Un anno fa, in occasione dell’anniversario della tragedia di Rigopiano, Lacerba pubblicò lo stralcio della tesi di laurea di Federica Di Pietro, figlia di Barbara e Piero, deceduti, insieme ai coniugi Di Carlo, sotto le macerie dell’albergo di Rigopiano.

https://www.lacerbaonline.it/articoli-2/attualita-articoli-2/io-federica-di-pietro-orfana-di-stato-vi-spiego-il-perche/  

Figli di Loreto Aprutino a cui quella figlia speciale dedicò l’analisi lucida e scientifica di un trattato nel quale evidenzia come i 29 morti non furono vittime della neve o del terremoto ma in realtà della inefficienza amministrativa e della totale irresponsabilità politica. Oggi, diventata mamma di un bellissimo bambino, è anche una professionista al posto giusto perché Giovanni Legnini, commissario straordinario del Governo incaricato a gestire la ricostruzione post sisma, quello per intenderci che sconquassò il Centro Italia negli anni 2016 e 2017, l’ha voluta nella sua squadra di lavoro. Chi meglio di lei? Due lauree, una in Giurisprudenza ed una in Scienze Politiche, quest’ultima conclusa propria con la tesi I limiti del potere decisionale nella burocratizzazione della pubblica amministrazione: la tragedia di Rigopiano, e quella sensibilità mista a tenacia che la porterà a svolgere con impegno ed efficacia i suoi compiti di assistenza nelle procedure di snellimento delle pratiche che riguardano le persone. Che non sono numeri, come ha scritto lei, ma anime che vogliono rientrare nelle loro case ferite dal terremoto e hanno bisogno di risposte che abbiano cura anche del loro benessere psicologico.

Chi meglio di lei che ha trasformato, insieme a sua sorella Fabrizia, il cuore in una seconda casa dove incontrare i genitori, portati via non dalla valanga di neve ma dai “meccanismi difettosi della burocratizzazione del pubblica amministrazione. Difetto­si, non solo nelle lotte di potere tra la classe politica e i funzionari della pubblica amministrazione, ma nella questione del metodo di pianificazio­ne, attuazione, verifica, correzione e ottenimento del risultato.”

Oggi la vita, oltre quel frugoletto dagli occhi scuri che restituisce nel privato il flusso d’ amore ricevuto ed interrotto, la chiama in quella professionale e pubblica, a restituire dignità, professionalità ed etica alla attività amministrativa e politica della quale, attraverso il dolore delle morti di Rigopiano ma anche quelli di Amatrice o delle tante tragedie di Stato rimaste impunite, ci sentiamo un pò tutti cittadini orfani. 

Brava Federica, tanto fieri di Te.

S.d.L

 

 

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