Slow Food Italia. Un progetto che individua l’urgenza di salvare la biodiversità alimentare, mappando i prodotti che rischiano l’estinzione. I presìdi sono un esempio virtuoso di economia locale con azioni di tutela, rafforzamento dell’identità e prospettive di sviluppo.
Tra i contributi, ha suscitato particolare interesse l’intervento del professor Adriano Mollica, del Dipartimento di Farmacia dell’Università degli Studi Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, che ha evidenziato le superbe prerogative nutrizionali e organolettiche del tondino del Tavo. Mollica è promotore di una ricerca scientifica finalizzata a ad analizzare le proprietà antiossidanti del legume e metterle a frutto per la produzione di integratori alimentari.

Un cannolo alla crema di Tondino

Largo al gusto grazie al parere di Carlo Auriti, presidente provinciale dei cuochi di Pescara, che ha evidenziato il ruolo decisivo della categoria dei ristoratori nel portare concretamente questo prodotto nelle cucine e sulle tavole, trasformando un semplice piatto in esperienza gastronomica. Sono stati proprio i cuochi, guidati da Auriti, a curare la cena di degustazione finale, durante la quale il tondino del Tavo è stato proposto in numerose varianti, dall’insalata di campo alla vellutata di fagioli con le sarde, dai tajiarill e fagioli alla crema di zucca con Tondino, fino ad un cannolo dolce ripieno di crema di tondino realizzato dal mastro panificatore Alessandro Zenone.
Ampia è stata la partecipazione delle organizzazioni agricole, da Coldiretti con Pierpaolo Martinelli, a Liberi Agricoltori, fino a CIA con Pierluigi Pace, oltre a numerosi sindaci dei comuni dell’area vestina, tutti coinvolti attivamente nel dibattito e nel progetto di valorizzazione della filiera locale.

Promozione del Tondino del Tavo

A conclusione del convegno è intervenuta la presidente della condotta territoriale Slow Food Vestina Enca Polidoro che ha posto l’attenzione sul ruolo di Slow Food e dei Presidi nel promuovere una gastronomia orientata alla sostenibilità e alla tutela delle piccole produzioni locali. In particolare, ha ribadito la necessità e il ruolo dell’associazione di affiancare le piccole realtà produttive, sostenendole nel percorso di crescita e valorizzazione. Un impegno che si traduce anche nell’incoraggiare i produttori a fare rete, a unirsi e a rafforzare la collaborazione reciproca, così da poter affrontare con maggiore solidità le criticità del settore, che difficilmente potrebbero essere superate individualmente.
I progetti di promozione e valorizzazione del tondino del Tavo, osservati da qualunque prospettiva, da tempo suscitano crescente interesse da parte degli amministratori locali e degli operatori del territorio vestino, un’area di storica vocazione agricola e di grande rilevanza gastronomica. Questa coltivazione si inserisce in un contesto già fortemente valorizzato, nel quale, come emerso nel corso del convegno, potrebbero aprirsi interessanti opportunità, anche sul fronte del turismo enogastronomico, tema ormai centrale nelle agende territoriali. Su questo fronte, istituzioni e produttori delle diverse eccellenze locali — non solo del tondino — sono chiamati quindi a collaborare per costruire una rete solida e coordinata, capace di sviluppare offerte integrate e autentiche esperienze legate al territorio.

I LUOGHI LI FANNO LE PERSONE!

La foto del Maestro Luciano D’Angelo, immagine simbolo della storia del Consorzio

L’identità di un territorio si costruisce grazie alla diversità che lo caratterizza rispetto ad altri luoghi. Identità e diversità sono quindi due facce della stessa medaglia: valorizzare le peculiarità locali significa rendere più forte e riconoscibile l’identità complessiva di un luogo.
I luoghi smettono di essere soltanto spazio fisico, per diventare un sistema vivente; non un semplice contenitore di risorse, bensì un organismo culturale complesso. Al centro di tutto questo c’è però un elemento imprescindibile: sono le persone e le comunità. Senza la loro presenza e partecipazione, nessuna progettualità potrebbe prendere forma né durare nel tempo. Sono proprio le comunità a rendere vivo il territorio e a trasformare lo spirito in azione concreta. Questo l’obiettivo da perseguire…anzi no, da oggi chiamiamolo traguardo!

Enca Polidoro

 

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