Loreto Aprutino, in una piccola casetta di via Cesare Battisti al numero 8, l’11 giugno 1944, un ragazzo di 21 anni respira lentamente i suoi ultimi momenti di vita. Da lì a poco una milizia nazista verrà a prelevarlo per condurlo nei pressi della Fonte Antò in Contrada Colle Stella dove sarà  fucilato dal Battaglione San Marco della Repubblica di Salò. La scusa della cattura è il possesso di una pistola.

Il giovane si chiama Carlo Bonfiglio, è di Milano e dopo aver abbandonato il corpo dell’Aeronautica nel corso dell’Ippogrifo, si rifugia nel piccolo paese dell’entroterra abruzzese, lui di aderire alla Repubblica di Salò proprio non ci sta, lui voleva solo volare! Sulle medesime ali del cavallo dalla testa d’aquila e il cuore d’acciaio, veniamo catapultati nel 2020 quando 5 baldi ex giovanotti Francesco Di PietroGianfranco Buccella, Leonardo Fabrizio, Achille Rasetta e Aleardo Rubini decidono di avventurarsi tra i rovi di Colle Stella per recuperare le croci in memoria del giovane e ripulire la targa in ottone posta dai commilitoni del Bonfiglio.

Il 76esimo anniversario della Liberazione viene celebrato lì, nel nome di Carlo il patto con la libertà bene fondamentale si rinnova. Francesco Di Pietro decide che non basta però un’azione di recupero, se a Colle Stella e nel Cimitero di Loreto si conserva il ricordo della morte, se nel quartiere Cappuccini la segnalazione di una via a lui dedicata lo immola nella toponomastica, è necessario  intrecciare alla memoria collettiva, gli ultimi attimi di vita di Carlo nell’alcova di mattoni di via Battisti, quando una delazione lo consegnerà nelle mani delle truppe naziste. Bisogna apporvi una targa e lui decide di sostenerne la spesa, promuovendo presso le istituzioni pubbliche e private non solo il gesto ma lo spirito del rapporto tra uomo e comunità. Uomini e comunità perché, oltre a Di Pietro, un folto gruppo di volontari si mette a disposizione e tra questi Pierluigi Pace, proprietario dell’abitazione che accetta, onorato, quel sigillo che, in fondo, legherà per sempre quella piccola casetta alla drammaticità della Seconda Guerra mondiale ma anche alla speranza che cessino tutte le guerre, anche quelle lontano da noi.

Domenica 13 giugno 2021 alle ore 10.00 una messa verrà officiata da Don Cesare nella chiesa di San Pietro: dalle testimonianze dei commilitoni raccolte da Gianfranco Buccella sappiamo che quella mattina del 1944, prima della cattura, Carlo presenzia proprio una funzione nella medesima chiesa ed insieme all’amico Mario assumerà anche l’ultima eucarestia.

Ripercorrendo simbolicamente i medesimi passi, dalla Chiesa per via Del Baio e poi fino a via Battisti: alle ore 11.00 la targa in memoria di Carlo Bonfiglio, avvolta dalla bandiera italiana, verrà scoperta nella cerimonia presieduta dallo stesso Francesco Di Pietro, da Nicola Lombardo, presidente dell’ANPI provinciale e dal Sindaco Gabriele Starinieri. A quest’ultimo l’onore di scoprire la targa accompagnato dalle note della tromba di Massimiliano Di Carlo che intonerà per l’occasione le tre note del Silenzio. Testimonianze di Gianfranco Buccella e Fausto Roncone completeranno la celebrazione civile. 

Quando chiediamo a Francesco Di Pietro perché ha voluto con cuore e anima “regalare” questa targa in memoria di Bonfiglio la prima risposta è nella luce che si riflette nelle lacrime di commozione “Alla memoria di Loreto Aprutino ognuno di noi deve contribuire, se poi quella memoria è la strada per ricordare alla nuove generazioni quanto sia stupida una guerra, quanto inutile odio semini per anni e anni, allora io voglio esserci ed esserne testimone. La figura di Carlo Bonfiglio, al quale sto dedicando anche uno scritto, è il simbolo loretese di libertà e pace. Non è un caso che la casa appartenga a Pierluigi Pace, è altro segno di un destino che ho interpretato e per il quale mi sono messo umilmente al servizio”.

Francesco Di Pietro durante il primo sopralluogo in Contrada Stella (foto di A. Rasetta)

 

 

 

 

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