DOPO GRANADA, PRIMA DI VENEZIA…AMATO ABRUZZO
Donato Renzetti, il Maestro dei maestri, ritorna a casa. Reduce dai successi della tournée spagnola organizzata dal Festival di Granada, giunto alla 75ema edizione, e proiettato verso l’inaugurazione del Teatro La Fenice di Venezia dove dirigerà Fedora di Umberto Giordano, eccolo di nuovo in Abruzzo per una tappa del tour Obiettivo Orchestra, promosso dalla Fondazione Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo. Il 28 luglio al Teatro Marrucino di Chieti Renzetti dirigerà due capolavori della musica classica, la Sinfonia n.6 in Si Minore op.74 “Patetica” di Pëtr Il’ič Čajkovskij e la Suite da L’oiseau de feu di Igor Stravinskij. Il tour prende il via da Saluzzo, il 26 luglio, nella suggestiva cornice de Il Quartiere, il 27 luglio dal Sagrato della Basilica Pontificia della Santa Casa di Loreto e, dopo Chieti, sarà la volta della Basilica di San Vitale a Roma il 29 luglio

OBIETTIVO ORCHESTRA
Obiettivo Orchestra è il Progetto promosso dalla Scuola di Alto Perfezionamento Musicale nata nel 1986 su progetto pilota dell’Unione Europea, con l’obiettivo di realizzare un’offerta formativa strumentale di alto livello e di accompagnare nel mondo del lavoro le professioni artistico-musicali e delle professioni tecniche al servizio della produzione musicale e video.Il percorso formativo di Obiettivo Orchestra coinvolge, come insegnanti, le prime parti della Filarmonica Teatro Regio Torino e si prefigge di formare ensemble musicali che possano partecipare professionalmente alle stagioni concertistiche italiane e rendere più accessibile e fluido il percorso per rendere la musica un vero e proprio mestiere della vita. All’interno dell’APM l’Accademia di Direzione d’Orchestra è stata intitolata a Donato Renzetti. Proprio lui che più dell’esperienza, più dei 100 titoli d’opera diretti, più dei palcoscenici prestigiosi al mondo che hanno accolto il suo gesto, è l’esempio concreto della vicinanza ai giovani musicisti che inseguono il sogno del podio. Una vicinanza che ha espresso come esigenza coinvolgendo e lanciando appelli, più di tutto, insegnando a generazioni di direttori che la mano che libra la bacchetta non è altro che la prosecuzione di un sentimento.
“Non esiste nulla di più giusto che essere al fianco di giovani musicisti – dice il Maestro Renzetti- perché quello della musica classica e dell’opera è un mondo che è spesso dimenticato dai nostri governi, relegato quasi ad una dimensione amatoriale mentre suonare o cantare richiede un investimento professionale che merita di non essere trattato solo come un sogno retorico”.
Renzetti ha iniziato il suo percorso a Saluzzo dopo 25 anni di Accademia Musicale Pescarese, esperienza travolgente che ha contribuito a creare una generazione di direttori internazionali come Gianandrea Noseda o Michele Mariotti. Oggi, nell’anno 2026, nel pieno e nel massimo dell’espressività direttoriale che miete successi e tanti consensi della critica, gli occhi brillano ancora, per i suoi allievi. E tra il luoghi, sacri delle Chiese e profani dei Teatri, si rinnova il miracolo. Della mano leggera che guida il suono.


SCRIVONO DI LUI
Festival di Granada 2026–Granada Hoy, recensione di Jorge Rodríguez Morata
La primera parte encontró en Donato Renzetti un director de enorme categoría. Su gesto, preciso y siempre elegante, evitó cualquier exceso gesticulante para concentrarse en aquello verdaderamente importante: el control absoluto del pulso, el equilibrio entre planos sonoros y una administración muy inteligente de las tensiones dinámicas. Gracias a esa dirección rigurosa, la JONDE desplegó un sonido amplio, flexible y perfectamente organizado que permitió adentrarse en el universo lisztiano, siempre cómodo transitando por los grandes abismos expresivos del Romanticismo.
La prima parte del programma ha visto protagonista un direttore di grande levatura: Donato Renzetti. Il suo stile direttoriale — preciso e costantemente elegante — ha evitato gesti eccessivi, concentrandosi invece su ciò che contava davvero: il controllo assoluto del ritmo, l’equilibrio tra i piani sonori e una gestione estremamente intelligente della tensione dinamica. Grazie a questa direzione rigorosa, la JONDE ha prodotto un suono ampio, flessibile e impeccabilmente organizzato, consentendo di esplorare a fondo l’universo musicale di Liszt e di navigare con disinvoltura nelle vaste profondità espressive del Romanticismo.


















