“Non torneranno più i nonni”

Una frase postata su facebook ricorda che il 28 marzo 2020, più di un anno fa, la casa di riposo Mariannina De Pasquale Acerbo, intitolata, appunto, alla mamma di Giacomo e Tito Acerbo, veniva sgomberata a causa di un focolaio di Covid 19, gli ospiti, circa 23, trasferiti chi in ospedale chi presso la Casa di Riposo “Sgaroni” di Città Sant’Angelo. Anche alcuni operatori risultarono positivi tanto che, in prima battuta, furono inviati sul posto operatori OSS per assicurare l’assistenza agli anziani. Il 10 aprile 2020 la struttura veniva sottoposta a sanificazione integrale, come da protocollo, da parte della Protezione Civile Regionale. Le porte, da allora, si sono chiuse e le chiavi restituite al Comune. In molti in paese si chiedono se mai ritorneranno ad aprirsi per ospitare quelli che, a cuore più che a ragione, sono considerati i nonnini di tutti. Nel video degli auguri di Natale il Sindaco Starinieri aveva parlato genericamente di un’indagine che a breve si sarebbe conclusa e la forte volontà di riaprire lo spazio che, per tutti i cittadini loretesi e gli amministratori stessi, riveste un valore sociale molto forte, tante sono sempre state le iniziative di solidarietà e sostegno, tanto costituiva una sorta di ripopolamento di un centro storico sempre più silenzioso.

In questi mesi gli i incontri tra i vertici ASP,, Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ed il Sindaco Starinieri  si sono succeduti al fine di ricerca di soluzioni pratiche: si è parlato anche di un centro diurno per anziani in alternativa alla casa di riposo. Ma il vero problema rimarrebbero le spese di adeguamento della struttura che, in questo momento, il Comune di Loreto Aprutino non potrebbe sostenere. Che ci sia in mente l’idea di riqualificazione dell’intera struttura, con annessi anche i locali di via Gelo destinati però al ripristino della scuola materna- ipotesi difficilmente realizzabile per cui sarebbe ipotizzabile un cambio di destinazione d’uso- è sicuramente intenzione della giunta visto anche i sopralluoghi da parte Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo e dell’Ufficio Tecnico Comunale, che hanno interessato, come riferito da Starinieri nell’ultimo consiglio, anche il Museo Antiquarium che potrebbe essere destinatario di fondi per un progetto di riqualificazione unico in Abruzzo.

Confidiamo nello spirito pratico del nostro sindaco, sappiamo che prima della scadenza del suo mandato una soluzione pratica la troverà: a noi non resta che, di fronte alla quasi certezza che la casa di riposo non riaprirà, sognare. Che i locali non siano di nuovo gli ennesimi lasciati all’abbandono e, su questo, abbiamo fiducia nella Giunta.

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