Il secondo punto del Consiglio Comunale del 13 aprile, richiesto dalle forze di opposizione crea di nuovo un certo nervosismo, sia tra i i banchi della maggioranza che della minoranza. Al centro dell’interrogazione la lettera che Massimo Pasquariello, ex comandante della Polizia Municipale di Loreto Aprutino, ha inviato all’assessore con delega alla Protezione Civile, Maria Mascioli in risposta ad una di lei richiesta di informazioni del 20 gennaio 2021, con oggetto la P.A.V. e la convenzione con la medesima associazione che risultava essere scaduta già dal 12 marzo 2020, per poi essere rinnovata solo  il 26 novembre 2020, quando il comandante Pasquariello se ne era già andato. Risposta della quale, secondo quanto scrive lo stesso avrebbe potuto benissimo farne a meno, “non essendo più dipendente del Comune di Loreto Aprutino; non essendo in grado di sapere se, al momento attuale, la convenzione con la PAV sia stata rinnovata o meno; a questo punto da semplice cittadino di Loreto Aprutino, è il sottoscritto che ritiene doveroso porre una domanda all’Assessore, e al Sindaco, che è la seguente: a che titolo l’Amministrazione comunale, o per essa alcuni componenti, hanno utilizzato, e  utilizzano ancora, l’associazione PAV in circostanze che impegnano la figura dell’Amministrazione? Spero che a questa domanda si dia una risposta, in sede di Consiglio comunale o in qualunque altra sede pubblica.”  

Prima di questo Pasquariello era intervenuto  pubblicamente attraverso un post di FB, come riportato nel nostro articolo https://www.lacerbaonline.it/articoli-2/attualita-articoli-2/loreto-aprutino-massimo-pasquariello-affida-ai-social-una-riflessione-di-civismo-attenzione-a-legge-e-merito/ E non ci sta ad essere tirato in ballo, scrive “stupisce il fatto che l’Assessore chieda al sottoscritto dell’utilizzo dell’Associazione P.A.V. considerato che, già da subito dopo la fine del lockdown, ella stessa si è servita dei volontari dell’associazione per attività che esulavano da quelle disposte dal C.O.C.; è appena il caso di rinfrescare la memoria dell’Assessore sulla distribuzione, avvenuta a cura esclusiva dell’Assessore stesso, di 3.000 mascherine fornite dalla Protezione Civile regionale per essere usate dagli Operatori e volontari impegnati direttamente nella gestione della pandemia e distribuite, con la collaborazione, non so da chi richiesta, della PAV; l’Assessore ricorderà certamente della fortissima contrarietà del sottoscritto, che non ha ritenuto di intervenire soltanto perché nel bel mezzo della pandemia uno scontro istituzionale avrebbe avuto conseguenze disastrose per i cittadini, che si rimettevano alle istituzioni per esserne rassicurati. Immagino sia stato lo stesso motivo che ha indotto anche il Sindaco, benché informato dal sottoscritto, e contrario, almeno a parole, anche lui, a non intervenire; risulta inoltre, ed è alle cronache dei social, che lo stesso Assessore ha più volte ritenuto di utilizzare i volontari della PAV per eventi assolutamente non disposti dal C.O.C. e ciò risulta avvenuto sia fino al momento del mio passaggio ad altro Ente, sia dopo e fino alla campagna di vaccinazione attuale.”

L’assessore Mascioli nella dichiarazione pubblica fa sapere di non dover aggiungere altro oltre a quello che ha scritto e cioè tutto quello che è stato fatto è avvenuto in un periodo terribile di emergenza e che lei personalmente ringrazia tutti i volontari, della PAV così come della Croce Rossa  e delle tante associazioni cittadine, per quello che hanno fatto mettendosi a disposizione senza riserve. Per quanto concerne le vaccinazioni c’e la disponibilità estrema a dare risposte ai tanti che chiamano e che alla fine ringraziano perché trovano la massima collaborazione nella risoluzione di problemi di organizzazione.

Riacquista la scena, dopo le parole dell’assessore, il Sindaco, inizialmente pacato spiega che chiarirà la questione a quattrocchi con il comandante ma che è rimasto molto deluso perché non solo ha risposto dopo quattro mesi ma perché, ed è contento che anche alcuni cittadini lo abbiano capito, dalla lettera si evincono le vere motivazioni per cui se ne è andato, lui certe cose o certe azioni non era in grado di farle, non ne era all’altezza. In quel periodo, parliamo di marzo 2020, tutta la comunità si dava da fare per aiutare anche con piccoli gesti mentre, secondo il primo cittadino, il comandante Pasquariello metteva catenacci  e continuava ad esigere che fossero coinvolti i nuovi impiegati. “Aveva sempre da fare” tuona alzando il volume della voce e se Antonello Delle Monache gli ricorda che il contenuto della lettera di Pasquariello pone delle problematiche gravi, quasi al limite dell’interesse giudiziale, con la consueta sicurezza lo esorta a farlo “Portala tu in Procura!” perché lui, in qualità di primo cittadino e di massima autorità sanitaria la responsabilità di azioni e di decisioni che andassero nella direzione di dare una mano ai cittadini, anche recapitando le mascherine a casa quando ce n’era bisogno, se l’è presa più di una volta.

Il monologo continua ormai nello stile starineriano che, dobbiamo constatare, i suoi risultati li porta perché il tempo passa, si colorano i botta e risposta con l’opposizione, si tirano fuori argomenti che non c’entrano nulla e tutto finisce effettivamente in una nebulosa di interlocuzioni che nulla hanno a vedere con il grande tema che è quello dI strappi istituzionali che andrebbero ricuciti con un dialogo serio. Dice quello che pensa, come gli viene, passa dalla delusione all’ira più funesta infarcita di frasi incomprensibili che lo consacrano ormai a vero personaggio. Lui lo sa e un po’ ci gioca. ( del resto in tutte le lingue del mondo fare teatro si traduce con il vocabolo giocare). Uno, nessuno e…un milione e mezzo. 

 

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