RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – In seguito all’adozione della riforma della sanità operata dalla Giunta D’Alfonso, l’ospedale S. Massimo di Penne è stato declassato ad OSPEDALE DI AREA DISAGIATA con conseguente ridimensionamento di servizi e reparti.
Negli anni passati si è potuto constatare da parte dei comuni ricadenti nel comprensorio vestino un atteggiamento poco incisivo relativamente all’inesorabile processo di depauperazione posto in essere dalle Amministrazioni Regionali pur potendosi toccare con mano il reale e sempre crescente pericolo per la salute dei cittadini.

Di qui l’esigenza di creare un gruppo di persone che si sono riunite dapprima in comitato e in seguito, si è trasformato in “Associazione Salviamo l’Ospedale S. Massimo di Penne” , allo scopo precipuo di farsi portavoce delle istanze del territorio e per meglio interloquire con le autorità preposte alla gestione della materia sanitaria pubblica.
Durante la Consigliatura D’Alfonso, allo scopo di far retrocedere la Regione Abruzzo dallo scellerato progetto di dequalificazione del San Massimo sono state portate in piazza manifestazioni e cortei…. sono stati promossi incontri con le autorità locali e regionali, col Prefetto….sostenuto audizioni presso la commissione sanità regionale….effettuate raccolte firme….inoltrati esposti alla Procura della Repubblica…. assemblee pubbliche ecc.

Durante la Campagna elettorale precedente la elezione di questa Consigliatura, il Movimento Cinque Stelle nonché il raggruppamento di Centrodestra che poi, vincente, ha costituito l’attuale Governo Regionale, hanno promesso ai cittadini che l’Ospedale S. Massimo di Penne sarebbe stato RIQUALIFICATO ad ospedale di base con sede di pronto Soccorso.
L’Associazione, fiduciosa che la nuova maggioranza in Regione avrebbe mantenuto le promesse profuse nel corso della campagna elettorale, dopo un primo pubblico corteo (appena dopo l’insediamento della nuova giunta) conclusosi con proficuo incontro “ programmatico” con l’Assessore alla Salute, ha scelto di dialogare con le Autorità Regionali.

Numerosi sono stati gli incontri avuti con l’Assessore alla Salute e i vertici ASL di Pescara, Anche le promesse e le assicurazioni sono state tante ma… ahimè… puntualmente disattese!!
Ed infatti si è continuato a ridurre ulteriormente sia i servizi che il personale , anche d’eccellenza , e solo l’abnegazione testarda del personale sanitario si è resa utile al fine di scongiurare la paralisi totale della struttura .
E’ fatto noto, in verità, che personale assunto per l’ospedale di Penne, viene spostato negli ospedali di Popoli e Pescara nel mentre la trasformazione del nosocomio vestino ” centro Covid ” sta assumendo carattere definitivo.
Invero è notizia recente che la dottoressa Cucchiarelli, assunta per sostituire il responsabile di gastroenterologia andato in pensione, è stata presente nel nostro ospedale solo pochissime volte nel mentre , in sede di rinnovo contrattuale, è stata collocata in servizio presso il Santo Spirito di Pescara…..!!!

Conseguentemente un particolarissimo esame che veniva fatto a Penne qui non si farà più.
Già prima del Covid la dottoressa Spezzaferro, non essendoci il secondomedico a Penne, si recava al S. Spirito, alla corte del primario dott. Lauri, per effettuare L’esame con Video capsula endoscopica e la delicata apparecchiatura elettronica veniva trasportata settimanalmente con camion da Penne a Pescara e riportata il giorno seguente a Penne.

Ed ancora!
Lo stesso giochetto si sta facendo per la ginecologia, laddove si nota che il rapporto contrattuale del personale medico, Dottoresse Bascetto e Murgano, viene rinnovato con applicazione nei corrispondenti reparti di Pescara e non più per quello di Penne ove, ineluttabilmente, il servizio è destinato alla chiusura.

Per completezza di informazione – ove mai necessaria- si ricorda che anche gli ecografi di ginecologia, così come L’ecografo per video capsula endoscopica di gastroenterologia, donata da una locale associazione alla ASL, ma in uso da sempre a Penne, sono stati trasferiti a Pescara.
Senza considerare, poi, che solo la protesta ha impedito lo spostamento del servizio di dialisi a Montesilvano.
Anche il servizio di ortopedia spostato a Popoli a causa della pandemia Covid, non riprenderà il servizio come in precedenza….il personale rimarrà a Popoli nel mentre circa 60.000 utenti / cittadini dell’area vestina si dovranno accontentare di un ambulatorio attivo un paio di giorni a settimana !!!!
CON LA GIUNTA D’ALDONSO I VESTINI ESEGUIVANO LE CURE ORTOPEDICHE AL SANTO SPIRITO DI PESCARA….CON LA GIUNTA
MARSILIO DI DOVRA’ ANDARE A POPOLI !!!

Il colpo di grazia adesso è arrivato con il Corona Virus che, non solo non ha insegnato niente, ma dà l’impressione di costituire l’alibi per l’ulteriore definitiva mazzata al S. Massimo e ridurlo ai minimi termini…se non addirittura CHIUDERLO (Insistono voci di trasformazione in RSA. Speriamo siano solo Voci).
Orbene poiché per fortuna sta terminando la fase emergenziale dal Virus ed essendo in fase avanzata a Pescara, la costruzione dell’ospedale ad esso dedicato, è NECESSARIO che il S. Massimo torni alla normalità e che siano riprese le normali attività curative, che vengano riportati in sede i servizi spostati in altri ospedali compreso il personale ad essi
applicato.
E’ urgente pensare subito al nuovo assetto del S. Massimo, dotato di una propria autonomia, con il corredo di una pianta organica e di un proprio Direttore Sanitario che ne guidi il funzionamento.
NON E’ ULTERIORMENTE SOPPORTABILE – E NON SARA’ SOPPORTATO – CHE L’ASSETTO, I SERVIZI E LE CURE SIANO IN BALIA DEI CAPRICCI DEI PRIMARI DELLA ASL PESCARESE!!!
( Si è voluto fortemente la soppressione del punto nascita vestino e ciò ha causato, oltre che evidenti e pesanti disagi ad una popolazione già oltremodo penalizzata dalla viabilità…ha altresì determinato disavanzi alla ASL, per mobilità passiva, per oltre 1 milione di Euri…come riportato anche dalla stampa regionale).

Non solo:
La nostra Associazione, proprio in questi giorni, ha appreso che il responsabile incaricato di ginecologia dott. Vizioli, al rifiuto del Primario pescarese dott. Rosati di riconsegnare i due ecografi sottratti a Penne e far tornare le dottoresse Bascetto e Murgano attualmente assunte a Penne, nel nosocomio vestino…ha rassegnato le dimissioni.
Stante così le cose ed atteso che….verosimilmente i primari pescaresi comandano sulla sanità provinciale…. non può non ravvisarsi la opportunità e/o necessità che l’Assessore alla Sanità, Dott. Verì rassegni le dimissioni perchè altrimenti è lecito ritenere che la arbitraria condotta di cui si parla ha ottenuto preventivamente o ottiene adesso il beneplacito della stessa .

Non solo:
All’inizio del mese di Febbraio, il sottoscritto, quale presidente dell’Associazione si è incontrato col Manager Facente Funzione dott. Caponetti per ribadirgli le problematiche del S. Massimo. Ebbene con molta schiettezza il manager ha affermato che per il S. Massimo non ci sono soldi e anzi già è tanto che non è stato definitivamente chiuso essendo un ramo secco!

Qualora persistesse “ la ormai palese volontà di non riqualificare il S. Massimo”, l’Associazione, suo malgrado, non esiterà a chiamare in piazza i cittadini Vestini per renderli edotti dettagliatamente ( per quanto in verità neppure necessario in considerazione della massima attenzione di cui gode l’argomento presso i cittadini vestini ) degli ultimi sviluppi della situazione
attuale in cui versa il San Massimo e dando seguito alla richiesta già largamente palesata dagli interessati di voler manifestare pubblicamente il proprio dissenso.
Faranno seguito altresì tutte le iniziative che l’Associazione riterrà utili e/o opportune al fine sopra esposto non escluso il ricorso alla magistratura inquirente e contabile.
L’Associazione, nel sottolineare di essere nata in conseguenza della colpevole inerzia delle passate Amministrazioni che hanno da tempo decretato la lenta l’agonia del Ospedale di Penne chiede di essere informata e coinvolta nelle future scelte riguardanti l’Ospedale S. Massimo quale strumento di democrazia partecipativa, Penne…..

Il Presidente dell’associazione SALVIAMO L’OSPEDALE DI PENNE
Dott. Nicola Spoltore

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