Il ristorante Tre Piatti ha smesso di raccontare il territorio, ormai ne fa parte come elemento imprescindibile.
E tutti gli eventi enogastronomici che ha organizzato nel tempo, sono entrati di diritto nella tradizione, quella che si rinnova nella contemporaneità e alza le vele verso il futuro. I capitani sono due cognati, lo chef Paolo D’Addazio e Marilena Lucerini: così in simbiosi che, non conoscendoli allora, li scambiammo per fratelli, e così organizzati nei loro ruoli da aver creato un stile 3P, professionalità, passione e perseveranza.
Come? Con la gentilezza, in primo luogo, con una cucina che riesce a mantenere uno standard altissimo ed un servizio a 5 stelle. Ecco perché i loro appuntamenti hanno successo e sono ormai date da inserire nel calendario.
Gli appassionati di tartufo, quindi, segnino la data del 31 luglio come imperdibile. Torna “Tartufo, nero estivo” la cena a più portate in abbinamento con vini raffinati e capaci di esaltare il gusto del tubero gioiello della cucina italiana. Infatti il tubero aestivum, conosciuto anche come “scorzone” non è solo prezioso per il costo ma è considerato un diamante per la sua versatilità e, soprattutto per le sue proprietà nutritive essendo ricchissimo di potassio e magnesio. In cucina, chef Paolo, riuscirà a costruire un menù speciale di antipasti, primi e secondi per poi, come vuole l’etichetta da galateo, passare a salutare i tavoli dei commensali. In divisa e cappello, che non si toglie mai perché se la cucina è un rito, lo si rispetta sempre, anche quando nessuno potrebbe vederlo. Un rito antico ed uno chef di altri tempi danno quella giusta solidità che caratterizza la reputazione del ristorante.

E poiché, al pari del sapore dei cibi che emoziona, vi è solo la musica, la cena sarà accompagnata dalle note del violino di Angela Di Giuseppe. L’artista abruzzese, nota per formazione ed esperienza, ha commosso l’Italia intera partecipando al videoclip dedicato al ricordo dell’orsa Amarena e suonando, per l’animale ucciso, una ballata scritta da Gennaro Varone.
Una nota che ci fa piacere ricordare perché, a volte, gli artisti sono solo un nome su di una locandina e, invece, hanno una storia di gesti e di valori che caratterizza il loro percorso. E che si intreccia con altre vie per vivere una esperienza che fa bene al corpo ed all’anima.
S.d.L.



















