di Aleardo Rubini

L’ultima fatica letteraria di Mario Costantini è una raccolta di poesie intitolata Sulla via verso sé stesso, Edizioni Cogecstre Penne, introduzione e traduzione in lingua rumena di George Popescu. Nelle 186 pagine il primo dato che colpisce il lettore è la contestazione che Mario Costantini rivolge alla società del suo tempo e relative ideologie sbagliate. Il libro ha un sicuro valore antropologico, in quanto rispecchia in pieno una funzione sociale. L’Autore si cala in toto – una full immersion – nella realtà quotidiana, sottolineandone gli aspetti negativi con un sottofondo di speranza per il domani. Da artista qual è porta il suo discorso anche sul degrado ambientale, dal momento che il paesaggio, i monumenti, i centri storici, sono sottoposti quotidianamente ad azioni per così dire di boicottaggio, nella peggiore delle ipotesi alla distruzione totale. Di pagina in pagina emerge un sentimento del tempo, specialmente in alcune composizioni fra le meglio riuscite ad esempio Colore della pelle, di cui riportiamo questi significativi versi:

L’indirizzo del cosmo/ è stampato sul biglietto/ di un concorso per la vita.

Qui sembrano riaffiorare alcuni semantemi rintracciabili nelle prime opere pittoriche e scultoree di Mario Costantini, Autore fra i più impegnati nel campo della ricerca. Sin da allora emergeva nel suo lavoro un’ansia conoscitiva per il reale che ci circonda: non passività, ma conoscenza approfondita delle radici dell’uomo e dell’esistere. Un altro esempio che valga per tutti è costituito dalla lirica Vivido Sole in cui è notevole anche la ricerca delle rime: i versi finali sono e non chiudere la porta alla creatività/ per non rischiare l’irrazionalità. Testimone del suo tempo è quanto mai significativo far capire che  L’unica certezza che siamo le stagione/ e non abbandoneremo il noto per l’ignoto. Di esempi come questo se ne rintracciano diversi nella corposa raccolta, la quale in ogni casa è da rapportare anche agli ultimi lavori di Mario Costantini, consistenti in raffinati disegni in bianco e nero sospesi fra realtà e fantasia, e sculture dove l’estro si dispiega al massimo in creazioni sempre più inedite e coinvolgenti, al di là di scontati e ripetitivi stilemi tradizionali: “in progress”, per intenderci. Il suo agire è solo apparentemente concluso, mentre invece è un ponte lanciato sempre verso codici visivi ulteriori.

 

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